Il Girone unico di Eccellenza femminile in Campania è stato conquistato dal Napoli Independent. Le partenopee scenderanno dunque in campo nella prossima Serie C e a guidarle sarà il tecnico Elio Aielli, uno degli artefici della riuscita di quest’ultimo campionato. Aielli ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano per introdurre cosa si aspetta dalla prossima stagione e per vedere, a ritroso, il percorso portato avanti dalle sue ragazze fino al trionfo.
Le 15 vittorie sulle 18 partite giocate dimostrano che il gioco e la compattezza della squadra di Aielli hanno visto un amore ricambiato dal rettangolo verde. 68 le reti siglate, soltanto 12 quelle che hanno incassato, i numeri migliori di tutto il Girone unico, ed è per questo che la compagine campana si è aggiudicata la vittoria sul campo. Aielli ha dichiarato che si è trattato di un campionato complicato, indeciso e con l’ago della bilancia a favore di più squadre, combattuto punto a punto fino allo scatto finale: «Sapevamo che era un campionato difficile, forse il più difficile ed equilibrato degli ultimi sei o sette anni di Eccellenza, giocato fino all’ultimo minuto punto a punto con il Real Sud e qualche settimana prima anche con il Sant’Antonio. Eravamo consapevoli del fatto che non eravamo la più attrezzata per arrivare fino in fondo, però ci eravamo ripromessi di voler “dare fastidio” fino alla fine, e ci siamo riusciti», e i pronostici sono stati perciò sovvertiti da una squadra che ha mantenuto lucidità e concentrazione nel corso di tutta la lunga stagione, andando anche contro le previsioni di vigilia. Per il tecnico, la Società e tutte le ragazze la vittoria di questo campionato rappresenta «un risultato storico, importante e di prestigio, perché riconsegnare a questa squadra il diritto di giocare un campionato nazionale per me, per le ragazze e per la Società è un traguardo importantissimo, e siamo stracontenti; è chiaro che nelle nostre intenzioni iniziali c’era la voglia di fare un campionato di vertice ricostruendo una squadra completamente daccapo nel giro di venti/trenta giorni, e ci siamo riusciti. Questo è merito del lavoro che abbiamo fatto durante l’anno, della voglia che le ragazze hanno messo per raggiungere l’obiettivo, e siamo contenti di averlo raggiunto, ma anche consapevoli del fatto che abbiamo overperformato da questo punto di vista, perché non eravamo assolutamente la più accreditata, abbiamo fatto un girone di ritorno strepitoso con tutte vittore, e quindi penso che sia molto meritato.»
Il Real Sud e il Sant’Antonio sono state le due avversarie più agguerrite che l’Independent ha incrociato sulla strada verso la vittoria del campionato e quelle con cui si è creata una sana competizione che ha fatto sì che ogni calciatrice partenopea scendesse in campo per portarsi a casa i tre punti. La competizione con queste due squadre le ha aiutate tanto, «perché ci ha fatto essere concentrati fino alla fine e fino allo scontro diretto di ritorno, perché era importante vincerlo per scavalcare il Real Sud e arrivare alla fine da primi in classifica, e ci siamo riusciti. Questo è stato un motivo d’orgoglio, la squadra è stata sul pezzo tutto l’anno e siamo l’unica squadra nel campionato d’Eccellenza a essere imbattuta, e avere zero sconfitte è motivo d’orgoglio.»
A suo parere, però, la qualità del girone era generalmente di alto livello, e per tutta la prima parte della stagione la corsa verso il titolo era appannaggio di altre due o tre compagini altrettanto intenzionate a dire la loro: «Sicuramente la competizione con Real Sud e Sant’Antonio ci ha aiutato, ma c’erano anche altre squadre molto attrezzate, come il Baroncino e il Vuolla, che hanno tolto punti alle tre candidate finali e hanno riscritto la classifica. Per noi è stato motivo di grande stimolo, perché eravamo noi a dover inseguire e sapevamo che ogni minimo passo falso poteva comprometterci la scalata e siamo state brave anche nei momenti di difficoltà, e compatte.»
Come affermato dall’allenatore, il Napoli Independent è stato rifondato alla vigilia della stagione che si è da poco conclusa. Le partenopee hanno centrato un risultato storico, inaspettato e non preventivato. In gruppo c’erano alcune pedine centrali delle passate stagioni a cui si sono aggiunte ragazze che hanno sperimentato una crescita senza precedenti: «Questo è un gruppo che abbiamo rifondato. Abbiamo scelto una per una le atlete che dovevano fare parte di questa rosa, secondo me c’è stato un miglioramento sulla mentalità molto elevato. Tante ragazze le conoscevo già, come D’Errico, Musella, Nappa, Alliano, Caputo; tante invece dovevano affrontare quel cambiamento radicale del passaggio dal campionato “per divertirsi” a un campionato vincente, e l’hanno fatto abbondantemente, basti pensare ai miglioramenti di D’Abbronzo, che è diventata una leader tecnica e non solo della squadra, Varriale nonostante l’infortunio ha fatto un campionato strepitoso, Sannino pian piano è migliorata a dismisura.»
