Dopo una sconfitta in una finale, oltretutto quella che assegnava la coppa Italia Primavera, non ci può certo essere entusiasmo, sul fronte degli sconfitti. Non fa eccezione il morale della squadra parmense, anche se l’allenatrice gialloblù, Ilenia Nicoli, concorda sul fatto che tutte le medaglie vanno festeggiate: “Assolutamente si! Io credo che resti comunque una giornata, anche se abbiamo perso, di grandi valori sportivi” sottolinea la mister, che poi allarga il concetto “Penso che le ragazze se la siano meritata tutta, di arrivare a giocare questa partita. Purtroppo per noi non è andata bene, la Juve è stata più forte nei due momenti dove abbiamo sbagliato… però sono in realtà molto dispiaciuta, c’è rammarico per il risultato, ma sono contenta di aver accompagnato queste ragazze in questa giornata, perché credo che il loro percorso in coppa Italia sia stato perfetto”
In effetti, la formazione ‘ducale’ s’era aggiudicata in autunno il proprio girone preliminare, contro squadre blasonate quali le due milanesi, e poi in semifinale è riuscita a prevalere sulla Fiorentina, in trasferta anche se ‘solo’ ai calci di rigore. Una differenza di comportamento abbastanza evidente, rispetto ad un campionato dove ha chiuso con un modesto settimo posto, dopo un promettente avvio: “E’ quello che accade un po’ in questa categoria, quando non sempre i campionati vanno lineari, quindi noi abbiamo avuto una prima parte di campionato dove siamo andate molto forte, ma purtroppo dopo gennaio invece abbiamo avuto dei momenti di ‘up’ e di ‘down’ e, quindi, il posizionamento è andato un pochino in calare” è l’analisi della Nicoli, che non riesce però a darsi una spiegazione “del perché è successo, non lo so sinceramente: ancora oggi me lo chiedo. Però voglio prendere il bello che queste ragazze hanno saputo tirare fuori e credo che oggi si sia visto in campo, perché penso che alla fine siamo sempre state dentro la gara”
Ed in effetti, anche la tifoseria emiliana ha dimostrato di apprezzare, nonostante il risultato negativo. Una tifoseria, che segue sempre numerosa anche le formazioni più giovani: “Io credo che la Società abbia lavorato molto bene, creando un rapporto territoriale incredibile, con il nostro pubblico, e probabilmente anche le giocatrici e gli staff sono stati bravi ad accoglierli nella maniera giusta. Ed oggi c’è stata una risposta veramente fortissima, che non mi aspettavo. Quindi io ringrazio veramente tutti, per essere venuti fino qui, da lontano tra l’altro perché sono venuti da tutta Italia: e perciò grazie davvero a questi tifosi che sono stati incredibili”
L’allenatrice parmense, ha avuto un’ottima carriera da calciatrice (ruolo difensore) conquistando ben due scudetti italiani col Modena (nel biennio 1996-98), oltre ad una coppa Italia col Foroni (2001-02) ed una supercoppa italiana ancora con la Società modenese (1997): dall’alto della sua esperienza, cosa pensa di aver saputo trasmettere alle sue giovani giocatrici e cosa, magari, pensa di aver imparato da loro? “Si impara che il calcio si gioca comunque sempre, credo in ogni occasione. Bisogna comunque provare a fare quello che è stato fatto nell’arco della stagione, tutto quello che proviamo dentro gli allenamenti” dichiara “Per quanto riguarda le partite, si vincono e si perdono, l’importante credo sia non uscire con la sensazione di non aver fatto abbastanza, ed è quello che cerco sempre di trasmettere a loro. L’importante bè avere una stabilità emotiva e una affettività dentro la partita, dentro la gara, che ti possa rendere comunque una giocatrice forte, una giocatrice che sa quello che vuole”






