Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La Nazionale femminile spagnola ha chiuso l’anno scorso dominando la UEFA Nations League, aggiudicandosi il titolo continentale all’inizio di dicembre grazie a una schiacciante vittoria per 3-0 tra andata e ritorno sulla Germania. Il mese successivo, la squadra piena di stelle di Sonia Bermúdez ha dato il benvenuto al nuovo anno con grandi aspirazioni, prima fra tutte quella di assicurarsi il biglietto destinazione Brasile per la Coppa del Mondo femminile FIFA 2027.

Le spagnole non avrebbero potuto desiderare un inizio migliore per la loro campagna di qualificazione, con la doppia sfida di marzo che le ha viste vincere prima per 3-0 sull’Islanda e poi trionfare 3-1 in Ucraina. Tuttavia, le iberiche hanno subito una battuta d’arresto il 14 aprile, quando hanno dovuto cedere all’Inghilterra per 1-0 a Wembley, non riuscendo a recuperare il gol di Lauren Hemp segnato a inizio partita. Quattro giorni dopo, si sono subito rialzate, rifilando cinque gol all’Ucraina e mantenendo viva la corsa al primo posto del proprio girone in vista degli ultimi due match decisivi di questo mese.

La partita clou contro l’Inghiterra, in programma venerdì 5 giugno allo stadio Son Moix di Palma di Maiorca, è segnata in rosso sui calendari dei tifosi della Roja già da un po’ di tempo. Le padrone di casa, attualmente seconde in classifica, sanno che una vittoria le porterebbe a conquistare il primo posto proprio a discapito delle ragazze Sarina Wiegman e a prendere in mano il proprio destino nella lotta per la qualificazione automatica alla decima edizione dell’evento femminile di punta della FIFA. Data la natura serrata della battaglia in corso ai vertici della classifica, c’è una forte possibilità che il primo posto possa essere deciso dalla differenza reti.

Bermúdez, che ha fatto parte della squadra spagnola che ha disputato la prima campagna della nazione sulla scena della Coppa del Mondo Femminile FIFA nel 2015, ha trovato un po’ di tempo nella sua fitta agenda per parlare con la FIFA dei progressi della nazionale, della recente rivalità tra Spagna e Inghilterra e della fame inarrestabile delle sue ragazze, determinate a partecipare alla grande festa mondiale in terra brasiliana.


FIFA: Data l’importanza della Spagna nel calcio femminile, ci si aspetta che la squadra conquisti tutti i 12 punti nelle partite contro Islanda e Ucraina. Anche se finora siete riuscite a spuntarla nelle tre partite disputate contro di loro, non vi hanno certo reso la vita facile.

Sonia Bermúdez: “Tutte le squadre che affrontiamo puntano a qualificarsi per i Mondiali, quindi lottano con tutte le loro forze e ci studiano a fondo. L’Islanda ha schierato un blocco piuttosto basso, con una linea difensiva a sei in alcuni momenti della partita. Per sfondare la loro difesa, bisogna garantire che i passaggi siano davvero precisi e attaccare gli spazi alle spalle della loro difesa quando se ne presenta l’occasione. Bisogna anche prendere buone posizioni in area e avere la pazienza di far girare la palla mentre si cerca di logorare l’avversario.

Nella nostra seconda partita, contro l’Ucraina, loro nelle fasi iniziali hanno mostrato una maggiore propensione all’attacco, rappresentando una minaccia più concreta con le due attaccanti e nelle transizioni. La partita si è svolta più o meno come previsto. Abbiamo avuto lo spazio per attaccare sulle fasce e creare situazioni di 2 contro 2 e 2 contro 1. Si tratta di essere pazienti, far girare la palla e cercare di sfondare il prima possibile. Tuttavia, il fatto che queste due squadre non siano tra le più forti nel calcio femminile non significa che si abbia la garanzia di passare in vantaggio subito. Bisogna guadagnarsi quel diritto. Non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando delle qualificazioni ai Mondiali, in cui tutti cercano disperatamente i punti”.

Come vi preparate per le partite decisive, come il prossimo scontro contro l’Inghilterra?

“La nostra preparazione consiste nel mettere a punto una strategia di gioco e nel seguire da vicino le ragazze per assicurarci che arrivino alla partita nella forma migliore possibile. Stiamo affrontando la situazione con calma e ci stiamo assicurando che, quando arriverà il momento della partita, avremo un piano chiaro e sapremo esattamente come mettere in difficoltà l’Inghilterra. Siamo consapevoli di quanto sia forte la loro squadra e che abbiano giocatrici eccezionali, oltre a un’allenatrice straordinaria. Si preannuncia una partita spettacolare”.

