Una delle prossime contendenti della Serie C, in arrivo dall’Eccellenza del Lazio, sarà il Rome City. La Società che coniuga sport e studio per somigliare ai college statunitensi e portarne il modello anche qui in Italia ha centrato un traguardo di alto livello, come la Promozione qualificandosi da prima in classifica nella regular season e vincendo i conseguenti playoff, grazie ai dettami della sua allenatrice Carmen Acedo, giovanissima e già con un titolo aggiunto al proprio palmarès personale. La Redazione di Calcio Femminile Italiano ha avuto il privilegio di intervistarla in esclusiva e di ripercorrere insieme a lei quanto fatto dal Rome City nel corso di quest’ultima stagione importantissima.
L’allenatrice del Rome City ha approcciato il calcio da piccolissima, quando viveva ancora in Messico con la sua famiglia e, insieme al padre e ai fratelli, aveva cominciato a sperimentare quello sport che a dieci anni è diventato la sua priorità e ha dato il “la” alla sua carriera da giocatrice: «Ero bambina, avevo due o tre anni. Guardavo il Messico con mio padre e i miei fratelli, e ogni domenica all’intervallo uscivamo a giocare tra di noi. Sono cresciuta giocando con loro, facevamo la ‘renda’, giocavo con mio padre contro i miei due fratelli, e lì è cominciato il mio amore per il calcio finché non ho cominciato ad allenarmi io con le ragazze a dieci anni, quando è iniziato il mio percorso come giocatrice, e lì è cresciuto ancora di più.»
Il suo primo incontro con gli allenamenti dall’altra parte, vale a dire nel ruolo di guida tecnica, è avvenuto per esigenze lavorative, ma è poi diventato qualcosa che trascendeva la semplice “passione” e sfociava invece nel desiderio di proseguire su quella strada. Il suo obiettivo principale è sempre stato, infatti, dare l’opportunità a tutte le ragazze di coltivare il proprio sogno di giocare a calcio e di arrivare il più lontano possibile: «Dovevo lavorare, è uscita una possibilità di lavorare come allenatrice Under13 in Messico, e da lì è iniziata la passione per allenare. Ricordo benissimo qual è stato il momento in cui ho deciso che quello era il mio obiettivo: stavo guardando le ragazze, stavamo parlando di cosa fare, e negli occhi puoi vedere quella luce, si vedeva quanto era importante per loro, e ho sentito la responsabilità di fare tantissimo per quelle giovani, ma anche per quelle grandi, quella responsabilità di arrivare ai propri sogni, di crescere dentro lo sport che amo, e lì ho capito che finita la mia carriera avrei allenato per aiutare le altre ad arrivare lontano. Essere al servizio delle ragazze e poterle aiutare è una possibilità che ha un allenatore, e bisogna provare ad ascoltare questi sogni e a farle crescere in ogni aspetto.»
Acedo è alla guida del Rome City dall’inizio dell’ultima stagione, poiché prima vestiva i panni dell’allenatrice in seconda della Romulea, dunque il suo cammino con queste ragazze ha assunto un peso ancora maggiore se si tiene appunto a mente che questo è stato il suo primo, vero anno in questo ruolo: «La squadra l’anno scorso ha cominciato insieme alla Romulea ed ero l’allenatrice in seconda, ho preso il ruolo quest’anno. Abbiamo avuto l’aiuto e la disponibilità del Rome City. Quello in cui ho visto tantissimi miglioramenti sono le ragazze, in com’è cresciuto il gruppo, l’organizzazione, con lo stadio e le ragazze tutte a disposizione e con voglia di migliorare. Si è creato un bel gruppo e abbiamo avuto un’idea di squadra con il nostro gioco, la nostra identità chiara contro qualsiasi squadra», e da questa idea di identità che il gruppo ha perseguito per tutta la stagione si deduca come il Rome City sia da tempo una realtà con un progetto focalizzato in primis sulla crescita personale, l’aspetto che ha maggiormente convinto l’allenatrice a prendere le redini di questo gruppo dopo averne vissuto la bellezza in prima persona da studentessa, non senza un grandissimo aiuto da parte di tutto lo Staff e della Società: «Sono venuta in Italia col Rome City a studiare e a giocare allo stesso tempo come studentessa-atleta, e ho scelto questo progetto perché hanno creduto in me, sto crescendo anch’io e cerco sempre di migliorare in una Società che mi aiuta e mi guida con professionisti con cui posso approcciarmi se ho qualche dubbio e avere un loro feedback per continuare a crescere. Quello che cerco di trasmettere alle ragazze è che noi vogliamo il meglio da tutte, e la Società vuole il bene di tutte quelle che hanno l’idea di studiare e giocare ed essere professioniste in tutti gli ambiti, in quel percorso che possiamo migliorare anche fuori dal campo.»
