La spinta collettiva targata Pink condensa tutto in una conferma in serie C. Campionato concluso, il sesto posto della squadra è un risultato importante che non limita la sensazione di un gruppo che ha trovato ancora una volta un’altra pelle, forse più compatta, più viva; il risultato del week end, intanto, equivale ad una sconfitta casalinga (definibile indolore) contro il Matera, che, però, accende nuove importanti consapevolezze: quali? Ne abbiamo parlato con la coach Cristina Mitola, ospite alla nostra redazione.
Coach, la caduta di domenica contro il Matera pare in modo certo non scalfire quanto costruito in una stagione intera. Quali sono i tasselli di concretezza aggiunti durante l’annata?
«La squadra ha una sua idea di gioco chiara (vedi le prestazioni con il Catania e con l’Abatese), ma, allo stesso tempo, come da copione, se entri in campo sottovalutando l’avversario, la paghi cara. In sintesi: esprimiamo un calcio moderno e offensivo, arrivando tante volte in zona tiro con trame di gioco fluide, sul piano psicologico, invece, dobbiamo crescere tanto».
Per un percorso archiviato, un altro si intravede all’orizzonte, con la sicura stabilità in serie C e tante lezioni imparate. Che peso ha l’impronta lasciata su tale categoria?
«La serie C e’ una bella palestra per la crescita delle giovani atlete, focus societario! Abbiamo lavorato tanto durante la stagione e nello sport il lavoro paga sempre, cosa che rende felice società e staff. Abbiamo chiarezza di intenti, sia dirigenziali sia tecnici ed il prossimo passo sarà tutto di natura organizzativa».
Da allenatrice, quali sono le sue motivazioni ed il suo augurio personale per il futuro Pink? Si vede ancora alla guida di questo storico team?
«Auguro alla Pink una maggiore partecipazione cittadina nella società: questo club ha idee, competenza, esperienza, capacità organizzativa e con una maggiore spinta economica si potrebbe volare in serie B. Sarei onorata di guidare questo storico team fatto di umanità e professionalità».
Sappiamo, ormai, che oltre la classifica c’è ben altro e che le sensazioni e le emozioni permangono in qualche modo. Da buona direttissima testimone del lavoro fatto dal gruppo, cosa sente di dire a queste ragazze che hanno dato tutto fino alla fine e cosa porterà con sé di quanto regalato proprio da loro?
«La relazione e’ la base del lavoro tecnico: le ragazze sono la risorsa più importante di una società sportiva e non. Richiedono cura, attenzione ed un notevole impegno quotidiano, e poi…tanta pazienza, ma ne vale la pena, sempre, perché sono il nostro futuro!
Cosa auguro loro? Di vivere con gli stessi principi con i quali giocano ogni partita di campionato: umiltà, rispetto del ruolo, spirito di collaborazione e di sacrificio, perché sono proprio gli stessi che servono a giocare al meglio la partita della loro vita!».
Si ringrazia l’allenatrice Cristina Mitola e la società tutta per la gentile concessione.






