Il campionato di Eccellenza nel Lazio è competitivo fin dalla sua organizzazione: sono due, infatti, i gironi direttamente coinvolti in questo torneo, perciò bisogna vedersela con molte avversarie per poter arrivare in finale e vedere la Serie C. Una delle squadre meglio attrezzate della stagione che si è da poco conclusa è stata il Grifone Woman, agli ordini di Mister Antonello Tavoletta, caparbia e grintosa e arrivata all’ultimo step, la finale, arrendendosi soltanto in quel frangente al Rome City. Il tecnico della compagine romana ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano e ha raccontato lo splendido percorso portato avanti dalle sue ragazze.
Inserite nel Girone A di Eccellenza, le romane si sono classificate come seconda forza alle spalle del già citato Rome City e hanno dunque centrato meritatamente i playoff, che si sono conclusi soltanto all’ultima battuta. Il gruppo aveva in mente l’obiettivo vivido di centrare la Promozione in Serie C giocandosela fino all’ultimo, nonché di portare avanti il più possibile il proprio percorso in Coppa Italia di Eccellenza Regionale. Arrivare ai playoff, mai scontati, è stato il coronamento di tutti i sacrifici fatti, festeggiato con grande gioia ed entusiasmo: «Il nostro obiettivo stagionale era quello di giocarci la finale e provare a conquistare la promozione in C. ma anche di provare ad arrivare in fondo alla Coppa Italia di Eccellenza Regionale. Ovviamente nulla era scontato, aver centrato l’obiettivo ci ha riempito di gioia ed entusiasmo, responsabilizzandoci ma soprattutto sognando di realizzare il nostro obiettivo.»
Il Grifone Women ha totalizzato 39 punti, 81 sono state le reti siglate e appena 24 quelle incassate: l’attacco e la difesa della squadra capitolina funzionano alla perfezione e il meccanismo di gioco del gruppo lascia poco margine di manovra alle avversarie, che si trovano di fronte a un gruppo aggressivo e improntato verso la vittoria. Quest’atteggiamento positivo e di desiderio di vincere è sicuramente una base solida in vista del futuro: «L’oggettività dei numeri, dimostra che non solo i reparti, ma la squadra tutta, ha lavorato in maniera omogenea per raggiungere e realizzare i risultati. I reparti hanno avuto diverse interpreti e giocatrici che in maniera funzionale si sono messe a disposizione della squadra e delle compagne, e si sono adattate e immedesimate nel ricoprire più ruoli con un grandissimo spirito di sacrificio.»
Arrivare alla seconda parte di stagione provando a inseguire il sogno chiamato “Serie C” non è un traguardo che tutte le squadre riescono a vedere nel proprio prospetto, neanche in quello più roseo. Partita dopo partita, le romane si sono fatte trascinare dall’impegno, dall’opportunità di giocarsi tutte le proprie carte. Tavoletta conosce il campionato di Serie C e sa bene quanto è complesso e quanto è lo spirito della squadra a forgiare il percorso sul rettangolo verde: «In prima persona ho creato questa rosa con impegno e sacrifici personali, con un obiettivo ed un sogno, portare queste meravigliose ed uniche ragazze ed ottime giocatrici a vivere e giocare nella futura stagione un campionato Nazionale come quello di C importante, impegnativo e stimolante, che conosco avendo avuto la fortuna di viverlo da tecnico. Sognare ci ha portato ad impegnarci giorno dopo giorno, partita dopo partita, non hanno mollato mai centimetro dopo centimetro anche in momenti difficili e non semplici che abbiamo vissuto.»
