Per la rubrica “A pranzo con l’Ospite” abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Marina Angiolini.
La giovane calciatrice si trova da un anno negli Stati Uniti dove, dopo aver vinto una borsa di studio, ha giocato nel Kansas nella Barton Community College.  La talentuosa triestina sull’esperienza a stelle e strisce ci racconta:
“Le principali differenze che ho notato nell’approccio al mondo del calcio, ad esempio, e che in Italia si prova a privilegiare l’aspetto tecnico mentre negli USA quello fisico e tattico, visto che si giocano quasi sempre due gare a settimana. Qui il campionato inizia ad agosto e termina a novembre, per intenderci, quindi gli allenamenti sono incentrati più sulla parte tattica perchè quella fisica la alleni già giocando ogni tre giorni”.
L’esterno destro, in procinto di trasferimento  in Oklahoma nella Southwestern Christian University, sul Community College continua:
“Qui si lavora molto sulla parte mentale cercando di tastare anche la psicologia dell’atleta e aiutarlo, quindi, anche sotto quel punto di vista. Da sottolineare poi che negli Stati Uniti ci sono davvero ragazze che provengono da ogni Paese, perciò di interfacci con culture diverse e che ha un suo tipo di gioco e di idea di calcio da farti scoprire”.

La calciatrice cresciuta nelle giovanili di Triestina e Tavagnacco poi aggiunge:
“Nel campionato corrono tutte a ritmi forsennati e questo lo noti davvero subito. Nei primi mesi e nelle prime gare, nonostante una forma fisica ottimale, ho faticato a reggere certi ritmi, poi diventati normali con il passare del tempo. Ora mi appresto al secondo campionato da giocare in una nuova categoria più stimolante come la Naia con aspettative sempre maggiori”.
L’attenzione della classe 2002 poi si sposta sull’arrivo del professionismo in Italia: 
Ormai con l’avvento del professionismo in Italia tutte le bambine possono sognare di fare le calciatrici davvero. Siamo arrivati un po’ tardi a questo traguardo ma ora si possono gettare le basi per il futuro, spero ci sia sempre più visibilità verso questo movimento nonostante già negli ultimi anni l’interesse generale sia già sensibilmente cresciuto”.

La Angiolini non esclude un ritorno in Italia svelando il suo sogno:
“Mi piacerebbe tornare tra qualche anno dopo il college, che comunque mi ha aiutato molto a crescere anche a livello personale, in Italia. Lo volontà è quella di continuare a giocare ad un certo livello. Amo molto il calcio spagnolo e un giorno mi piacerebbe indossare la maglia del Barcellona, non voglio smettere di sognare e sto lavorando per cercare di arrivare il più in alto possibile”.
La chiusura della calciatrice triestina è sulla prestazione delle Azzurre agli Europei e sui ricordi calcistici in Italia:
“Esserci arrivate all’Europeo comunque non era completamente scontato. Forse c’era bisogno di un’energia diversa di qualche giovane più sbarazzina e con voglia di fare. Con il Tavagnacco ricordo l’anno con l’Under 17,  dove arrivammo alla fasi nazionali, e i tornei giocati contro le formazioni che vanno in Italia per la maggiore”.

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