Il sogno delle giocatrici è sicuramente arrivare al professionismo, ma non perdono comunque di vista il ruolo della crescita fuori dal campo, perché al Rome City ci sono studentesse-atlete che devono terminare il proprio percorso considerandosi delle persone con una doppia identità e non soltanto delle atlete sul rettangolo verde. Per far sì che questo accada, l’ambiente che si sta cercando di creare dà la giusta importanza all’una e all’altra caratteristica delle sue calciatrici, che si ritrovano a vedere il risultato come uno degli obiettivi da inseguire con tutte le proprie forze, ma non come la fonte principale della propria identità, perché si è, prima di tutto, persone: «Siamo una Società sportiva, le ragazze vogliono diventare calciatrici e questo è giusto, ma alla fine siamo persone e non soltanto atlete, e creare quest’ambiente in cui non è importante soltanto il risultato come atleta, bensì come stai tu come persona: si è dimostrato quest’anno che il risultato arriverà, e quella crescita totale verrà fuori anche dal campo, per me non è importante vincere sempre. Vedo che le ragazze crescono e che da quando sono arrivate ne hanno avuto uno di crescita personale, ed è quello più importante. Vogliamo che si sentano non soltanto calciatrici, ma anche persone.»
120 gol segnati, 19 subiti, 18 vittorie consecutive: la stagione del Rome City nel campionato di Eccellenza farebbe girare la testa a qualsiasi squadra dei campionati maggiori. Le ragazze hanno fatto bene dall’inizio alla fine, e il fattore principale che ha permesso questa scalata verso il successo è stata la coesione del gruppo, che non si è mai accontentato e ha invece cercato un miglioramento progressivo di partita in partita. Le statistiche sono soltanto lo specchio del duro lavoro, che ha lasciato tutti a bocca aperta: «Sono senza parole, perché per me la cosa più importante non era il risultato, la crescita è stato il nostro obiettivo principale più che ogni statistica, e queste sono il risultato del miglioramento e della voglia di essere concentrate e fare sempre un po’ meglio ogni giorno, e sono contenta, perché quello l’ho visto. Le statistiche rispecchiano quello che hanno fatto in campo: come hanno giocato, come hanno dimostrato di essere una squadra, come hanno fatto gruppo, e quindi è diventata una famiglia. Il calcio ti premia quando provi a farlo.»
Ancora una volta da rimarcare la forza e il carattere della rosa a disposizione di Mister Acedo, appoggiata da tutta la Società e dallo Staff, artefici di una crescita che ha superato i confini delle ragazze ed è arrivata a interessare anche l’allenatrice. Alla vigilia c’era il profumo della possibilità di vedere la Serie C, uno degli obiettivi che la Società si era scritta sul taccuino in vista della stagione, ma il “modo” in cui questa qualificazione è arrivata è stato inaspettato: «Sono grata di avere un gruppo come questo e per tutto l’aiuto che ho visto da parte dello Staff e della Società che ci hanno aiutato a crescere insieme, e le ragazze sono state perfette tutta la stagione. Dall’inizio dell’anno, guardando la rosa, sapevo che la nostra era una delle più forti, e fare tanti risultati era il nostro obiettivo, come anche vincere e arrivare in C, ma com’è successo non me l’aspettavo così», e il merito è tutto delle ragazze, perché grazie a loro si è creato un ambiente sano che, pur essendo competitivo e improntato sulla sola vittoria, non ha mai dato adito a discussioni, litigi o problematiche, favorendo al contrario la creazione di un gruppo che, addirittura scherzando, ha saputo valorizzare anche gli errori: «Le ragazze sono state bravissime, sempre attente e cercando di fare quello che dicevamo, e quello per me è stato il regalo più bello da parte loro. La gioia di vederle giocare anche tra di loro, quando qualcuna sbagliava non si creava un ambiente pesante, nasceva uno scherzo, di famiglia, perché tutti possono sbagliare e si devono prendere con leggerezza, e per me è stato bellissimo essere testimone del percorso che hanno fatto le ragazze.»
