credit photo: Nicolò Ottina - photo agency calcio femminile italiano

Nata a Milano l’8 ottobre 1999, Irene Santi è una centrocampista centrale esperta e abile soprattutto nella fase difensiva. Irene inizia a giocare all’età di 5 anni con la maglia dell’A.C. Cernusco, squadra con cui rimane sino al 2011, quando inizia la sua avventura nell’ASD Inter Femminile Milano. Qui gioca in tutte le categorie giovanili, fino ad arrivare in prima squadra.
Nell’estate del 2018 l’Inter rileva il titolo della società e Irene prosegue nel suo percorso di crescita con la maglia nerazzurra. Dopo aver vinto il campionato di serie B, Irene debutta in A con le nerazzurre nel 2019, poi gioca un anno in prestito nell’Hellas Verona. Tornata all’Inter nel 2021 oggi Santi è uno dei pilastri della squadra nerazzurra, giocatrice che ha vissuto tutta la parabola di crescita dell’Inter, dalla promozione in A fino alla doppia qualificazione consecutiva alla Women’s Champions League.

CHELLENGES: 
“Se pensi alla sfida più difficile che ho affrontato in carriera, sicuramente devo dire il grave infortunio che ho subito l’anno scorso. La riabilitazione è stata dura e mi ha tenuta lontana dal campo per tanto tempo: devo dire però che essere riuscita a superare quel momento mi ha reso orgogliosa, è stata una grande soddisfazione”. 

TEAM:
“Questa è una squadra simpatica, è davvero bello passare del tempo insieme. Siamo umili e determinate: in questa stagione la nostra unione ha fatto la differenza, è questo che ci ha permesso di qualificarci di nuovo in Women’s Champions League. Se potessi prendere una qualità di una mia compagna vorrei avere la tranquillità di Lina Magull nel gestire il pallone e la visione di gioco di Elisa Polli”. 

PROFILE:
“Sono cresciuta tanto rispetto al passato: Ormai sono qui da tanti anni, ma dopo ogni stagione sento di aver aggiunto qualcosa alle mie capacità. Rispetto a quando ero bambina sono migliorata in tutto, il lavoro è diventato sempre più strutturato e specifico: a livello caratteriale, però, ho la stessa grinta e attitudine che avevo allora”. 

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