Il traguardo della finale dei playoff ha un sapore ancora più speciale per via di un andamento della stagione che, verso il finale, ha avuto in serbo degli ostacoli per le capitoline. Tavoletta sostiene che il suo gruppo si possa riassumere in tre aggettivi importanti, vale a dire “combattenti, uniche e sognatrici”, una descrizione fattuale di quella che è stata la sua squadra: «Io voglio racchiudere l’essenza della mia squadra e delle mie ragazze, più che della società che è stata assente per tutta la stagione. Le ragazze sono state: “Combattenti, Uniche, Sognatrici”, sono state delle Leonesse forti caratterialmente e hanno stretto i denti fisicamente e psicologicamente quando negli ultimi tre mesi siamo stati penalizzati da tante mancanze, quindi questo traguardo è più bello e più sentito, ma è solo e tutto nostro di queste 24 ragazze e dello staff che ci ha messo l’anima e non solo!»
Sono lapalissiani i miglioramenti centrati dal Grifone nel corso dell’ultima stagione, soprattutto dal punto di vista delle giocatrici che hanno esordito in Prima Squadra e che sono state valorizzate pienamente dal tecnico e dai sistemi di gioco a loro adattati. Di conseguenza, il gruppo è andato via via consolidandosi e ha creato un insieme di ragazze disposte a giocare l’una per l’altra e a pensare alla squadra e non all’individualità: «L’aspetto più importante è quello di aver valorizzato le giovani, fatto esordire 10 ragazze dalla Juniores che seguivo come supervisore tecnico e he ho creato come squadra e rosa. Poi con il passare del tempo le ragazze si sono conosciute ed unite creando quell’ aspetto non allenabile, ma che fa la differenza. Nello sport si può sempre migliorare ed io non mi accontento mai quindi c‘è da lavorare tanto ancora per diventare sempre più competitivi, fisicamente, tecnicamente e tatticamente.»
Il Lazio e l’Eccellenza sono uno dei connubi più importanti al momento di forgiare squadre di spessore. Se si prende ad esempio il Trastevere, arrivato in Serie B dopo appena sei anni, si vede come il duro lavoro e l’impegno investito da questa regione a credere nel femminile stanno dando i loro frutti, così come quanto fatto dal Frosinone, che è riuscito a salvarsi dopo aver centrato la Promozione dalla Serie C all’ultimo respiro. Malgrado ciò, si potrebbero comunque apportare delle modifiche affinché questo sistema diventi ancora più competitivo. Il tecnico, ha, a tal proposito, alcuni suggerimenti in mente per poter alzare l’asticella e trasformare il campionato di Eccellenza in un altro torneo di grande valore e interesse: «Rappresenta nel panorama nazionale un campionato importante e qualitativamente migliora di anno in anno con calciatrici che scendono di categoria e questo sta alzando il livello e l’asticella delle squadre che vi partecipano. Un mio suggerimento è quello di verificare le iscrizioni delle squadre e le rose in modo da fare gironi più equilibrati, sempre se rimarrà questo il format, che permettano un regolare svolgimento del campionato e soprattutto che siano paritari di livello, non a caso quest’anno le semifinali sono state raggiunte dalle prime tre del girone A questa è stata l’espressione e la dimostrazione che è stato un girone duro, difficile e combattutissimo, confermato anche dal fatto che le finaliste e la vincitrice della Coppa Italia Regionale sono state la prima e la terza del girone A.»
Come ogni squadra che vince e ha in mente degli obiettivi legati al di là dei tre punti, il Grifone non ha intenzione di fermarsi e di accontentarsi del secondo posto. Si guarda infatti al futuro e si cercherà di ripartire da questa stagione positiva per giocare la prossima con ancora più entusiasmo: «Questo secondo posto è il punto di partenza e non di arrivo, proveremo a creare una squadra ancora più competitiva per riprovare a conquistare la categoria e la Coppa Italia Regionale. C‘è un grande progetto che si sta concretizzando grazie a Simone Rossi della Magnitudo FCCG che vedrà la sua concretezza nei prossimi mesi.»
Si ringraziano Mister Antonello Tavoletta, l’addetta stampa Tiziana Biondi e il Grifone Woman per il tempo, la disponibilità e l’immensa fiducia.






