Sul fortunoso gol di Claudia Martinez al Pachuca nella semifinale che avrebbe portato il Washington Spirit in finale contro il Club América (persa di misura in rimonta) c’è anche una firma tutta italiana, ed è quella sull’assist di Lucia Di Guglielmo, in questo momento una delle giocatrici più determinanti e complete agli ordini di Mister Andrea Soncin e una delle pedine che la maglia da titolare del Washington Spirit la vivono sulla propria pelle.
L’ex giallorossa pesca bene la compagna che corre a perdifiato verso l’area, bucando una difesa non impeccabile della compagine messicana e gettando finalmente le basi per la rete della decisiva vittoria. Questa la cronaca in breve dell’assist di una giocatrice che ha conosciuto i campetti di provincia, dove tutto è cominciato, prima di poter sognare di diventare una calciatrice di professione, di vestire una maglia prestigiosa di Serie A e che forse non si sarebbe mai immaginata, neanche nel quadro più roseo della propria vita, di ricevere la chiamata da parte del campionato più bello, competitivo e difficile del mondo in una delle squadre che lottano per conquistarlo.
«Sono stata per sette anni l’unica bambina in una squadra di maschi per sette anni a Zambra, in provincia di Pisa, a soli cinque minuti d’auto da casa mia. I miei compagni di squadra sono sempre stati come fratelli per me, non mi hanno mai fatto sentire “diversa” o nel posto sbagliato», Di Guglielmo ha cominciato così un’intervista rilasciata a Earth FC, che racconta le vite, le vicissitudini e le storie d’amore delle giocatrici e dei giocatori con lo sport che rappresenta la loro vita. In pochissime fotografie caricate in un post su Instagram, l’attuale numero 13 del Washington Spirit parla di sé senza filtri e cede la parola a tutte le sue emozioni.
«Tutte le volte che vado a casa amo tornare in quei campi dove ho trascorso la mia infanzia. Mi porta indietro a quei momenti», Di Guglielmo ama calpestare con gli scarpini quei rettangoli verdi che l’hanno fatta diventare la persona e l’atleta che è oggi, anche solo per qualche istante, per ricordarsi da dov’è partita e quanta strada ha già fatto e ha ancora da fare.
«Sono cambiate moltissime cose. Adesso il calcio mi ha portato dall’altra parte del mondo, ma quei campetti che profumano di casa sono rimasti e rimangono», andare oltreoceano non le ha fatto dimenticare la Lucia che si è lanciata nel vuoto, non senza molti rischi e con tantissime incognite, per inseguire questa passione e l’ha portata al massimo livello possibile.
Per concludere, l’Azzurra ha espresso tutto il suo amore per quei posti che lei chiama “casa” e che cosa significa ancora, per lei, rivederli: «Per me quel posto ha un senso di inclusione, di appartenenza, ed è casa. Sono felice di sapere che continua a essere lì per tutte quelle persone che vogliono sognare in grande come ho fatto io», e sognare in grande e non arrendersi mai sono solo due delle qualità di Lucia Di Guglielmo, che di certo ne ha ancora tante da scoprire, anche se dall’altra parte del mondo e circondata da decine di migliaia di tifosi, con gli scarpini ai piedi e la modestia di chi ha conosciuto il “poco” per arrivare al “tanto”.






