Roma, un sogno nel cassetto e 120 minuti di apnea: questa la foto che sa di promozione per le atlete sotto la guida di mister Silvestro Reitano, reduci da una stagione miracolosa terminata con la giocata decisiva contro la corazzata Südtirol; nemmeno il tempo di asciugare le lacrime di gioia nella Capitale, poi, che ad essere riempita è un’altra bella pagina sportiva.
“La cavalcata del Catania”, si potrebbe definire, oppure…alt, questo lasciamolo dire a chi l’ascesa l’ha vissuta in modo diretto! Ebbene: la società etnea – nell’annata archiviata – non si è risparmiata, scrivendo, su ogni fronte, una pagina importante della storia rossazzurra. Il progetto? Sembra appartenere proprio a chi questi colori li ha cuciti sul petto ed intende onorarli fino all’ultimo istante: i successi conquistati dalla realtà sicula, infatti, non sono figli del caso, bensì di una programmazione forte e lungimirante che sta mettendo un sigillo d’oro sul progresso collettivo.
Ce lo ha raccontato in modo dettagliato Massimiliano Borbone, Responsabile del Dipartimento Femminile.
Direttore, la promozione in B della prima squadra del Catania è ancora motivo di festeggiamenti, ma questo traguardo è probabilmente solo la punta dell’iceberg di una formidabile annata archiviata. È così?
«Assolutamente. Abbiamo costruito una squadra con la volontà di poter fare un grande campionato e siamo veramente tanto orgogliosi del percorso fatto.
Non era facile riuscire ad arrivare in serie B anche per via della nuova formula playoff che ha aumentato la competitività, ma la rapida alchimia trovata tra staff e calciatrici ha poi fatto sì che ci trovassimo al primo posto per quasi tutto il campionato. La fase finale di Coppa Italia? Ci ha tolto un po’ di energia e allo stesso tempo dato maggior esperienza e sicurezza per le ultime gare dove la sofferenza non è mancata, in compenso ora possiamo dire di avercela fatta!».
Lo sviluppo del settore women si è rivelato – in questi anni – tra le forti priorità della società: ciò significa che anche il lavoro circa le fondamenta per una solida costruzione dei reparti giovanili è in continua evoluzione e ne conseguono risultati altrettanto significativi. Un’altra responsabilità che lei stesso – in primis – ha dimostrato di avere a cuore…
«Abbiamo iniziato 4 anni fa, pianificando quelle che poi si sono rivelate solide fondamenta. Tante ragazze giovani hanno potuto crescere qui e sono state importanti per il progetto disegnato; con l’under 19 il primo anno siamo riusciti a centrare la semifinale, quest’anno, addirittura, a vincere.
Alle giovani è giusto dare il tempo di crescere, e credo sia proprio questo il nostro segreto: pianificare le cose a tempo debito, avendo la fiducia e la forza di portarle avanti giorno dopo giorno anche nei momenti di difficoltà. È vero che ho a cuore questo aspetto, ma il merito delle soddisfazioni è di tutti, perché ogni figura ha come obiettivo il progresso della società».
E di questo scudetto Juniores, conquistato mediante eliminazione ai rigori della Roma campionessa in carica ed un netto 2-0 sul Torino, cosa racconta?
«È stata una grandissima gioia. Il gruppo è composto da una grande identità sicula data dal contributo di ragazze tutte del territorio che giocano con il senso d’appartenenza catanese. La gara finale non era semplice ma la prestazione è stata davvero ottima; vedere la squadra in lacrime è stata una emozione incredibile e vincere così una soddisfazione non solo per me ma per tutti coloro che le hanno accompagnate in questo percorso!».
È evidente che siamo davanti ad una crescita verticale esponenziale del contesto rossazzurro dove l’attaccamento a quanto professato, ad una identità singolare ed ai colori indossati vale oro; da testimone diretto di tale maturazione generale (se così la si può chiamare), cosa ha fatto la differenza negli anni e cosa pensa potrà farla nel futuro?
«Il clima creato è sicuramente il nostro punto di forza. Ci sono regole, disciplina, ma anche un forte senso di appartenenza che non viene mai abbandonato; come già detto, puntare sulle figure locali non solo permette di creare una forte identità di squadra ma anche di vivere dentro la passione per questa maglia. Al di là di questo, queste radici dovranno essere anche in futuro il nostro punto fermo».
Comprensibile la scaramanzia in questi casi, ma…dove può arrivare ancora questo Catania?
«L’ambizione fa parte del nostro “io”. L’anno prossimo approcceremo alla serie B (ed alla Primavera 2 nel caso delle under 19) con grande umiltà e la consapevolezza del fatto che non sarà un percorso semplice; chiaramente gli sbagli faranno parte dell’esperienza, ma vedremo come andrà. Sappiamo per certo di rappresentare una città importante.
In 4 anni siamo passati dall’Eccellenza alla B, ma la crescita deve continuare: la sua velocità dipenderà da quanto saremo bravi ad ambientarci in un campionato così inedito. Siamo già al lavoro per individuare nuove figure che possano portare esperienza al nostro percorso, ora, però, cavalchiamo l’onda dell’entusiasmo. Vogliamo dire la nostra: il Catania vuole essere una sorpresa (in positivo!)».
L’intenzione ora non è certamente quella di fare da “cliffhanger”, viene, però, spontaneo chiederle quale sarebbe il giusto brano che potrebbe fare da colonna sonora al 2025/26 vissuto.
«”Ancora noi” di Ligabue è stato quello che, un po’ per gioco ed un po’ per scaramanzia, ci ha accompagnato in questo viaggio. Rappresenta un invito ma anche una speranza per il futuro perché…speriamo di esserci ancora noi!».
Si rivolga pure allo staff, alle ragazze ed a coloro che l’hanno accompagnata in questo meraviglioso viaggio: ha carta bianca per un messaggio diretto!
«Tante le parole che potrei spendere, ma quella che più mi sento di dire è “grazie”. Niente viene per caso: se siamo arrivati fin qui è merito di ogni persona che fa parte del progetto Catania, un progetto creato e formato da profili competenti, professionali e soprattutto con l’amore per questo sport e questi colori.
Il ringraziamento va anche a tutte le ragazze che hanno indossato questa maglia con orgoglio, compresa chi è arrivata dopo e si è subito calata nella mentalità che contraddistingue la nostra realtà. La stagione archiviata rimarrà senz’altro impressa nella storia della società».
Si ringrazia Massimiliano Borbone e la società tutta per la gentile concessione.






