Tra le squadre di Eccellenza Regionale che maggiormente si stanno distinguendo sul territorio della Penisola, non si può non parlare dell’Esaro Women. L’Esaro milita nel Campionato d’Eccellenza Calabrese e nella scorsa stagione ha conquistato 22 punti in 10 giornate, alla pari dell’Academy Crotone che, per differenza reti, ha affrontato i play-off.
Calcio Femminile Italiano ha raggiunto l’allenatore del club Andrea Bartucci per un’intervista in esclusiva in cui parlare degli obiettivi che la squadra ha raggiunto e quelli ancora da conquistare in futuro.
La società, nata da ciò che rimaneva dallo scioglimento della Sportiva Rende, è stata fortemente voluta da tutti coloro che erano coinvolti in quel progetto e che necessitavano di una nuova collocazione dove esprimere tutto il proprio potenziale. Dopo aver avuto dalla Lega il permesso di iscriversi al Campionato d’Eccellenza, l’Esaro ha iniziato la sua attività dimostrando sul campo tutta la sua voglia di dare il massimo con le risorse a sua disposizione.
“L’Esaro esiste dal 23 dicembre il 2025, è una giovanissima realtà che nasce dall’esigenza di creare un qualcosa di alternativo a ciò che c’è già nel territorio e per volere dei genitori e delle ragazze dopo il ritiro della Sportiva Rende nel campionato femminile di serie C. L’80% delle ragazze, sia della prima squadra che del settore giovanile proviene da lì, dall’ex Sportiva Rende.
Grazie alla lega, al CR Club siamo riusciti ad iscriverci al Campionato d’Eccellenza, per i motivi spiegati prima non abbiamo partecipato alla Coppa Regionale Nazionale.
La società è partita con gli allenamenti il 10 gennaio, formando la squadra per partecipare al campionato dell’Eccellenza femminile calabrese, la squadra per partecipare all’U15 regionale e al campionato Primavera calabrese”.
Con questa premessa, i risultati ottenuti dall’Esaro sono quanto di più positivo possibile. La squadra di mister Bartucci, infatti, ha raggiunto la vetta insieme al Crotone e solo nello spareggio ha dovuto cedere il passo; un traguardo molto buono è stato raggiunto anche dalla squadra U15 che ha trovato la sua collocazione nella parte alta della classifica.
Saranno queste le basi per ripartire nella prossima stagione (e in quelle a venire ancora) in cui l’obiettivo è sicuramente crescere, sia numericamente che nelle prestazioni.
“Gli obiettivi raggiunti a livello dei risultati sono stati ottimi quest’anno: nonostante siamo una realtà una giovane realtà, il campionato regolare è finito a pari punti con il Crotone che, dopo aver vinto nello spareggio contro di noi, ha proseguito con quello Nazionale per per cercare competere nel campionato di serie C.
Anche con l’U15 abbiamo fatto un ottimo percorso di crescita posizionandoci appena dietro alle squadre più quotate. In futuro vorremmo creare un settore giovanile solido e aumentare il numero di tesserate che al momento sono circa 37/38 in totale (20 per quanto riguarda la prima squadra e 18 per quanto riguarda il settore giovanile).
Ci piacerebbe, poi, rafforzarci, in generale. In prima squadra siamo arrivati primi senza che fosse un vero e proprio obiettivo quest’anno, volevamo piuttosto creare un qualcosa di nuovo e ci siamo riusciti. Invece vogliamo ampliare il settore giovanile, perché oltre all’U15 vogliamo fare l’U17, l’U12 e l’U10 portando le nostre tesserate del giovanile a 50, 70 anche 100 unità nel giro di di un triennio”.
Il gruppo squadra sarà composto da ragazze più giovani e più esperte, in una rosa che sia funzionale al percorso del campionato e che permetta a chi si trova impegnato tra lavoro ed università di continuare a praticare la disciplina. Grande importanza verrà data alle calciatrici delle giovanili che se dimostreranno il proprio valore potranno giocare sia nei Campionati delle Under che in quello della Prima Squadra all’occorrenza.
In caso di mancanza di ruoli, poi, non c’è nessuna remora ad andare a ricercare quanto serve, anche all’estero se necessario, nonostante non sia semplice spingere le ragazze a giocare in Calabria.
“Noi vogliamo essere un mix tra giovanissime, dai 14 anni in su, perché quando la ragazza è brava per me deve avere l’opportunità di giocare in prima squadra. L’anno prossimo, dunque, le 2012 che meritano di stare in prima squadra faranno ambo le categorie.
Vorremmo ragazze capaci ma anche dare l’opportunità alle ragazze che lavorano o stanno all’università di poter ancora continuare a fare calcio.
Per noi è essenziale avere una squadra che veda ragazze più giovani e altre più esperte che hanno ancora voglia di divertirsi. Logicamente se dovesse mancare qualche ruolo andremo a cercarlo, se è necessario anche sul mercato estero. Il mercato non è favorevole: difficilmente le ragazze scendono in Calabria, anzi le ragazze più brave calabresi partono da Napoli in su”. – ha spiegato Mister Bartucci introducendo quelle che sono le criticità del territorio – “C’è stato qualche passo avanti, ora qualcosa si muove, però con la presenza dei procuratori, dei genitori-allenatori le ragazze più più brave se ne vanno. Le calciatrici vengono più dall’estero che dall’Italia, è molto difficoltoso.
Se poi vogliamo aggiungere il fatto che solo nel Cosentino ci sono 3 o 4 società, da la misura di come le calciatrici siano costrette a dividersi un po’. Questo è il problema prinicipale a cui si unisce poi la mancanza di fondi per la nostra categoria (ma questo avviene un po’ ovunque non solo in Calabria)”.
Altro aspetto di cui è necessario parlare è l’importanza dei valori di cui l’Esaro intende farsi portatrice. L’educazione è fondamentale seguita dall’inclusione (così che nessuno venga escluso) e dal rispetto sia per le compagne e lo staff che, a maggior ragione, per le avversarie. Sono, queste, norme che riguardano il fair-play, certo, ma anche e soprattutto il buon vivere.
“In quanto vincitori della Coppa disciplina posso dire, e le ragazze lo sanno lo sanno benissimo, che per noi la cosa importante innanzitutto è l’inclusione seguita dall’educazione: per inclusione intendo che nessuno deve essere escluso. Non vogliamo vedere ragazze antisportive, o che vengono riprese in campo per un comportamento errato. Prima del risultato sono importanti l’educazione, l’inclusione e il rispetto. Specialmente nel settore giovanile, quando parliamo della crescita di una ragazza, intendiamo la sua maturazione a 360°”.
Infine, alla domanda riguardo il perché seguire la sua squadra, mister Andrea Bartucci ha risposto in questo modo: “Dovrebbero seguirci perché l’Esaro è una società che ispira simpatia che segue i valori del rispetto, dell’educazione e della correttezza in campo e fuori. Da parte nostra, cercheremo di crescere come società, far crescere e far giocare le ragazze il più possibile”.






