Credit: Lazio C5

Nella Serie A di futsal femminile 5 la Lazio occupa il quarto posto della classifica con 9 punti dopo 4 giornate. Le biancocelesti saranno opposte nel quinto turno, nel week-end ormai alle porte, al Bitonto capolista, sempre vincente sino ad ora. In vista della sfida contro le pugliesi abbiamo raggiunto Fabiana Vecchione, calcettista classe ’99 con trascorsi anche sui manti erbosi di calcio ad 11 e pilastro della Nazionale di beach soccer.

Fabiana Vecchione sul successo con la Vip C5 e sulla gara con il Bitonto

Arriviamo a questa gara dopo la bella vittoria di domenica contro la Vip C5, per 2-4, che ci ha dato la continuità di cui avevamo bisogno e la consapevolezza che unite possiamo fare tanto. Ora la super sfida contro il Bitonto dove mi aspetto, e sono sicura, che la squadra darà il massimo per portare a casa un risultato positivo. Il Bitonto, a parer mio, è la squadra più forte d’Italia e non solo. Sarà probabilmente una delle partite più dure ma anche più belle da giocare. Noi viviamo per queste partite, abbiamo gli stimoli giusti”.

La calcettista sull’avvio di stagione biancoceleste

“A questo match arriveremo dopo una striscia positiva aperta con i successi raggiunti con Lamezia e Pelletterie. Dopo la prima di campionato persa immeritatamente abbiamo fatto dei passi giusti verso le vittorie e sbagliando poco. Nel match con il Montesilvano, che ha aperto la stagione, non ero presente, essendo impegnata con la Nazionale di beach soccer, probabilmente abbiamo pagato un po’ di sfortuna, ed essendo la prima gara anche un po’ di emozione”.

La classe ’99 sul mondiale di futsal femminile e la maglia Azzurra

“La maglia della Nazionale porta ottimi ricordi. Nella settimane scorse con il mondiale diventato realtà anche nel futsal innanzitutto si è raggiunto un traguardo per tutte le donne e non solo. Personalmente sono molto contenta per la nazionale di futsal italiana e per le altre nazioni, meritiamo di giocare le stesse competizioni degli uomini perché non siamo da meno. L’emozione di vestire quella maglia a parole è difficile spiegarla, ho pianto al mio primo inno cantato in una gara europea. Questo può far capire l’importanza che ha avuto tutto ciò per me”.