L’Isera ha sorpreso di nuovo tutti, imponendosi in casa sul Brixen Obi per 2-0. Questa vittoria ha consentito alle ragazze di Luca Zorzutti di balzare all’undicesimo posto del Girone B di Serie C con dodici punti. A decidere la gara è stata una doppietta messa a segno da Laura Manconi, difensore classe ’89 e da dodici anni punto di riferimento per le iserane. La nostra Redazione ha raggiunto Laura per risponderci ad alcune domande.

Laura cos’è per te l’Isera?
«L’Isera è come essere sempre a casa. Una seconda famiglia. Non ho mai messo in dubbio, negli ultimi anni, di cambiare casacca».

In che modo ti sei resa conto che la difesa sarebbe stata la tua zona di riferimento?
«Il mister dell’Isera di quel tempo, Azzolini, mi ha formata come calciatrice di difesa, e lì ci sono sempre rimasta, trovandomi bene. Mi viene abbastanza bene la fase difensiva, lavorando invece negli anni nella visione difensiva. Da poco tempo sono terzino, ruolo a cui mi fa stare bene».

Com’è partita la tua passione per il calcio?
«È nata sin da piccolina. A calcio giocavo con mio fratello in giardino, all’oratorio o al campo sportivo coi bimbi del mio paese, e mia mamma, vista la mia passione, mi ha iscritta a quattro anni nell’US Marco, che è la squadra del mio paese che si trova in Provincia di Rovereto. Ho fatto lì un anno e mezzo e, non so perché, ho smesso di smettere, giocando a pallavolo, che poi ho smesso per problemi alla schiena. Dopo un annetto di fermo mi sono detta “devo fare qualcosa” provando palestra o nuoto, ma la passione per lo sport singolo non mi è mai piaciuto, e a vent’anni ho deciso di tornare a giocare calcio».

Parliamo di questa stagione, dove l’Isera sta occupando l’undicesima posizione. Piazzamento giusto?
«Per come sono andati i risultati sì, ma l’Isera dovrebbe stare un paio di posizioni sopra, perché abbiamo una squadra molto giovane che deve crescere, visto che ha fatto il salto diretto dall’under 17 alla Prima Squadra. Questa è la prima stagione con un gruppo così, e non sempre c’è sempre quella maturità nelle partite in cui erano in bilico da tre risultati possibili. La squadra ha bisogno di maturare, quindi sono molto fiduciosa per il ritorno, e vedo l’Isera più alta in classifica».

Secondo te l’Isera può centrare la salvezza tranquillamente?
«Secondo me, con la testa giusta, possiamo puntare alla salvezza senza playout».

Occupiamoci del match vinto con il Brixen Obi: come giudichi questo successo?
«lo vedo come un momento positivo in seguito alla settimana che abbiamo lavorato tantissimo e dopo il 5-0 subito contro la Jesina. Abbiamo perciò impostato un lavoro di certo livello che ci permettesse di risalire da questo momento negativo che ci ha toccare. Questo ci ha dato lo stimolo per fare bene domenica. Stiamo prendendo la consapevolezza di quello che siamo, e se lasciamo a casa il timore e la paura, allora saranno problemi per tutti, anche le big come il Brixen».

Tra l’altro, tu sei stata la match winner, mettendo a referto una doppietta.
«Per me è andata particolarmente bene. Solitamente tra i saltatori ci sono due centrali difensive e un terzino, ovvero io, e sui calci piazzati e su angolo noi saliamo. Il grande lavoro però l’ha fatto Maira Bertolini che ha messo due palle messe nello stesso punto, sul secondo palo, attraversando tutta la difesa avversaria. Sono stata fortunata di avere un assist woman perfetta in quel momento, di essere al posto giusto al momento giusto. Sono super contenta, ma il metro va anche a chi l’ha messa lì. E chi ha subito fallo lì».

Dei due gol che hai segnato al Brixen qual è per te quello preferito?
«Preferisco il primo, perché è stato battuto più in verticale, quindi dritto verso la porta. Tra la mia compagna che l’ha messa perfetta, e io che l’ho dovuta girare parecchio, per farla entrare nello specchio, questo è il più bello perché è stato complicato. Però mi sono piaciuti tutti e due, perché segnare è bello, da difensore ancora meglio, e fare due gol al Brixen è bellissimo. È stata la domenica perfetta».

