La quinta edizione della Coppa Italia Femminile ha aperto ufficialmente la stagione del beach soccer femminile italiano. Dal 25 al 28 giugno, infatti, quattro squadre si sono sfidate sul Lungomare Trieste di Lignano Sabbiadoro con la voglia di ben figurare. Tra queste il Città di Milano che in rosa ha avuto Debora Naticchioni che su queste settimane vissute sulla sabbia ci ha raccontato: “Iniziare una stagione non è mai semplice, quando si affronta una competizione, l’obiettivo è sempre quello di arrivare fino in fondo”.

Prima tappa stagionale è stata, quindi, la Coppa Italia di Lignano Sabbiadoro raccontata cosi da Naticchioni: “Sinceramente ci aspettavamo qualcosa di diverso, ma siamo state condizionate dalla sfortuna fin dall’inizio. Dopo la prima partita abbiamo perso Irina per la frattura del braccio, un’assenza pesante perché è una giocatrice che ci garantisce fisicità, esperienza e qualità. Fisicamente stiamo abbastanza bene, sicuramente lavoreremo per farci trovare più squadra ad Anzio e dare ancora più filo da torcere alle nostre avversarie”.

Tre gare in tre giorni prima della finale per il terzo posto, sulle sfide con le altre tre squadre partecipanti Debora ci confida: “Ogni partita ci ha permesso di crescere un po’ di più e di lavorare per migliorare. A piccoli passi costruiremo il nostro cammino, questa squadra sono certa che ci porterà dove vogliamo arrivare”.
Poi la finale per il terzo posto, combattuta sino all’ultimo secondo, persa contro Genova. Sul torneo l’atleta del Città di Milano ha ammesso: “Il fatto che nessuna delle quattro squadre in gara abbia concluso la competizione da imbattuta, avendo tutte perso almeno una partita, dimostra quanto il livello si sia alzato e come le distanze tecnico-tattiche si stiano progressivamente riducendo”.

Debora conclude con un suo pensiero sul movimento giocato sulla sabbia: “Sempre più ragazze si avvicinano a questo sport con la voglia di imparare e crescere, ed è un segnale molto positivo. Allo stesso tempo, però, se vogliamo che il movimento femminile continui davvero a evolversi, servirà un impegno ancora maggiore anche dal punto di vista organizzativo e federale. La strada intrapresa è quella giusta, ma c’è ancora tanto lavoro da fare”.

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