Si è tenuto ieri, il seminario organizzato dalla Scuola dello Sport di Sport e Salute, in partnership con Trentino Sviluppo, e finalizzato ad analizzare gli aspetti del binomio sport e innovazione e del relativo impatto a livello di sviluppo per l’intero sistema sportivo denominato “Sport e Innovazione”.

Ringrazio Trentino Sviluppo per aver voluto co-progettare assieme a Sport e Salute questo webinar dedicato a Sport e Innovazione – ha dichiarato all’apertura dei lavori Vito Cozzoli, Presidente di Sport e Salute – Ringrazio la dottoressa Rossana Ciuffetti e tutta la Scuola dello Sport per il grande lavoro che sta facendo. Per noi la Scuola dello Sport è un asset importante non soltanto per la crescita di Sport e Salute ma soprattutto per la crescita del Sistema Sportivo Italiano. Ho scritto un libro su Sviluppo e Innovazione, ci credo e quelle idee si stanno dimostrando una modalità per far crescere il nostro Sistema Industriale. Sono sempre stato convinto che quelle idee si possono applicare allo sport, eccezionale strumento di coesione sociale ed economica. Lo sport è e sarà un’area di investimento fondamentale per la nostra ripresa economica. Lo sport è un elemento genetico nella vita delle persone e la tecnologia deve essere a servizio della persona e dello sviluppo e della crescita del movimento sportivo. Sport e Salute che è la società dello Stato per la promozione dello sport e dei corretti stili di vita ha nel suo DNA lo sviluppo e la promozione dello sport italiano per le persone e per le comunità”.

Presente all’evento, il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, rappresentato dal Segretario Vito Di Gioia, in qualità di relatore, con la partecipazione di un referente per ogni Coordinamento Regionale SGS del territorio. Nel suo intervento, denominato “Vettori dello Sport”, Di Gioia ha aperto una riflessione in primis su due importanti concetti legati al mondo dell’innovazione nello sport soprattutto dal punto di vista sociale come la disruptive innovation e l’open innovation.

L’innovazione disruptive è una tipologia di innovazione che crea nuovi contesti di riferimento e network di valore – ha dichiarato il Segretario SGS nel ringraziare la Scuola dello Sport e Trentino e Sviluppo per l’iniziativa –  cambia il paradigma di mercati e società esistenti e spiazza attori già stabiliti, alleanze e idee. Il concetto è esso stesso rivoluzionario – e prevede che in ogni cambiamento, dobbiamo cercare di essere attori sociali che creano le condizioni positive e virtuose del cambiamento e dobbiamo evitare di subirlo o di essere spiazzati dall’innovazione. Vanno quindi identificati e formato veri attori che gestiscano questo cambiamento. Il secondo tema, quello sull’open innovation, assume che le imprese possono e devono usare idee esterne e idee interne, interne ed esterne vie verso il mercato, in quanto le imprese, le società devono cercare di avanzare le loro tecnologie. Penso che webinar e seminari come questo – ha proseguito Di Gioia – permettano una riflessione collettiva del nostro Sistema per guardare assieme al futuro con spirito di squadra e permette di focalizzare l’attenzione in particolare su alcuni vettori fondamentali dello sport, che sono – dalla mia prospettiva di Segretario Nazionale del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC – la valorizzazione dell’attività di base come strumento educativo e come piattaforma per i giovani per creare una nuova dimensione partecipativa e sociale”.

Di Gioia ha proseguito il proprio intervento sul tema portando l’esperienza federale e illustrando nello specifico quanto sviluppato in quest’ottica dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC. 

Come FIGC siamo tornati ad investire in maniera cospicua in questa dimensione comunitaria e quindi territoriale e come Settore Giovanile e Scolastico della FIGC abbiamo anche in questa occasione invitato e coinvolto i nostri territori, o meglio, la nuova generazione di leader del territorio a partecipare a questo webinar, a iniziare un percorso e ad intraprendere una nuova strada, che per noi ha anche uno specifico contenitore che abbiamo denominato “FIGC Youth Lab”. Un laboratorio di innovazione (e di formazione all’innovazione) dedicato interamente al calcio giovanile, a cui stiamo lavorando da mesi che entrerà in azione a breve. Ritengo che non vi sono più le condizioni ambientali per la navigazione a vista che ha contraddistinto la realtà sportiva soprattutto a livello territoriale e che sia quindi necessario lavorare per sviluppare “nuovi” talenti non soltanto dal punto di vista agonistico e comportamentale. Il Settore Giovanile e Scolastico con i suoi 800.000 atleti tesserati Under18 è la più grande comunità giovanile verticale del paese, fondata nel 1947 e già dalla fine degli anni 70’ profondamente rivolta allo sviluppo dello sport di base. E siamo orgogliosi di aver avviato proprio a Coverciano nel 1997 la prima svolta del calcio di base inserendolo all’interno dei principi fondanti e della stessa mission della Uefa: Football for all. Ancora di più siamo orgogliosi di far convivere all’interno della stessa struttura lo sviluppo giovanile del calcio di vertice e l’utilizzo della disciplina sportiva come strumento educativo e sociale (dalle scuole pubbliche al calcio sociale di periferia). Frutto di un pensiero strategico ed innovativo sempre aperto ai contributi esterni. Come dimostrano i numeri, la base della piramide sportiva è il cuore, il fulcro e la struttura di tutto l’eco-sistema sportivo italiano ed internazionale. Il contributo italiano alla Grassroots Charter promossa della UEFA è stato fondamentale. Un lavoro collettivo che guarda allo sport ed al calcio in particolare come un bene comune e un valore comunitario e sociale. Si tratta di una apertura del calcio a tutti – un invito a praticare lo sport, indipendentemente da età, genere, abilità. La prospettiva seppure datata è stata rivoluzionaria  parlando di “Grassroots Football as a Society Player”, quindi come un attore, un fattore ed un gioco/giocatore delle nostra società. Nel 2020 le dimensioni fondamentali della carta del calcio di base ci spingono a lavorare in direzione di “Better Environment – migliore ambiente; better education – migliore educazione; better experience – migliore esperienza” con l’obiettivo di assicurare e garantire che tutti e ovunque abbiano l’opportunità di giocare a calcio e praticare sport in un ambiente sicuro e dotato di un controllo di qualità”.

