Il Cortefranca vuole centrare quest’anno la permanenza in Serie C, e per mantenerla ha deciso di acquistare una delle giocatrici che possono fare la differenza per questo tipo di campionato: stiamo parlando della centrocampista 30enne Andrea Scarpellini, ex giocatrice della Femminile Atalanta e AtalantaMozzanica, e noi l’abbiamo intervistata durante la presentazione della squadra avvenuta nella serata di venerdì.

  1. Andrea come ti è arrivata la passione per il calcio?

«Grazie i miei genitori, perché mia mamma ci giocava, mio papà seguiva le giovanili maschili del mio paese (San Paolo d’Argon, ndr), quindi era logico che seguissi le loro orme, e a sei anni cominciai il mio percorso calcistico».

  1. Il tuo primo salto nel calcio femminile che conta indossando la maglia della Femminile Atalanta.

«A 12 anni ho smesso di giocare con i maschi e loro hanno deciso di puntare su di me: se sono in questo mondo lo devo a loro, e non smetterò mai di ringraziarli».

  1. Nel 2011 passi al Mozzanica, diventandone un punto di riferimento per la squadra: cosa ha significato per te?

«Quando sono arrivata a Mozzanica la prima cosa che mi ha colpito è stato il presidente (Luigi Sarsilli, che è scomparso scomparso nel 2016 ndr) che è una persona che non potrò mai dimenticare, ti faceva sentire a proprio agio, ed era una grande emozione giocare per la sua famiglia e per quella maglia».

  1. Nella stagione 2015/16 siete state ad un passo dallo scudetto, poi mancato: cosa è successo?

«Siamo mancate di mentalità nelle partite finali, perché non devi più sbagliare, e purtroppo siamo mancati proprio lì, ma la famiglia Sarsilli ha sempre creduto nel progetto di far diventare uno dei top club italiani».

  1. Nel settembre 2017 il Mozzanica si apparenta con l’Atalanta: cosa hai provato in quel momento?

«Sono state forte sensazioni: indossare la maglia per una grande squadra era qualcosa di indescrivibile, eravamo tutte felici, perché pensavamo che fosse un nuovo inizio per noi».

  1. Dall’illusione all’incubo: pochi mesi fa il Mozzanica ha deciso di non iscriversi alla Serie A.

«È stata una triste realtà, perché non solo combatteva l’Atalanta Mozzanica, ma qualsiasi squadra che militi in ciascuna categoria: non voglio dare la colpa a nessuno perché non sono cose che mi riguardano, purtroppo ì capitato a noi e la famiglia Sarsilli ha purtroppo dovuto mollare».

  1. A luglio arriva la chiamata del Cortefranca: cosa ti ha spinto a vestire la maglia rossoblù?

«Ogni tanto andavo a vedere le loro partite perché conosco molte di loro, soprattutto Roberta Picchi, con la quale sono molto legata, e quindi, preferisco un gruppo che già poteva aiutarmi al passaggio dalla A alla C: ormai nella massima serie non avevo nulla da dire, e voglio esprimere i miei concetti di calcio alle giovani; l’obiettivo primario della società è la salvezza, ma secondo me possiamo arrivare lontano, perché le partite di Coppa ci hanno dato un input di gioco che possiamo avere, pian piano possiamo fare un buon campionato».

  1. In futuro ti piacerebbe restare nel mondo del calcio?

«Mi piacerebbe rimanerci, ma non da allenatrice, perché soffrirei fuori dalla panchina, forse potrei occuparmi a livello dirigenziale o fare la procuratrice».

  1. Il campionato di Serie A quest’anno chi lo vincerà?

«Quest’anno sarà un campionato tosto per tutti: non so chi sarà la favorita, perché la Roma ha una buona squadra, la Juventus e la Fiorentina si sa, ma anche le piccole diranno la loro: che vinca il migliore».

  1. Il calcio femminile italiano è arrivato al momento della svolta?

«Con il risultato della Nazionale ai Mondiali in Francia, che hanno fatto al di sopra delle aspettative, si è portata aria fresca, non a caso ci sono tante bambine che hanno deciso di iscriversi».

  1. Sarà imminente il professionismo anche per lo sport femminile?

«Ci spero che arrivi il più presto possibile, anche se ci saranno procedure burocratiche».

  1. Com’è Andrea Scarpellini fuori dal campo di gioco?

«Sono un’impiegata ed è un lavoro che mi piace, non a caso ho rifiutato offerte importanti, sono una persona consapevole, solare, semplice e tranquilla».

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.