Il Lumezzane chiuderà la Serie B di quest’anno al secondo posto: un risultato di grande rilievo per il club rossoblù certificato grazie al poker ottenuto contro il Venezia nel penultimo turno di campionato.
Un percorso frutto di diciassette vittorie, quattro pareggi e quattro sconfitte, ma soprattutto la squadra di Nicoletta Mazza ha portato a casa cinquantacinque punti, quattro in più rispetto alla scorsa stagione (quando la B era a sedici formazioni).
Domenica il Lume chiuderà quest’annata affrontando in trasferta l’Hellas Verona e in attesa di questa partita abbiamo intervistato Diego Rossi, direttore sportivo della squadra femminile della società lumezzanese dal 2023.
Diego, per te si sta concludendo la terza stagione come direttore sportivo di un Lumezzane che, in poco tempo grazie alla programmazione, è arrivato alle posizioni di rilievo del calcio femminile italiano.
«È un lavoro partito tre anni fa quando mi hanno chiamato il presidente Caracciolo e il patron Camozzi, da lì con Antonini abbiamo iniziato il progetto individuando le priorità per raggiungere al più presto il salto di categoria creando al contempo le basi su cui poi costruire la crescita del settore femminile. Da allora, grazie ad un grande lavoro di gruppo che ha coinvolto i vari staff succedutesi e alla disponibilità delle calciatrici che hanno vestito la nostra maglia oggi ci troviamo ai vertici del calcio italiano».
In tre stagioni hai preso una squadra demoralizzata per la mancata promozione in B e hai portato una nuova mentalità da cui sono nati successi e crescita: campionato di C, Coppa Italia, un quinto e un secondo posto in B. Su cos’hai lavorato maggiormente?
«Ho lavorato cercando di creare un ambiente di lavoro sereno dove ogni componente si senta importante per il progetto e possa esprimersi al meglio in base al ruolo che ricopre staff o calciatrici che siano».
Ogni estate hai apportato profondi cambiamenti nella rosa, alzando sempre il livello tecnico della squadra, competendo con società dotate di budget molto superiori.
«Diciamo che far parte del calcio femminile da dieci anni mi aiuta ad avere idee chiare e molti contatti, si è instaurata con molte persone un rapporto di fiducia nel corso delle stagioni. Programmare per tempo la crescita della squadra per raggiungere gli obiettivi che si è proposti è una spetto per me determinante».
Quest’anno sembri aver posto basi solide per un gruppo squadra che non necessiterà di tanti nuovi stravolgimenti in estate.
«Sono felice del lavoro che la squadra ha svolto e della crescita che si è avuta, avevo fiducia nelle calciatrici su cui si è deciso di puntare in estate e sono convinto ora si sia arrivati ad avere un rosa a cui servono pochi ritocchi senza grandi rivoluzioni come nelle ultime due estati per arrivare dove vogliamo, anche se sono consapevole che per qualche calciatrici arriveranno richieste dalla Serie A dopo il campionato disputato».
Ogni anno scovi e lanci qualche giovanissima, giusto per fare qualche nome: Licari, Mutti, Stankova, Galdini.
«Unire calciatrici esperte a calciatrici emergenti è importante, sono molto contento delle più giovani a cui aggiungo anche i nomi di Capecchi e Pizzolato. Hanno fatto tutte una grande stagione, ma la valorizzazione è merito sicuramente dello staff».

Parliamo della stagione corrente che sta per giungere al termine, nel quale il Lumezzane sta per chiudere al secondo posto della Serie B. Si può dire che è stata un’annata di crescita?
«È stata una stagione straordinaria che non vorrei passasse per “scontata” perché arriviamo subito dietro ad Como fuori categoria».
Anche perché prendersi la piazza d’onore e mettersi alle spalle formazioni come Cesena e Bologna non era affatto scontato.
«Quando guardo la classifica e vedo grandi compagini, grandi piazze con grandi investimenti con un distacco importante da noi, questo mi serve per capire quale campionato eccezionale ha fatto questa squadra».
Inoltre, c’è Romina Pinna che è in lotta per aggiudicarsi il titolo di capocannoniere della Serie B di quest’anno.
«Romina non è una sorpresa, aveva sempre fatto goal in carriera, forse per rendere al meglio aveva solo bisogno di vivere un ambiente che l’ha sempre fatta sentire al centro del progetto e che le ha voluto bene fin dal primo giorno che è arrivata».
Senza scordarci la prestazione del Lume agli ottavi di Coppa contro la Roma che, una settimana fa, ha vinto il terzo scudetto in Serie A.
«Penso che quello sia stato il primo tempo più bello ed emozionante dei miei dieci anni nel femminile. Non penso serva aggiungere altro».
Però c’è stato anche un momento nel quale la squadra ha accarezzato il sogno Serie A. Secondo te, senza togliere nulla al risultato finale che ha ottenuto il Lume in questa stagione, si poteva provare ad osare di più?
«No alla fine il campo non mente mai, alla fine sono convinto si pareggi tutto e penso che siamo nella posizione che abbiamo meritato e conquistato con il sudore».
Tuttavia, questo secondo posto può essere visto come un punto di base per provare a raggiungere davvero quel sogno?
«Sicuramente è un’ottima base da cui ripartire a cui serve dopo un’iniziale riconferma, alcune migliorie e l’ambizione della società è risaputa già dalla scorsa stagione, ma poi come sappiamo in tante vogliono arrivare in A e ad oggi il format prevede solo una promozione che purtroppo è molto penalizzante e rende la corsa un cammino in cui solo chi sbaglia meno ha la meglio».
Qual è la squadra della Serie B di quest’anno che ti ha colpito di più?
«La squadra che mi ha colpito di più è sicuramente il Cesena perché ha valorizzato tantissime ragazze giovani e ogni anno fa un grandissimo lavoro per tutto il movimento».
Come andrebbe riformato il campionato di Serie B secondo il direttore sportivo del Lumezzane Diego Rossi?
«Va mantenuta una promozione diretta e creati i playoff per mantenere vivo il campionato ed alzare la competitiva anche nel corso della settimana evitando che molte squadre a gennaio siano già fuori da tutto»
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Football Club Lumezzane e Diego Rossi per la disponibilità.






