Il Tavagnacco ha lasciato la Serie A dopo 19 anni di permanenza, ma vuole abbandonare il più presto possibile la Serie B, per tornare immediatamente nella massima serie. Per questo ci siamo rivolti ad Andrea Tosolini che da quest’anno ricopre il ruolo di Direttore Tecnico della prima squadra gialloblù.

Andrea cosa le ha portato a scegliere il Tavagnacco femminile?
«Dopo essere stato per tanto tempo ad allenare i maschi, negli ultimi anni mi sono occupato di direttore tecnico, ho deciso di entrare in una società storica che vuole ripartire. Poi che sono nativo di Tavagnacco per me è ancora uno stimolo in più».

Le gialloblù si preparano, dopo tanto tempo, a partecipare alla Serie B.
«Inizialmente abbiamo vissuto la retrocessione come un trauma, poi ho parlato con la dirigenza e abbiamo cercato di ricominciare, perché se ci si ferma sulle delusioni rischiamo di fare male le cose: quindi abbiamo deciso di ripartire con entusiasmo».

Come avete costruito la squadra?
«Abbiamo riportato a casa Alessia Tuttino e Michela Martinelli, che sono due donne di esperienza al servizio di una squadra che viene buona parte dal nostro settore giovanile, con ragazze di prospettiva. Non dimentichiamo inoltre che abbiamo un’allenatrice come Chiara Orlando che è giovane preparata e di ottima prospettiva futura, e che assieme si può fare bene».

Dove può arrivare il Tavagnacco quest’anno?
«Il campionato è difficile e noi lo sappiamo: abbiamo cercato di fare del nostro meglio, perciò sono fiducioso, perché sarei bugiardo se decessi che non volessimo tornare in Serie A».

Che Serie B 2020/21 ci aspetteremo?
«La Serie B è una sorta di A2: la Lazio ha investito molto, poi ci sono sette-otto società che devono valutare giornata per giornata, e speriamo di esserci anche noi».

Come si sta impegnando il Tavagnacco a livello giovanile?
«Il settore giovanile del Tavagnacco è stato ristrutturato: abbiamo molte giocatrici portate in prima squadra, e lo abbiamo potenziato grazie al nostro nuovo Responsabile. Ci vorrà molto lavoro e speriamo di avere entro tre anni i primi frutti».

Cosa ne pensa del calcio femminile italiano odierno? E sul professionismo femminile?
«Per me che è la prima esperienza a livello femminile, credo che sia una bellissima realtà: siamo sulla buona strada per arrivare alle nazioni top europee, per quello mondiale ci vorrà tempo. Il mondo femminile è più puro, bello ed entusiasmante rispetto a quello maschile. Per quanto riguardo sul professionismo femminile nel 2022 reputo una scelta giusta, perché ormai le società professionistiche hanno quello sbocco naturale per far crescere il calcio femminile».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’UPC Tavagnacco e Andrea Tosolini per la disponibilità.

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here