Il Segretario SGS ha concluso mostrando la dimensione aperta ed
innovativa dello sport di base, che si svilupperà attraverso alcuni punti specifici: la creazione di un fondamento solido per il gioco del calcio (carattere sportivo), dare opportunità di gioco a tutti (carattere sportivo e psico-sociale-partecipativo), la garanzia di rispetto ed uguaglianza (carattere sociale), unire le persone al di la’ e trascendendo le differenze (Carattere sociale), servire e mettersi al servizio del calcio e dello sport
come veicolo per lo sviluppo sportivo, sociale ed educativo (carattere sociale), la promozione di una partecipazione life-long, che duri tutta la vita (carattere sociale ed economico).

Una prospettiva che dovrà prevedere il coinvolgimento dei suoi attori principali –  giocatori, allenatori, volontari, organizzatori, genitori, insegnanti, società sportive e scuole (alle quali sono destinati buona parte degli Onvestimenti) – e comunicare in maniera forte e chiara i valori del grassroots football: educazione benefici sanitari, opportunità sociali e di integrazione sociale, sviluppo dei talenti, auto-realizzazione personale.

 “Il mondo del calcio, soprattutto a livello grassroots, non vive in una bolla e vuole dare il proprio contributo all’innovazione nella nostra società. Dobbiamo pensare e soprattutto imparare a comunicare l’elemento sport e calcio in particolare come strumento educativo e quindi come leva sociale coerente con un concetto olistico di formazione della nuova generazione di leader del futuro a cui concorrono le diverse competenze trasversali che lo sport e il gioco calcio possono fornire. Abbiamo oggi l’opportunità di cambiare i paradigmi alla base del nostro eco-sistema anche perché non sarà possibile tornare a pensare ed agire nelle stesse modalità pre-covid, e bisognerà avere formato i nuovi e vecchi attori ad affrontare la gravità del cambiamento in atto. Il calcio come fenomeno sociale è da sempre scuola di vita: campo per testare i valori del rispetto (e del rispetto delle regole), del coraggio, dell’altruismo, dell’equilibrio e dello spirito di squadra. Affrontare Il valore inclusivo e sociale dello sport come l’architrave della società di domani – e lo stiamo vivendo ancora più evidente soprattutto in tempi di pandemia: i governi hanno sì dovuto porre limitazioni alle competizioni (e queste sono per noi assai sentite e dolorose…) ma non hanno mai smesso di raccomandare sostenere l’attività sportiva – anche per aumentare le difese immunitarie, combattere la sedentarietà e i vizi della nostra società. Anche per questo con la UEFA abbiamo recentemente creato una serie di 5 seminari online/digitali su “Growing participation through Data, Digital and Technology”, dedicati soprattutto a far crescere la partecipazione calcistica – da una parte – ed integrarla con la dimensione digitale – dall’altra”.

Come da programma sono intervenuti al seminario altri leader di Sport e Innovazione:

Federico Eichberg, Dirigente di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico (MISE), sollecitato dall’apertura istituzionale ha declinato il binomio sport & innovazione nella prospettiva MISE: Fondamentalmente lo sport ha il pregio di metterci davanti a successi, insuccessi e riflessione sugli errori e su come migliorare. L’innovazione fa parte della consapevolezza che assumono tutte le componenti dello sport di ciò che potrebbe essere fatto meglio. Il mondo dello Sport è ‘prosumer’, produttore e consumatore di innovazione. A livello nazionale ed in questo momento storico siamo impegnati con una molteplicità di strumenti.

Andrea Gumina, Consigliere presso la Segreteria Particolare del Ministro degli Affari Esteri(MAECI): “Ritengo che lo sport e la salute possa rappresentare una declinazione particolare ed efficace del Made in Italy. Su questo si può lavorare. Secondo gli spunti e le tradizioni dell’approccio del webinar, va pensato lo sport come stile di vita e va pensata la proiezione all’estero come brand di Sistema Paese. Sport e salute vuol dire altissima tecnologia – e dobbiamo applicare nei prossimi anni il concetto di “human-centered technology” che lanciammo nel G7 per differenziarsi da altre proposte incentrate sul tecnicismo e sulla tecnologia”.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

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