Un obiettivo che, classifica alla mano, dipenderà anche dai risultati delle due selezioni scandinave, attese venerdì alle 19 dallo scontro diretto in casa delle danesi. L’Italia sarà sicuramente una spettatrice interessata, ma prima dovrà superare a pieni voti l’ostacolo serbo. “Siamo molto contenti di giocare all’Arena Garibaldi”, ha dichiarato il Ct, “per la storia legata a questo impianto e per la grande passione del pubblico. Sarà un match determinante e abbiamo scelto Pisa perché siamo certi che saprà spingere le ragazze”.
Dopo la seduta di ieri, servita per rompere il ghiaccio, Soncin e il suo staff dirigeranno oggi pomeriggio il secondo allenamento della squadra, cercando di superare le insidie di una preparazione che dovrà fare i conti con la condizione delle calciatrici, reduci da lunghi voli transoceanici o, per quelle che militano in Serie A, da almeno una settimana di stop. “Questo è senz’altro un raduno particolare – ha aggiunto – ci sono tante situazioni differenti che abbiamo già testato in passato e che dovremo affrontare in maniera specifica, individualizzando al massimo il lavoro di accompagnamento alle prossime partite. Vogliamo rendere il percorso ideale per ognuna delle ragazze, focalizzandoci al tempo stesso sulla nostra identità e sui principi di gioco da portare in campo”.
Un compito di certo semplificato dalla responsabilità di vestire la maglia azzurra, un privilegio che Girelli e compagne intendono come sempre onorare con professionalità, amore e coraggio. “Abbiamo grande fiducia nei valori presenti all’interno dello spogliatoio – ha concluso Soncin – e sentiamo l’obbligo di mettere in mostra la miglior versione di noi stesse. Siamo qui perché vogliamo arrivare a disputare una possibile finale con la Svezia”.






