Difensore centrale originaria del Trentino, alta 1.73 con peso 62 kg, proveniente dall’Isera calcio femminile, club di serie C, ha esordito sabato scorso al Gino Bozzi di Firenze nella serie A coronando il suo sogno. Chiara Groff, alla sua prima stagione con la maglia della Pink Bari ci descrive le emozioni del suo debutto nella massima serie calcistica femminile e il percorso di ambientamento nella nuova realtà barese.

Ciao Chiara, hai esordito nella massima serie a Firenze contro i campioni d’Italia giocando una buona partita in difesa. Emozioni e sensazioni del tuo debutto
E stata un’emozione unica realizzare il mio sogno e poter finalmente scendere in campo nella massima serie. Non nascondo l’ansia iniziale di giocare in una piazza come quella di Firenze contro delle avversarie così importanti. Ora devo solo pensare ad allenarmi e continuare a crescere sia a livello fisico che tecnico-tattico.

Siete usciti a testa alta dal Gino Bozzi sconfitti di misura per 2-1. Soddisfatta della prova della squadra?
Siamo contente della prestazione e abbiamo dimostrato di saperci muovere da vera squadra. Certo resta un po’ di rammarico per essere andate vicine al pareggio e non averlo agguantato per poco. Sappiamo che dobbiamo fare meglio e siamo tutte pronte a metterci in gioco per continuare a crescere prendendo ciò che di buono abbiamo fatto, migliorando gli errori e le disattenzioni.

Come procede il tuo ambientamento a Bari ? Ti sei integrata nel nuovo ambiente e nella città?
Mi trovo molto bene in questa città, mi piace molto e mi sono integrata bene. Finora ho avuto solo sensazioni positive di questa nuova esperienza e sono più che mai felice di averla intrapresa. La città, le compagne e tutto l’ambiente mi stanno facendo sentire a casa nonostante la distanza da amici e familiari.

Infine in base alle tue prime sensazioni, analogie e differenze tra serie C e serie A
Fisicità, tecnica e intelligenza tattica, non c’è avversaria che giochi nella massima serie a cui manchi una di queste caratteristiche. Ma é soprattutto a livello fisico che la differenza si fa sentire tra le due categorie. Le avversarie sfruttano al meglio i centimetri e la loro fisicità in campo, insieme a furbizia ed esperienza.

Credit Photo: Lega Nazionale Dilettanti – Facebook

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