Il salto dall’Eccellenza alla Serie C verrà percepito dall’inizio della prossima stagione e rappresenterà un punto di svolta societario e a livello personale di tutto l’organico. Acedo è consapevole del valore ancora più centrale che verrà assunto dalla crescita, l’apprendimento arriverà soprattutto nel fronteggiare avversarie di alta caratura e nel momento in cui tutto il gruppo dovrà uscire dalla propria zona comfort per ritrovarsi faccia a faccia con delle difficoltà, dei cambiamenti, delle sfide, perché è solo nella difficoltà e nelle sfide di alto livello che si vede la vera crescita di una squadra: «So che arriva un percorso più difficile di quello di quest’anno, ma l’obiettivo umano della squadra è cercare di essere migliore della stagione prima, alla fine sarà un bel percorso. Non sarà facile, ma penso che tutte siano emozionate per ciò che deve arrivare, perché è adesso che arriva una prova, e per me si cresce quando si è messi alla prova uscendo dalla zona comfort, come sarà per noi il prossimo anno. Dovremo continuare a crescere e trovare la bellezza nella crescita; ci saranno sconfitte e partite in cui lavorare di più, il prossimo anno non sarà perfetto e all’inizio sarà difficile, ma voglio continuare a creare un ambiente in cui l’errore, la crescita e uscire dalla zona comfort permettano di trovare una crescita. So che sarà un altro livello e un’altra stagione, però sarà una bella stagione, un po’ diversa, ma ci saranno dei momenti belli in cui vedremo il carattere di ognuna.»
La preparazione alla prossima stagione partirà già nel corso dell’estate sia per le calciatrici e lo Staff tecnico, sia per la Società, benché impegnati su fronti differenti: «Durante l’estate lo Staff studierà e cercherà di creare un ambiente ancora più professionistico, una struttura più organizzata e lavorare sui nostri principi. Servirà studiare le possibili avversarie e rinforzare il gruppo, perché abbiamo una grande base, ma quando si alza il livello dobbiamo anche noi alzare la competitività anche tra di noi, dobbiamo essere ancora più forti e preparate. Da parte mia ci sarà preparazione tecnica e tattica, e il gruppo dovrà essere più completo», e per trovare la completezza di un gruppo sarà di vitale importanza misurarsi con delle sfide complesse e dall’esito tutt’altro che scritto con l’obiettivo di scendere in campo, fin dal primo giorno, senza puntare alla mera permanenza in Serie C: «Durante la stagione abbiamo fatto un paio di amichevoli con due squadre di Serie C per vedere un po’ com’eravamo messe, e da lì vedere quello come un piccolo punto di riferimento per crescere e preparare quello che verrà, ed essere il più pronte possibile quando sarà. Solo quando giocheremo la prima partita vedremo cosa manca e deve essere aggiustato e di cui abbiamo bisogno. Cominceremo la preparazione ad agosto e alzeremo l’intensità per la Serie C, vogliamo creare una preparazione per le ragazze in cui si alzi l’intensità, poi la tecnica e la tattica per essere pronte e arrivare con una squadra che non punterà solo alla salvezza, ma che vuole mettere in difficoltà le squadre forti per avere dei risultati positivi dall’inizio dell’anno.»
L’allenatrice ha infine ringraziato tutti gli artefici di questo risultato storico: «Voglio ringraziare tutti coloro che hanno preso parte a questo percorso: le ragazze, che sono state perfette tutto l’anno, lo Staff, la Società, tutti quelli che hanno dato un loro piccolo aiuto perché questo diventasse possibile, perché se non hai l’ambiente giusto è difficile. Qui c’è un gruppo, c’è una Società, c’è uno Staff che fanno la differenza.»
Si ringraziano Carmen Acedo, il Direttore Tecnico Daniele De Luca e il Rome City Calcio Femminile per il tempo, la disponibilità e la grandissima fiducia.






