L’Associazione Sportiva Gubbio 1910 è una società nata nel 1908 a Gubbio, provincia di Perugia, col nome di Società per Esercizi Sportivi di Gubbio, anche se il 1910 nella denominazione del club si riferisce alla data dell’inizio ufficioso dell’attività calcistica, mentre il settore calcio, storicamente il più importante della polisportiva, fu istituito ufficialmente nel 1913. La squadra dal 1977 annovera due stagioni in Serie B nel 1947/48 e 2011/12, e vanta due vittorie nella Serie C, due campionati interregionali, sei campionati regionali e una coppa regionale.
Attualmente milita in terza serie, dove la scorsa stagione ha chiuso al quindicesimo posto del girone B,
La società umbra tuttavia sta operando anche a costruire una sezione femminile: a raccontarci un po’ meglio dei progetti del Gubbio femminile è il responsabile settore giovanile e femminile della formazione rossoblù Federico Mariotti.

Quando ha iniziato il Gubbio ad interessarsi del calcio femminile?
«Il Gubbio da alcuni anni, per via degli obblighi federali, sta facendo una percorso sul calcio femminile, prima lo avevamo fatto in collaborazione con un’altra società, poi dallo scorso anno lo abbiamo fatto in prima persona».

Come vi siete approcciati a questo movimento?
«Ci siamo approcciati attraverso l’interazione con la scuola, cercando di incentivare le ragazze a far parte del movimento, poi svilupparlo con un passaparola tra ragazze per avvicinarsi a questa disciplina».

Al momento che squadre possedete?
«Noi lo scorso anno abbiamo fatto l’Under 15, poi abbiamo portato avanti il tesseramento con l’Under 12, che ci permetta qualora il Comitato Regionale Umbro decida di creare una competizione riservata alle ragazzine».

Quali saranno i prossimi obiettivi?
«Il primo obiettivo è quello di costituire nell’immediato futuro un’Under 17, dopodiché le cose arriveranno in maniera naturale, ovvero qualora le ragazze che si avvicinano alla nostra società mostrano impegno, passione e serietà è ovvio che non vogliamo perderle a livello giovanile».

Quanto è importante per voi avere un settore femminile?
«L’input federale è quello di svilupparlo, visto che tutte le società professionistiche devono avere un settore femminile, quindi devono essere fatti investimenti economici e umani, con tecnici che abbiano sensibilità ad interfacciarsi con le ragazze, ma allo stesso tempo trovare in giro quelle ragazze che possano aumentare il nostro settore».

Che ne pensa della situazione attuale del calcio femminile italiano?
«Il calcio femminile sta avendo buoni riscontri grazie ai risultati della Nazionale e la visibilità che sta ricevendo, è ovvio che nei luoghi con poco bacino d’utenza che ha per esempio la nostra città è un po’ difficile reperire le ragazze, quindi cerchiamo nel nostro piccolo di dare un buon servizio alle ragazze, attraverso l’interazione con la scuola e un lavoro capillare sul territorio limitrofo».

Il professionismo femminile sarà realtà in Italia anche dal 2022: decisione corretta?
«Sicuramente è un primo passo che permette di dare una buona stabilità al movimento femminile, quindi far diventare le ragazze che vogliono giocare a calcio come un lavoro è sicuramente un buon input per far avvicinarle al calcio femminile».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’AS Gubbio 1910 e Federico Mariotti per la disponibilità.

Photo Credit: AS Gubbio 1910

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.