Il tema dell’uguaglianza salariale tra donne e uomini è d’attualità (per fortuna) in gran parte degli ambiti lavorativi, il calcio non ne è escluso. Sono numerose le nazioni che hanno promosso pari stipendi tra la nazionale maggiore maschile e quella femminile, anche se restano una minoranza: tra le principali, si ricordano il Brasile, la Norvegia, l’Inghilterra e la Nuova Zelanda.

Il caso irlandese è finito sotto osservazione di recente, a fronte delle cifre comunicate: la tariffa base per la nazionale maschile, guidata da Stephen Kenny, è di 2500 euro a giocatore, le atlete della nazionale femminile, allenate da Vera Pauw, ricevono 500 euro; una differenza sostanziale, difficile da argomentare.

Sul tema è intervenuto Jonathan Hill, tra i vertici della Federazione calcistica irlandese, sottolineando come siano in corso i negoziati per tentare di arrivare all’uguaglianza di retribuzione, senza però menzionare alcuna data: “E’ assolutamente nei nostri pensieri, annunceremo nuovi accordi. Dovremmo avere lo stesso trattamento per uomini e donne, gli stessi bonus per tornei e qualificazioni.”

La nazionale femminile irlandese sarà impegnata nelle gare di qualificazione di settembre per la coppa del Mondo del 2023. Il primo incontro sarà contro la Georgia, poi Finlandia e infine l’avversaria più ostica sulla carta, la Svezia, ad ottobre.

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Nasce a Fiorenzuola d’Arda il 1 marzo del 1995. Appassionata del mondo Juve dalla nascita, solo recentemente si è avvicinata all’universo del calcio femminile ma ne è rimasta folgorata. Crede fermamente che sia una realtà ancora poco conosciuta in Italia, ma in rapidissima espansione, ed è entusiasta di far parte del progetto che sta permettendo questa crescita. È laureata in Storia ed è ora impegnata in una magistrale in Scienze Storiche.