Il terzo posto del Cesena al termine dell’ultima stagione di Serie B è non soltanto storico: è il frutto del lavoro di una squadra, di una Società, di uno Staff tecnico che hanno creduto dal primo all’ultimo giorno nell’organico giovane e pieno di energie a propria disposizione e l’hanno trasformato in una squadra sempre più cinica, esperta e con l’unico obiettivo di centrare i tre punti senza, però, perdere di vista quello che è lo scopo del calcio, vale a dire scendere in campo con il sorriso e divertirsi.
Come aveva dichiarato ai microfoni della Redazione di Calcio Femminile Italiano in corso d’opera, Mister Roberto Rossi ha sempre ritenuto centrali, nella propria filosofia di tecnico, genuinità, passione e sacrificio, e il racconto dell’anno del Cesena in Serie B sono un riflesso di questo pensiero che, a conti fatti, è riuscito a dare forma a un traguardo inimmaginabile. La genuinità è emersa da tutte le ragazze che hanno calpestato il rettangolo verde senza mai montarsi la testa, la passione traspariva da ogni singola azione, e il sacrificio ha invece visto i suoi frutti nel terzo posto finale, alle spalle soltanto di Como 1907 e Lumezzane.
Alla luce di quanto visto, Mister Rossi ha rinnovato per un altro anno alla guida tecnica del Cavalluccio in quella che è la sua seconda avventura in bianconero, dando perciò continuità progettuale alla squadra e vedendo in lui non soltanto il cardine dello Staff, bensì il cardine di una squadra che adesso ruota attorno alle tre parole citate poc’anzi e le ha fatte sue.
Il Direttore Sportivo Elvio Sanna ha commentato questo rinnovo con parole ricche di gratitudine nei confronti di Mister Rossi per il lavoro svolto con le ragazze da tecnico e per la crescita che è riuscito a dare loro anche dal punto di vista personale: «Quando guardo questo terzo posto, non vedo solo un traguardo storico. Vedo i sacrifici silenziosi, il sudore versato e la passione pura di un gruppo di ragazze straordinarie che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo dimostrando il proprio valore e il valore immenso della nostra squadra.»
Se tutte le ragazze, dalla prima all’ultima, si sono incastrate bene nella macchina (quasi) perfetta che ha tagliato il terzo posto e visto la vetta della classifica per un weekend, sognando la Serie A, il merito va tutto al tecnico, che viene da lui definito “un architetto”; quel che Sanna rimarca ancora è l’umiltà che Rossi ha cercato di trasmettere a tutte le ragazze e che ha sempre avuto per primo, mettendo in mostra tutte le proprie qualità da grande tecnico ed esperto di calcio e, in primis e soprattutto, come persona: «Mister Rossi è stato l’architetto di tutto questo e lo ha fatto con un’umiltà disarmante, lontano dai riflettori, lavorando giorno dopo giorno con l’obiettivo di aiutare ogni singola atleta a esprimersi al meglio. Trattenere un profilo come il suo significa dare continuità al lavoro e al desiderio di migliorarsi ancora. Siamo felici di continuare questo viaggio insieme.»






