Photo Credit: Laura Boccardo

L’Independiente Ivrea si prepara a vivere la sua terza stagione di fila nel Girone A di Serie C, con una buona parte della rosa che è stata confermata e con alcuni arrivi giunti in terra epoderiese. Tra le nuove arrivate c’è Laura Boccardo, difensore classe 2003 ed ex Torino Women e Pro Sesto, ma anche con un passato negli Stati Uniti. La nostra Redazione ha raggiunto le neo-arancionera per risponderci ad alcune domande.

Laura cosa ti ha portato a diventare una calciatrice?
«Fin da bambina con mio papà andavo a vedere le partite del Torino, la mia squadra del cuore, e da quel momento mi sono appassionata al calcio ed ho iniziato a giocare nella squadra del mio paese, la Polisportiva Bosconerese, all’età di nove anni. Da lì non ho più smesso e la mia ambizione è cresciuta».

Quando hai scoperto di essere un difensore?
«Ho capito di essere un difensore centrale quando sono andata a giocare a undici nella società La Chivasso facendo prima i provinciali e poi i regionali: da “dietro” riuscivo a comandare la squadra e mi divertivo a fermare le azioni dei maschietti della mia stessa età».

Perché hai scelto di andare quest’anno all’Independiente Ivrea?
«A giugno mi ha contattato il Presidente Tridello e sono stata fin da subito catturata dal suo entusiasmo. Pur arrivando dalla Serie B, il progetto dell’Ivrea è ambizioso “come piace a me” e a lungo termine. Al pari delle società di categoria superiore».

Secondo te dove può arrivare questa squadra?
«Con gli acquisti effettuati penso che si possa fare molto bene. Essere alla pari di molte realtà che sono state inserite nel nostro girone e che sulla carta risultano essere favorite. Non nego che la mia aspirazione, come quella della squadra, è di arrivare prime in fondo al campionato».

Nei giorni scorsi sono usciti i gironi di Serie C, e l’Ivrea è di nuovo inseriti nel gruppo A. Quali sono le tue prime impressioni?
«Secondo me le squadre che partono favorite sono Pavia, Orobica e Azalee Solbiatese. Subito dopo vedo un quartetto di squadre dove noi possiamo inserirci tranquillamente. Secondo me nessuna di queste squadre ha quei numeri che l’anno scorso aveva l’Arezzo. Ogni partita sarà divertente, aperta e da giocare».

Nel Girone A di Serie C ci sarà anche la Pro Sesto, squadra che tu, pochi mesi fa, ne hai fatto parte…
«Sono contenta di giocare contro la mia ex squadra, anche se dispiace se siamo retrocesse, pur avendo mostrato un calcio propositivo».

Tu hai anche avuto un’esperienza negli Stati Uniti, dove lì il calcio femminile ha molta importanza.
«Ad agosto 2021 ho vestito la maglia della Lousiana State University Eunice, squadra con cui mi sono classificata tredicesima in tutta America e ho vinto il premio come migliore difensore della Serie. È stata un’esperienza positiva ed il calcio anche a livello universitario è gestito come professionismo. Per esempio, la mia giornata tipo iniziava alle sette di mattina con una seduta di allenamento in palestra, prima di andare a scuola, e poi al pomeriggio svolgevamo anche la seconda seduta di allenamento in campo. Questo per cinque giorni alla settimana oltre alla partita settimanale. È un calcio estremamente fisico dove tutto ruota intorno alla corsa e alla forza».

Credi che il professionismo possa aiutare nella crescita del calcio femminile italiano?
«Questa è una domanda difficile da rispondere in quanto il calcio femminile non ha quel bacino di utenza e riscontro economico del maschile. Inoltre, segnalo che il problema è che il professionismo comporta dei costi alle società, raddoppiati se non triplicati, e quindi solo le squadre professionistiche possono permettersi di gestire un settore femminile che al momento è in perdita, e non so fino a quando lo faranno».

Come sei fuori dal rettangolo di gioco?
«Nel mio tempo libero sono molto socievole e solare. Mi piace uscire con gli amici. Inoltre, alleno i bambini e le bambine della squadra del mio paese».

Che messaggio vuoi dare alle tue compagne in vista della nuova stagione?
«La scorsa stagione sono andata a vedere due partite, contro l’Arezzo e il Pinerolo, e ho notato che non avevano niente di meno delle avversarie, anzi, penso che sia un gruppo coeso, che abbia tanta voglia di fare bene e di dimostrare quanto vale. Vi Stupiremo. Ne sono convinta».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Independiente Ivrea e Laura Boccardo per la disponibilità.

Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.