Il Perugia si trova in fondo alla classifica di Serie B con tre punti, ma con gare da recuperare. La rosa è molto giovane con qualità tecniche importanti. Tra le nuove arrivate in terra umbra c’è Giulia Asta, difensore classe ‘99: a lei ci siamo rivolti per porle alcune domande.

Giulia cosa significa per te essere un difensore?
«Inizialmente giocavo a centrocampo fino a due anni fa, poi mi hanno messo in difesa: fa strano perché un ruolo che mi hanno adattato, ma gioco dove c’è bisogno».

Com’è partita la tua relazione con il calcio?
«Mi sono appassionata sin da piccola, quando ho iniziato a giocare a undici anni. Precedentemente ho praticato altri sport».

La tua carriera calcistica è legata soprattutto al Napoli: cosa ha significato per te vestire quella maglia?
«Giocare a Napoli per me è stato un sogno, nonostante non sia napoletana ma di Benevento. Il mio obiettivo era quello di portarlo in Serie A, e l’anno scorso ce l’abbiamo fatta».

Qual è stata l’emozione più bella vissuta col Napoli?
«Lo spareggio nel 2019 per salire in Serie B».

Nel mezzo hai fatto due stagioni col Benevento, dove tra l’altro hai segnato tanto.
«Sono stati due anni belli, perché era la squadra della mia città. Ho scelto Benevento per non dovermi spostare a causa degli studi. Ho segnato parecchio perché giocavo come trequartista. Ho conosciuto delle belle persone a Benevento: per me è stata una bella esperienza».

Cosa ti ha spinto a scegliere Perugia?
«Perugia è stata un’opportunità per restare in Serie B, perché il mercato era quasi concluso quando mi hanno dato questa proposta e ho accettato».

Secondo te ce la farà il Grifo a salvarsi?
«La squadra è giovane, non sarà facile, ma il calcio dice che non bisogna mai arrendersi: vogliamo salvarci».

Ti va di dire qualcosa alle tue compagne?
«La prima cosa è divertirsi quando si gioca, portare in avanti questa passione e migliorarsi».

Che opinione hai su questa Serie B?
«Il livello si è alzato molto rispetto agli ultimi anni: Lazio, Como e Pomigliano sono delle buone squadre».

Cosa pensi del calcio femminile in Italia? E sul professionismo?
«Speriamo che la Serie A diventi professionistica, così come arrivi anche per la B e le serie minori. Se per gli uomini il calcio è un lavoro, per noi non lo è ancora, ma ci siamo vicini».

Fuori dal campo quali sono le tue passioni?
«Fuori dal campo amo stare con i miei amici e con la mia famiglia, studio Economia Aziendale».

Cosa prevede il tuo futuro?
«Spero di andare avanti col calcio e giocare un giorno in Serie A, personalmente finire l’università».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’AC Perugia e Giulia Asta per la disponibilità.

Photo Credit: AC Perugia

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.