Giuseppe Marino, tecnico nel femminile con le esperienze tra Napoli, Venezia e Torres e che nell’ultimo periodo ha allenato anche nel calcio maschile con l’esperienza alla Triestina, è stato intervistato nelle ore scorse ai microfoni di Tutto Mercato Web. Marino ha risposto alla domanda sulla possibilità di vedere Sara Gama come vicepresidente della FIGC affermando senza troppi giri di parole: “Non credo che l’Italia sia pronta a una scelta del genere”.
L’allenatore ha poi continuato rispondendo in esclusiva a Tutto Mercato Web: “Qualora il presidente dovesse però farla, e sarebbe una scelta tanto coraggiosa quanto ambiziosa e bella, non credo sarebbe vista di buon occhio. Però auspico che il presidente faccia valere realmente quello che è nella sua testa e che ridisegni un percorso diverso dagli altri”.
Marino nell’intervento ha quindi aggiunto parlando dell’ex bianconera: “Gama l’ho conosciuta, l’ho affrontata da calciatrice, è stata la bandiera di una di una società molto importante del calcio italiano femminile, ha un percorso importante alle spalla, e che credo possa essere la persona giusta per una ripartenza. Ma viviamo in un mondo dove, come ha detto anche il CT della Nazionale Baldini, si fanno delle etichette”.
L’allenatore ha anche sottolineato: “La cosa bella che sto vedendo adesso è a esempio un Canzi che dalla Juventus Women torna al Cagliari maschile, o tecnici che dalla A femminile passano al professionismo maschile, e questo è quello che dovrebbe succedere a condizioni normali. Invece di appicciare etichette, si dovrebbe far lavorare chi ha passione, chi ha voglia, chi trasmette emozioni, chi vive ancora di emozioni e chi crede che questo sport trasmetta ancora qualcosa, e non sia solo figlio di interessi economici”.
Marino, ai microfoni di Tutto Mercato Web, ha infine concluso: “Anche perché stiamo pagando la non apertura verso la meritocrazia. Andiamo dietro dietro al nome, andiamo dietro a quello che pensiamo che possa rappresentare un qualcosa di estetica, ma non andiamo sui contenuti, non andiamo sulla sostanza. Ed è un problema, che sto vivendo anche in prima persona”.






