Le Azalee hanno pareggiato in casa per 1-1 contro la Speranza Agrate, scivolando così al quarto posto del Girone A di Serie C. Le varesine sono passate in vantaggio grazie al gol segnato in apertura di ripresa da Giulia Brazzarola, attaccante classe ‘96 e da due anni indossa la maglia rossoblù. Abbiamo raggiunto Giulia per fare insieme il punto della situazione sulla stagione attuale della squadra di Dolores Prestilifilippo.

Giulia perché il ruolo di attaccante?
«Inizialmente non ero un’attaccante, giocavo sia da esterno che da terzino. Poi mi hanno spostato più in avanti, perché volevo una zona più offensiva e poi mi piaceva segnare, quindi sono rimasta lì».

Qual è stato il gol più bello che hai segnato fino ad ora?
«Il mio primo gol che ho segnato, quando ero al Monza».

Cosa ti ha spinto a giocare a pallone?
«Ho un fratello più grande che con lui giocavo insieme a casa, poi avevo i mei compagni di asilo che mi chiedevano se volessi giocare con loro, e da lì è partita la mia passione per il pallone».

Gran parte della tua carriera è legata con le maglie del Fiammamonza e del Como: cos’ha significato per te giocare per quelle divise?
«Il Fiammamonza mi ha fatto crescere, visto che era la prima squadra femminile con cui ho iniziato, ho fatto la trafila e poi mi hanno fatto esordire in prima squadra. Sarò sempre legata a loro e un pezzo del mio cuore ci sarà sempre. Como invece mi ha ridato la possibilità di giocare ad alti livelli».

Perché hai deciso di andare alle Azalee?
«Nelle Azalee c’è un ambiente familiare, onesto, leale. Quindi quando mi hanno chiamato ho accettato subito».

Quale può essere, secondo te, l’obiettivo delle Azalee 2020/21? E lo state rispettando?
«Noi puntiamo sempre vincere, abbiamo le possibilità per farlo. Il problema è che pecchiamo per poca esperienza di squadra e un po’ perché caratterialmente affrontiamo nella maniera sbagliata alcune partite. Però, nella testa dell’allenatrice, della società e della squadra, l’obiettivo della vittoria c’è».

Quest’anno stai trascinando la tua squadra, visto che in questo momento hai realizzato quattro gol.
«Non mi sento una trascinatrice, ma sono felice di poterlo fare quest’anno, visto che in quello precedente aiutavo di più a livello di assist e di corsa. Se devo trascinare la mia squadra, trascino».

Domenica avete pareggiato contro la Speranza Agrate. Punto giusto o occasione persa?
«Son due punti persi, perché durante la partita abbiamo sprecato tanto».

Che impressioni hai sul Torino Women, vostra prossima avversaria del campionato?
«Penso sia una squadra forte, però se noi ci impegnano possiamo esserlo anche noi. Secondo me sarà una bella partita».

Il Girone A di Serie C si sta rivelando equilibrato?
«Secondo me sì perché ci sono partite che non vanno prese mai sottogamba, sono gare che si possono giocare. Certo ci sono squadre come Pro Sesto o noi che possono dire le loro, ma non ci sono risultati scontati».

Come lo stai vedendo il calcio femminile italiano?
«Il calcio femminile italiano sta avendo una bella crescita. Era impensabile vedere fino a pochi anni fa vedere le squadre in televisione, ma dopo il Mondiale le cose stanno cambiando, sia in termini di interesse che in culturali. Stiamo facendo dei grandi passi avanti, spero altri nel breve termine, ma siamo già a buon punto».

Come sei fuori dal rettangolo di gioco?
«Studio Psicologia alla Bicocca di Milano. Sono una persona allegra, tranquilla, che mi piace stare con le persone, onesta e leale. Sono quella che mi vedono sul campo. Mi piace scherzare prima e dopo gli allenamenti».

Quali sono i tuoi sogni che vorresti ancora realizzare?
«Vorrei laurearmi e trovare un lavoro, in futuro mi pacerebbe essere indipendente e avere una carriera. Vorrei ancora giocare a calcio e dare il mio contributo finché continuerò ancora a giocare».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia le Azalee Calcio Femminile e Giulia Brazzarola per la disponibilità.

Photo Credit: Azalee Calcio Femminile

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.

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