Domenica ci sarà un match molto importante, ovvero contro la Spal.
«Siamo già concentrate sul match con la Spal, consapevoli che si tratta di una match-salvezza. Non dobbiamo sentirci di essere arrivate. È una squadra con le nostre caratteristiche. Sarà un match giocabile, ma è lì che dobbiamo dimostrare chi siamo. Perciò dovremo concentrarci sul nostro obiettivo e misurarci con queste squadre, e portarci a casa il bottino pieno».

Che impressioni hai sul Girone B di Serie C?
«Lo reputo molto stimolante, perché sono cresciute tutte le squadre. Sono partite tutte giocabili, anche con le big, anche le classifica parla chiaro, perché le prime hanno fatto un percorso strepitoso. In questo girone ci sono società dilettantistiche e formazioni ben strutturare. Per noi che siamo una società piccola è molto stimolante, soprattutto per le giovani che hanno la possibilità di confrontarsi realtà come Vicenza, Venezia, Brixen e Trento, perché permette di conoscere e farsi conoscere. E questa è una cosa molto positiva. A livello calcistico il nostro girone è cresciuto, perché vedo un calcio di alto livello».

Chi potrà vincere il campionato secondo te?
«Il Vicenza, che è molto strutturato e ha un gioco quasi intoccabile in tutte le zone di campo, il Venezia FC, che però devono amalgamarsi, visto che ha una squadra nuova, il Trento, che sta dimostrando di fare bene. Delle tre però preferisco il Vicenza».

La Serie C è azzoppata, visto che numerose gare sono state rinviate per via del Covid-19.
«Noi siamo una squadra che ha fatto tutte e quattrodici le partite, e quindi siamo state fortunate. Noi, come rosa, abbiamo avuto alcuni casi che abbiam saputo gestire la situazione attingendo al Settore Giovanile. Per quanto riguarda le altre squadre, si pensa che possa arrivare stanca, ma invece non è così, come il Padova che ha vinto sia col Brixen che con noi. Non se i recuperi saranno positivi o negativi. Penso che sarà molto impegnativo per alcune società che dovranno recuperare. Speriamo di non veder rinviare nessuna nostra partita. Perciò incrocio le dita, perché sta andando tutto bene a Isera, sia come casi interni che come casi esterni».

Che aspettative ci sono sul calcio femminile trentino?
«La richiesta del settore giovanile femminile è aumentata, anche alla luce dopo le prestazioni dell’Italia del Mondiale, ma come offerta, per ora in Trentino, ci siamo solo noi. Come Prima Squadra c’è anche il Trento, che sta aprendo alle giovanili, In Trentino abbiamo l’Azzurra e il Riva del Garda, con entrambe che fanno l’Eccellenza, e in Val di Non abbiamo il Valli Del Noci. Il calcio femminile in Trentino non è ancora diffuso, ma penso che ci siano le prospettive future per far crescere il movimento, e perché che anche le squadre maschili possano aprire anche al femminile. Me lo auguro, vuol dire che sta diventando uno posti diffuso per le bambine. Lo vedo come una parabola positiva per il calcio femminile. Tra l’altro l’Isera aderisce al progetto Playmaker dell’UEFA, e questo permette alle bambine di avvicinarsi al calcio, e qualche iscrizione abbiamo avuto, tanto che a metà ottobre abbiamo creato una squadra di Pulcine. L’interesse sta crescendo e il Trentino si sta attrezzando per diffondere il calcio femminile».

Come sei fuori dal campo di gioco?
«Sono un’infermiera, il calcio è una passione extra lavoro e extra famiglia. Ho trent’anni e la mia vita è basata su questo: lavoro, famiglia e calcio».

Cosa ti aspetti dal 2022?
«Dal 2022 mi aspetto di portare l’Isera alla salvezza, perché abbiamo un settore giovanile strepitoso, con delle Under 17 che stanno crescendo e che meritano di stare in categoria. Sono una persona tranquilla e mi piace questo lavoro. Mi auguro di rimanere positiva, restare in salute e di godere i miei momenti liberi. Vorrei far sì che l’Isera comparisse anche nelle mappe del calcio femminile italiano».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’US Isera Calcio Femminile Laura Manconi per la disponibilità.

Photo Credit: Laura Manconi

Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.