L’Accademia Vittuone sta occupando la seconda posizione del girone lombardo di Eccellenza con trentaquattro punti, frutto di dieci vittorie, un pareggio avuto contro il Leon e una sconfitta subita per mano del Lumezzane. La squadra punta alla vittoria in campionato, contando su calciatrici di esperienza, tra cui Elisa Vai, attaccante classe’ 89, che in passato ha giocato nel Real Meda, Bocconi Milano, Milan Ladies e Como, e arrivata quest’anno a vestire la maglia biancoverde. Abbiamo raggiunto Elisa per risponderci ad alcune domande.

Elisa cosa ti ha spinto a giocare a calcio?
«Fin da piccola il pallone è l’unica cosa che attira la mia attenzione, la mia mente, i miei piedi e il mio corpo. Non mi stanco mai di giocare e parlare di calcio. È una passione che non riesco a frenare».

Tu sei un’attaccante: quale è il pregio e il difetto di questo ruolo?
«Ne dico uno per tutte due. Nel bene e nel male per vincere la partita devi fare gol, che è quello che viene tendenzialmente dato all’attaccante, colui che si porta la responsabilità. Se riesci a farlo riesci a mettere un tassello, quando non ci riesci è la prima cosa che notano subito».

Qual è la rete più emozionante che hai segnato fino ad ora?
«Ero in Serie B con la Bocconi, e in una partita eravamo in parità, continuavamo a subire. Io ero l’unica in attacco, perché il mister aveva deciso che il pareggio andava benissimo. Ad un certo punto raccolgo una palla sul lato destro, rincorro per la trequarti, riesco a spalleggiare un difensore, calcio di destro e la palla arriva sotto la traversa. Era l’unica possibilità che avevo per portare la squadra alla vittoria».

Nella tua carriera c’è una maglia che ti ha lasciato il segno?
«Quando ero all’Isola Corbetta in Serie C al avevo ricevuto l’offerta del Como che era in A2, ma poi ho accettato la Bocconi, facendo con questa squadra il percorso dalla Serie D alla B, poi sono andata al Real Meda. Quando poi sono tornata nuovamente alla Bocconi ho fatto un anno fantastico in Serie B. Questa società mi ha fatto crescere molto».

Perché quest’anno sei approdata all’Accademia Calcio Vittuone?
«Perché ho visto tanta voglia di portare a casa un risultato importante. Se a Meda c’erano pochi obiettivi, a Vittuone si vuole vincere».

Che ambiente hai notato al tuo arrivo?
«È una squadra speciale. Mi sono sentita subito accettata al cento per cento, e le compagne ti trasmettono parte di un progetto comune, e ciò ti fa esprimere al massimo».

Nel girone lombardo di Eccellenza il Vittuone è secondo: piazzamento giusto?
«Non ci meritiamo questo posto, e nell’ultima partita col Lumezzane lo abbiamo dimostrato».

La squadra può puntare alla vittoria del campionato?
«La squadra può, e punterà, assolutamente alla vittoria del campionato».

In undici partite hai segnato sei reti: score in linea con le tue aspettative?
«Non sono per niente soddisfatta, anche faccio numerosi assist alle mie compagne».

Qual è il club che ti sta stupendo di più?
«Il Monterosso l’ho trovato tosto, non a caso, quando le abbiamo affrontate, ci impedivano di fare il nostro gioco, per poi riuscire alla fine a dire la nostra».

Che valenza avrà il Covid-19 sul campionato?
«Ad oggi non ha inciso tantissimo, da lì in avanti sì. Ho paura che il campionato possa essere falsato in qualche modo».

Come sta, secondo te, il calcio femminile lombardo?
«Il calcio femminile lombardo è sempre stato prestigioso, ma negli ultimi anni ha vissuto di rendita, cosa che nelle altre zone, come a Firenze o Sassuolo, non stanno facendo. Secondo me bisogna rimettere a dei progetti importanti per avere un buon futuro».

Che persona sei fuori dal campo?
«Sono un’ingegnera, quindi sono una persona precisa e accurata. Se in campo mi godo appieno ogni momento, fuori sono riflessiva».

Che obiettivi vorresti centrare nel 2022?
«Vorrei aiutare le mie compagne, attraverso i miei gol, a vincere questo campionato».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Accademia Calcio Vittuone ed Elisa Vai per la disponibilità.

Photo Credit: Elisa Vai

Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.

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