Credit: Angelo Baiardo

Fosse stato per lei si sarebbe fermata in quel “annus horribilis” che è stato il 2020, di calcio non voleva più saperne. E avrebbe fatto male. Ha continuato invece, Carola Librandi, centrocampista (o difensore all’occorrenza) ligure classe ’89, della squadra ligure Angelo Baiardo. Quando era una ragazzina il Milan la voleva al suo fianco in serie A ma purtroppo gli infortuni(soprattutto alle caviglie) hanno condizionato la sua carriera. Abbiamo incontrato Carola per ripercorrere la sua carriera finora, dare uno sguardo sul presente e perché no, immaginare anche il futuro.

Carola, raccontaci come ti sei appassionata al mondo del calcio.
“Più che appassionata ci sono nata con questa passione. Ho provato tantissimi altri sport ma alla fine la mia scelta è ricaduta sul calcio. Sicuramente aver avuto un fratello gemello maschio con cui giocare e il Papà super tifoso della Sampdoria ha sicuramente influito.”

Hai mai incontrato qualche ostacolo sul tuo percorso calcistico?
“Si certo, su tutto i frequenti infortuni alle caviglie che soprattutto da giovane mi hanno spesso portato a stare ferma anche lunghi periodi. Però ho stretto i denti e la voglia di continuare questa grande passione mi ha spinto a non mollare.”

Sei una giocatrice molto duttile: puoi spaziare dal ruolo di difensore a centrocampista. Quale preferisci maggiormente dei due ruoli e perché?
“Entrambi i ruoli danno delle soddisfazioni, ma sicuramente il ruolo da centrocampista/ ala è quello che sento più mio.”

Sei ligure, hai giocato in passato con il Molassana, per poi passare alla serie A con il Cuneo. Vuoi raccontarci qualcosa di quel periodo?
“Quell’anno ci sono stati dei “problemi” con il Molassana, che mi hanno portata a fare una scelta fuori dalla realtà ligure. Il primo anno a Cuneo non è stato facile e ci siamo salvate solo nel finale del girone di ritorno, ma i due anni successivi , con la vittoria del campionato di serie B con il mio gol decisivo per la promozione e la possibilità di disputare la stagione seguente il campionato Serie A , sono state delle esperienze di vita calcistica indimenticabili.”

Sei poi tornata al Molassana. Un ritorno alle origini?
“Si, sono tornata perché dopo tre anni di Genova – Cuneo 2-3 volte a settimana avanti e indietro, avendo un lavoro da impiegata, mi hanno portato ad aver bisogno di giocare vicino a casa.”

Parliamo del tuo presente: l’Angelo Baiardo. Come sei arrivata qui?
“Era una nuova realtà nata quasi per caso, in un ambiente in cui si poteva giocare divertendosi ma senza troppo impegno e per quello ho deciso di ricominciare dopo un anno e mezzo di stop.”

Come ti trovi in questa società( con le tue compagne, il Mister…)?
“Si sta molto bene, non ti fanno mancare nulla e l’ambiente è molto sereno”

Facciamo un piccolo salto indietro: nel 2020 avevi deciso di appendere le scarpe al chiodo. Come mai questa scelta?
“Chi mi conosce dirà, è 10 anni che Carola ogni anno dice di voler smettere 🙂 VERO, ma sicuramente il periodo del Covid non mi aveva più dato quello stimolo necessario per poter dare il massimo in maniera seria in un campionato comunque impegnativo.”

Torniamo alla tua attuale società: la partita di domenica scorsa non è andata particolarmente bene, contro un Vittuone decisamente in forma. Che cosa è successo?
“Peccato, perché poteva essere una bella partita fra due squadre molto simili a livello di atteggiamento aggressivo. Ma purtroppo abbiamo preso goal dopo pochissimi minuti e gli ultimi 5 minuti prima della fine del primo tempo abbiamo poi “regalato” altri 2 goal e sotto di tre reti diventava davvero difficile rientrare in partita. Peccato…”

Che bilanci puoi fare del campionato finora?
“Il bilancio non può che essere positivo ad oggi per una neo promossa come la nostra, ma dobbiamo ricordarci che non abbiamo ancora fatto nulla e c’è solo da continuare a migliorarci sia come squadra sia a livello individuale.”

C’è qualcosa che vorresti migliorare in squadra?
“Assolutamente sì, c’è sempre da migliorare. Ma sopra ogni cosa servono impegno e sacrificio che non devono mai mancare in partita ma anche in settimana durante gli allenamenti.”

Il derby con lo Spezia ve lo siete aggiudicato voi: tre punti importantissimi e fondamentali in chiave salvezza. Che obiettivi vi ponete quest’anno?
“Partita difficilissima ma alla fine i tre punti ci hanno dato una carica emotiva molto forte. Sicuramente il nostro primo obiettivo è la salvezza.”

Ti piacerebbe allenare in futuro? Se sì quale categoria preferiresti?
“Non è nei miei pensieri allenare nel presente, ma mai dire mai. Credo che sceglierei le leve dei più piccoli.”

Come vedi il presente e il futuro del calcio femminile italiano? Rispetto a dieci anni fa, come e quanto sono cambiate le cose dal tuo punto di vista?
“Sono cambiate tantissime cose e ovviamente i cambiamenti sono stati più che positivi sotto tanti punti di vista, anche se non manca la paura che la “genuinità” del calcio femminile venga un po’ a perdersi andando avanti negli anni.”

Cosa bisognerebbe fare per migliorare?
“Intanto credere il più possibile nel settore giovanile e provare a puntare più sulle giocatrici che si hanno “in casa”.”

Che cosa ami fare fuori dal rettangolo verde?
“Cose semplici. Dedicare il tempo alle amicizie, alla famiglia e appena riesco, cercare di viaggiare il più possibile.”

Come ti descriveresti caratterialmente?
“Leale, generosa, introversa.”

Per concludere una curiosità: puoi portare in squadra tre giocatrici (italiane o straniere). Quali vorresti al tuo fianco e perché?
“Mi limito alla nazionale italiana: Cernoia, secondo me centrocampista fortissima, Boattin difensore/terzino che non molla mai, Rosucci centrocampista di rottura e di costruzione”

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la società Angelo BaiardoCarola Librandi per la disponibilità.

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