La Solbiatese Azalee, grazie al 10-0 sul Caprera, è al quinto posto del Girone A di Serie C, e la squadra sembra avere intenzione di puntare alla vittoria. Nel gruppo c’è in particolare una che vuole togliersi grandi soddisfazioni con questo club: stiamo parlando di Gaia Barbini, attaccante classe ‘98 e con la maglia nerazzurra ha segnato otto gol in campionato. La Redazione ha raggiunto, coi nostri microfoni, la bomber del club lombardo.

Gaia cosa vuol dire per te giocare a calcio?
«Per me è un modo da staccarmi da quello che faccio tutti i giorni, mi fa star bene e divertirmi, ma anche stare con un gruppo per realizzare un obiettivo».

Cos’è per te fare l’attaccante?
«Mi fa sentire libera, creare e scartare, ma anche aiutare la squadra facendo gol. Ho fatto anche il terzino, ma quel ruolo mi ha limitato molto».

Qual è il gol che è rimasto nella tua memoria?
«Un gol che mi è rimasto nella memoria era il 2018, quando giocavo nell’Inter e segnai la rete all’Orobica che poi in quell’anno andò in Serie A».

Tu hai giocato nelle Azalee, Inter e Real Meda: qual è stata, tra queste tre, la tua miglior esperienza?
«Le Azalee perché mi hanno dato l’opportunità di crescere e di essere quella che sono».

Quest’anno le Azalee sono diventate Solbiatese Azalee: cosa hai notato dopo questo passaggio?
«L’aria di fare qualcosa in più, nel senso che finalmente possiamo fare risultati importanti, come poter vincere il campionato».

La squadra è, per il momento, al quinto posto del Girone A di Serie C: piazzamento giusto?
«È giusta, perché in alcune partite abbiamo sbagliato l’approccio. Siamo una squadra completa, possiamo benissimo arrivare in alto, e dobbiamo farlo cercando di entrare in campo con la testa giusta».

Delle gare che hai disputato con le Azalee in queste dieci giornate c’è una che vorresti rigiocare?
«Quella col Perugia perché in quel match dovevamo prenderci tre punti, invece non siamo scese in campo con l’approccio sbagliato».

Nel turno precedente la tua squadra ha sconfitto il Caprera per 10-0, una partita che poteva nascondere delle insidie.
«Sulla carta sappiamo che il Caprera è una squadra abbordabile, ma non dovevamo sottovalutarla, quindi, memore del pareggio col Perugia, abbiamo giocato bene e abbiamo vinto».

Domani c’è il derby lombardo con il Fiammamonza: che avversaria ti aspetterai tra meno di 24 ore?
«Penso che il Fiammamonza sia una squadra che abbia il nostro stesso carattere, cioè che non molla mai, non abbassa la guardia ed è bravo in contropiede. Noi dovremo fare la nostra parte, scendere in campo bene e non subire il suo gioco».

Hai messo a referto, in questa stagione, otto gol: dal tuo punto di vista sei contenta del tuo score?
«Sì, perché sta uscendo il lato della mia vena realizzativa. Voglio segnare ancora e mettere in mostra le mie qualità».

Quale squadra del Girone A di Serie C ti ha stupito di più?
«Mi è sempre piaciuto il Pinerolo, perché è molto organizzato, mi sorprende molto».

Come sta il calcio femminile lombardo?
«La Lombardia ha delle squadre molto forti e giocatrici importanti, quindi penso che il calcio femminile lombardo sta molto bene».

Chi è Gaia Barbini fuori dal rettangolo di gioco?
«Sono una persona molto semplice. La mia vita va oltre il calcio. Sono una dipendente in un’azienda logistica allo scarico merci dell’aereoporto di Malpensa, la quale mi è venuta incontro per conciliare con gli allenamenti. Mi piace stare molto in compagnia e viaggaire».

Che obiettivi hai nei prossimi anni?
«Con la Solbiatese Azalee spero di andare quest’anno in B e, magari, vincere anche la Coppa Italia. Personalmente vorrei un giorno avere una mia famiglia, un lavoro stabile, ed essere felice».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la Solbiatese Azalee 1911 e Gaia Barbini per la disponibilità.

Photo Credit: Gaia Barbini

Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.