Hai parlato alla FIFA già nel 2024, alla vigilia dei Mondiali femminili Under 20, in cui hai guidato la tua nazionale. Allora abbiamo parlato di come gli Stati Uniti dominassero incontrastati il calcio femminile ai tempi in cui tu giocavi, ma che da allora la Spagna avesse raccolto il testimone. Diresti che ora l’Inghilterra vi ha strappato quel primato?

“Le partite tra noi e l’Inghilterra vengono decise spesso dai dettagli. Entrambi le allenatrici hanno squadre di altissimo livello e credo che, ancora una volta, ci sarà ben poca differenza tecnica tra le due formazioni. Vincerà la squadra che riuscirà a mettere in pratica al meglio il proprio piano di gioco, e ovviamente spero che quella squadra saremo noi”.

Cosa ne pensi del fatto che Inghilterra e Spagna si siano affrontate così spesso negli ultimi anni, soprattutto se si considera che, ai tempi in cui giocavi tu, la Spagna non era affatto in grado di tenere testa alle grandi potenze?

“Penso che sia una cosa molto positiva, il calcio femminile spagnolo ha fatto passi da gigante. Credo che il massimo campionato inglese stia vivendo un grande momento, il che giova enormemente alla nazionale. Come ho già detto, la partita si deciderà sui minimi dettagli. Entrambe le squadre daranno il massimo perché sappiamo tutti cosa c’è in gioco: solo le prime classificate del girone si qualificheranno direttamente”.

Tutti gli occhi sono puntati sul tanto atteso calcio d’inizio del prossimo giugno, ma vista la difficoltà durante queste qualificazioni, non ti sembra quasi che per te i Mondiali siano iniziati ben 15 mesi prima dell’inizio del torneo?

“Per giocare il Mondiale, devi affrontare le migliori squadre nelle qualificazioni. Visto che siamo la Spagna, è come se avessimo una sorta di diritto divino a qualificarci, ma non è così. Bisogna dare il massimo e giocare al meglio in ogni partita. Non ci si può permettere di commettere errori, e questo ti torna utile per il futuro”.

Se si arriva ai Mondiali, il margine di errore nella fase a gironi è minimo, e la posta in gioco è ovviamente ancora più alta se si passa al turno successivo; tutto ciò significa che bisogna dare il massimo in ogni partita, indipendentemente dall’avversario”.

Ti sei mai immaginata in panchina ai Mondiali del prossimo anno?

“In tutta onestà, no, non l’ho fatto. Secondo me, spesso commettiamo l’errore di pensare a cosa ci riserva il futuro, ma è più importante concentrarsi sul presente e affrontare le cose una partita alla volta. Da qui al prossimo anno possono succedere tante cose, quindi ci stiamo concentrando solo sulla nostra prossima partita, quella contro l’Inghilterra, e poi su quella successiva, e così via”.

La tua ex compagna di squadra nella Nazionale spagnola, Irene Paredes, ora gioca sotto la tua guida, e lo stesso vale per Alexia Putellas, con cui hai giocato anche al Barcellona. In passato hai affermato che Irene è un ottimo modello per le giovani calciatrici. Come è cambiato il vostro rapporto dopo il passaggio da compagne di squadra ad allenatrice?

“Abbiamo gestito la situazione in maniera molto professionale. Abbiamo tutte ben chiaro ciò che vogliamo ottenere. Abbiamo standard estremamente elevati ed entrambe sono molto esigenti con se stesse. Puntiamo tutti allo stesso obiettivo: vincere le partite di calcio. Siamo fortunati ad averle entrambe. Sono le capitane della squadra e modelli di riferimento eccellenti. Sono di grande aiuto all’interno e all’esterno del gruppo e possiedono quella mentalità vincente che stiamo cercando di instillare nei giocatrici più giovani. Abbiamo un rapporto molto professionale, in cui siamo tutti chiari sui nostri obiettivi e sui nostri ruoli.

Hai appena menzionato le giovani della rosa, tra cui c’è Edna Imade. Lei apporta una vera presenza fisica in attacco e non rientra esattamente nello stereotipo della tipica giocatrice spagnola. Cosa ne pensi delle sue qualità e cosa apporta alla squadra?

“È diversa dalle giocatrici a cui siamo più abituati. È molto brava nel gioco aereo e nel gioco spalle alla porta, oltre ad essere abile nello sfruttare gli spazi alle spalle della difesa avversaria. La sua abilità nel gioco di testa è uno dei suoi maggiori punti di forza, e dà il meglio di sé nell’area di rigore. È potente, forte e, contro le squadre che si chiudono in difesa, si fa davvero valere in area. Abbiamo attaccanti con profili diversi, in grado di darci una mano in diverse situazioni. Non potremmo essere più contenti delle prestazioni di Edna, sia con noi che con il Bayern Monaco. Ogni volta che le viene data una possibilità, sia da titolare che dalla panchina, lascia davvero il segno”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here