«Sono tanti i cambiamenti che insieme abbiamo effettuato, c’è stato quello switch importante che ci ha permesso di fare un campionato di vertice, ma l’abbiamo deciso dal primo giorno, insieme. Ho detto: “Dimenticate tutto quello che avete fatto negli anni precedenti non perché sia sbagliato, bensì perché oggi dobbiamo essere determinate e determinare quello che è il nostro cammino, e non possiamo farci scivolare le cose addosso, ma assolutamente essere padrone del nostro destino”», i miglioramenti sono stati numerosi e sono partiti dalle stesse ragazze, che hanno accresciuto la consapevolezza e cercato di seguire una filosofia al cui centro dominava la vittoria, con il calcio visto non solo come un mero divertimento, bensì come una fonte di soddisfazioni, soddisfazioni che sono infatti arrivate.
Aielli non è nuovo al salto di categoria dall’Eccellenza alla Serie C, e conosce anche molto bene le differenze che intercorrono tra i due campionati. La squadra si è sempre dimostrata pronta al cambiamento, nelle occasioni in cui questo ha avuto luogo, e ha anche disputato ottimi campionati prima di ritornare in Eccellenza. In vista di un campionato importante e dove non basteranno le armi avute a disposizione nell’ultimo anno, sia la Società sia la squadra gestiranno al meglio i mesi che separano dall’inizio della stagione focalizzandosi soprattutto sull’organico: «Ho vinto quattro campionati, e ogni volta che c’è stato il salto di categoria ci siamo fatti trovare pronti, perché sapevamo che c’era un dislivello importante dal campionato regionale a quello Nazionale, vediamo in primis come gestire questi mesi per cercare di capire le volontà delle atlete, perché comunque è un movimento dove le ragazze lavorano e c’è che può permettersi, a livello di impegni, una Serie C Nazionale e chi deve per forza rimanere nel campionato regionale per impegni lavorativi, è una valutazione che va fatta e va capito questo tipo di situazione, per il resto sarà brava la Società.»
«Sono stato all’Independent quattro anni e abbiamo vinto il campionato nell’anno del COVID e abbiamo fatto tre anni di C senza mai retrocedere e facendo dei campionati dignitosi, poi ho fatto un passo indietro quando c’è stato il ridimensionamento. L’anno scorso il Presidente mi ha chiamato chiedendomi un supporto per il finale di stagione e questa nuova annata», la Serie C è stato il pane quotidiano del tecnico per tre stagioni giocate non solo per la mera permanenza in categoria, e la chiamata per provare a promuovere la squadra nuovamente in Serie C è stata il motore che ha fatto scattare la voglia di rivalsa di Aielli, pronto a giocarsi tutte le proprie carte per rivedere le ragazze militare in quel campionato: «Per me è nata una voglia di rivalsa, di voler riportare l’Independent nella categoria che merita e che ha sempre fatto con dedizione e impegno senza mai sfigurare, e quindi è nata una sfida per me che ho cercato di trasmettere alle ragazze, e mi ha insegnato tanto questo campionato: degli altri tre che ho vinto questo è stato il quarto e forse quello più combattuto, perché eravamo una squadra attrezzata, ma non come le altre, quindi vincerlo ha portato tanto entusiasmo e tanta voglia di fare, e mi ha confermato che il lavoro ripaga sempre, se lavori bene alla fine raccogli i frutti. Il calcio è però fatto anche di episodi, puoi essere fortunato o meno in alcune circostanze, noi ci siamo creati la fortuna da soli, perché va creata, va messa la squadra in condizione di crearsi episodi fortunati a favore e non a sfavore, e questo è quello che ho lasciato alla squadra. Per me è stata una sfida vinta, e bella.»
L’allenatore afferma che la fortuna va cercata e costruita affinché gli ingranaggi girino nel verso giusto, ma rimarca anche che è importante non lasciare mai il pallino del gioco alle avversarie, ovvero l’aspetto fondante della sua filosofia calcistica: «La mia filosofia calcistica è quella di aggredire l’avversario nella sua metacampo, mi piace giocare “uomo su uomo” senza mai chiudersi a riccio e sperare che la palla non entri nella tua porta. Cerco sempre di trasmettere alla squadra la voglia giusta, di far annusare loro il pericolo, che i novanta minuti vanno fatti con una certa concentrazione e abnegazione, poi c’è bisogno di un po’ di tutte le componenti del caso, perché non sempre chi gioca bene vince e chi gioca male perde. Ci è capitato di giocare delle partite importanti e non vincerle e partite brutte in cui abbiamo portato a casa il risultato, quindi la mia filosofia è di attaccare l’avversario alto, di maniera prepotente.»
Si ringraziano Mister Elio Aielli e il Napoli Independent per il tempo, la disponibilità e la grande fiducia.






