Il Calcio Femminile Südtirol Damen Bolzano ha deciso di non iscriversi al campionato di Serie C femminile, sancendo così la fine di un’attività iniziata nel 2001: a spiegarci i motivi di questa dolorosa decisione è il presidente biancorosso Andrea Oreti.

Andrea purtroppo il Südtirol Damen chiude i battenti: come si è arrivati a questa scelta?
«Avevamo iniziato un discorso a gennaio con la FC Südtirol per assorbire la nostra sqaudra, ma il Covid ha mandato tutto all’aria, perché il Südtirol ha avuto perdite ingenti, e quindi ha deciso che la cosa non si poteva più fare. Poi i nostri sponsor hanno ridotto il loro impegno perché devono pensare alle loro aziende. Per ultimo il protocollo degli allenamenti con cose che al nostro livello sarebbero stati inattuabili: per questo alla fine di giugno abbiamo deciso, con sofferenza, di non andare avanti e non rischiare di trovarci a metà stagione in difficoltà. È stato un bel ricordo e ringrazio le ragazze che hanno giocato insieme a noi».

Peccato perché in diciannove anni avete raggiunto per due volte la Serie A nel 2010 e nel 2015.
«Il primo anno in massima serie ero un semplice tifoso che ha iniziato a seguire il Südtirol Damen, e per poco non ci salvammo, o meglio a cinque minuti dalla fine eravamo salvi, poi il Brescia vinse contro la Lazio e noi finimmo in B. Nel secondo anno commettemmo qualche ingenuità a livello gestionale, perché pensavamo di ambire alle posizioni più alte, quando invece era meglio ragionare per la salvezza: lo capimmo tardi e ancora una volta scendemmo in cadetteria».

Lei è stato sei anni presidente del Südtirol Damen: durante la sua presidenza ha avuto qualche rimpianto?
«Il rimpianto grosso è nel secondo anno in Serie A, perché volevo effettuare, con il consiglio societario, quelle scelte tecniche che avrebbero potuto cambiare la storia di questa società. Decisioni che arrivarono tardivamente».

Rimarrà nel mondo del calcio?
«Da quando ho deciso di fare questa dolorosa scelta, ho avuto colloqui con altri dirigenti della squadra della zona di casa mia, che è Milano: vedremo cosa uscirà».

Lei crede ancora che il calcio femminile italiano abbia possibilità di crescere ancora?
«Penso di sì, ma credo che bisogna avere più attenzione alla base: la Serie A e B stanno viaggiando velocemente nel professionismo grazie all’ingresso delle squadre maschili, mentre in Serie C sembra una categoria lasciata a sé stessa, che va avanti grazie alla passione e all’impegno di tanta gente che rivolgono alle ragazze che dovrebbero essere premiate da un interesse che dovrebbe essere più grande».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il CF Südtirol Damen e il presidente Andrea Oreti.

Photo Credit: CF Südtirol Damen

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.