Ci sono partite e partite. Alcune volte dominano la calma, la tranquillità, la correttezza da parte di entrambe le squadre coinvolte e danno vita a una gara piacevole; ci sono casi, al contrario, in cui basta una piccolissima scintilla per far scoppiare un incendio senza precedenti, a prescindere dalla posta in palio del match. In questa seconda categoria rientra l’amichevole, è bene sottolinearlo ai fini del racconto, tra Brasile e Stati Uniti giocatasi lo scorso 10 giugno nel “Castelo”, in casa della Verdeoro, durante la sosta Nazionali.
«Un’esperienza che non dimenticherò mai», sagace e dritta al punto Emma Hayes, l’allenatrice degli Stati Uniti, che utilizza parole neutre per descrivere una partita tutt’altro che formidabile o da ricordare per il punteggio, le occasioni create in campo, i debutti importanti di giovani calciatrici, il turnover proposto. L’amichevole andata in scena in Brasile finirà difatti nella storia per un record di cartellini rossi estratti in un solo match. Se si tiene in considerazione, come affermato poc’anzi, che si tratta di un’amichevole, è ancora più surreale vedere quella pioggia di cartellini nel finale.
Isabela è l’autrice dell’autogol – nel tentativo di deviare la conclusione di Sophia Wilson, tornata a pieno regime e a disposizione in vista dei prossimi impegni – nella ripresa che macchia una prestazione da 0 a 0 in una gara combattuta da ambo le parti, e la vittoria viene dunque centrata dagli Stati Uniti.
Nel finale incandescente succede il parapiglia: Tarciane riceve un cartellino rosso per una gomitata ai danni di Wilson e, pochi giri d’orologio più tardi, la stessa sorte tocca all’attaccante del Kansas City Current Bia Zaneratto, che si guadagna il rosso a causa di una somma di ammonizioni, l’ultima delle quali nata da una spinta a Emily Sonnett. Il fischio finale dovrebbe placare gli animi ma, al contrario, li aizza ancora di più, perché perdere in casa contro gli Stati Uniti non era proprio quello che il Brasile si era augurato di fare prima del fischio d’inizio: Kerolin si presenta a muso duro contro la direttrice di gara, ricevendo un rosso, così come Ludmila per lo stesso atteggiamento sarcastico. Solo l’intervento della Polizia è riuscito a dare una scossa, seppur metaforica, alle brasiliane, che hanno scelto di gettare le armi (fin troppo sguainate e affilate per essere in un’amichevole) ed evitare ulteriori malcontenti.
Le 55mila persone presenti in uno degli stadi che faranno da scenario del prossimo Campionato del Mondo femminile in Brasile si saranno sicuramente augurate di non rivedere spettacoli di antisportività e nervi tanto saldi il prossimo anno, nemmeno in un’ipotetica finale tra le due compagini direttamente coinvolte in questo spiacevole episodio – dato l’agonismo a fior di pelle, vissuto appunto come una finale con in palio un trofeo.






