Il Ravenna Women, dopo settimane di pausa dovuta al Covid-19, appresta a tornare in campo domani pomeriggio contro il Como, per cercare di rimanere ai vertici della Serie B. Le ravennati ritrovano in questa partita un elemento importante: si tratta di Miriam Picchi, centrocampista classe ‘97 e dallo scorso anno con la maglia ravennate. A lei abbiamo chiesto le sensazioni di questo delicato match che potrebbe valere una stagione.

Miriam come ti sei innamorata del pallone?
«Mi sono innamorata del calcio fin da quando, insieme ai compagni di scuola, giocavamo nei campetti del paese e a 12 anni poi mi sono iscritta in una squadra vicino casa».

Cos’è per te essere una centrocampista?
«Penso che il centrocampo sia il cuore del gioco; se non gira, la difesa non ha copertura e l’attacco fatica a segnare; per me una squadra forte è tale se ha un centrocampo forte e niente è più ripagante di poter fare una chiusura decisiva e un assist per vincere la gara. A centrocampo puoi fare tutto quello che vuoi».

Il tuo percorso è iniziato con la Lazio, debuttando anche in Serie A, e poi hai proseguito con la Res Roma.
«Si, la mia prima squadra femminile è stata la Lazio, con cui ho esordito in Serie A, ed è stato un percorso bello e significativo per me ma posso affermare che gli anni della RES sono stati i migliori. Eravamo una squadra giovane con tanti talenti e giocavamo un bel calcio; poi l’identità di squadra, i tifosi che ci seguivano ovunque, l’attaccamento alla maglia e lo staff che ci permetteva di esprimerci al meglio erano i nostri punti di forza. Sono stati anni belli e davvero intensi che porterò sempre nel cuore. Ho imparato tanto da loro e ci siamo tolti tante soddisfazioni insieme».

Dall’anno scorso sei al Ravenna: perché hai fatto questa scelta?
«Il Ravenna è stata la miglior scelta che potessi fare; avevo bisogno di rilanciarmi e ho trovato una squadra e una società che mi ha accolto benissimo e in cui tuttora mi sento a casa. In questa società si respira professionismo affiancato a amore e attaccamento, siamo sempre stimolate a crescere e fare di più per noi come giocatrici e per la squadra».

Siete partite bene in questo campionato, poi è arrivato il Covid-19: come avete reagito a questa situazione?
«Eravamo prime fino a due settimane fa, non abbiamo mai perso e ci meritiamo il posto che occupiamo in classifica. Abbiamo affrontato settimane complicate a causa del virus, ma non ci siamo mai disunite. In un momento di grande difficoltà la società si è sempre impegnata a non farci mancare nulla e ci è stata vicino. È stato semplicissimo reagire a queste avversità perché insieme è più facile uscire da situazioni difficili piuttosto che soli».

Contro il Como, vostro prossimo avversario, sarà subito per voi un difficile test.
«La partita contro il Como la stiamo preparando da domenica, giorno in cui siamo tornate in campo dopo un mese di stop. Sarà una sfida davvero difficile perché affronteremo una squadra organizzata e molto forte ma ce la metteremo tutta per onorare i sacrifici fatti fino ad ora. La nostra più grande sfida di domenica sarà con noi stesse per dimostrare che con il gruppo e la coesione si supera qualsiasi ostacolo».

Com’è la Serie B 2020/21?
«La Serie B è un campionato di livello e nessuna squadra sembra essere favorita; tutte hanno punti di forza importanti lo dimostra il fatto che la classifica è davvero corta e che nessuno ha intenzione di mollare punti. Sono contenta però perché questo è un vero campionato in cui chi venderà più cara la pelle avrà la meglio».

Quali sono, secondo te, i prossimi passi per allineare l’Italia tra le nazioni top del calcio femminile mondiale?
«Passi in avanti negli ultimi tre anni sono stati fatti e secondo me ne vedremo i frutti tra qualche anno. Tante scuole calcio e settori giovanili di squadre importanti stanno finalmente crescendo giovani atlete che saranno il nostro domani. Siamo indietro perché noi non abbiamo avuto la possibilità da bambine di confrontarci con certe realtà, ma il domani delle nostre piccole calciatrici sarà più roseo ne sono certa».

Com’è la tua vita fuori dal campo?
«Fuori dal campo sono una ragazza normale che ama stare con gli altri e condividere tante esperienze: studio scienze della formazione primaria e amo tantissimo i bambini e gli animali. Ho una famiglia stupenda che mi segue ovunque ed è stata sempre la mia forza nei momenti belli e in quelli un po’ più difficili, ma sono sempre stata grata alla vita di avermi donato tutto quello che ho».

Cosa vedi nel tuo futuro?
«Nel mio futuro spero di continuare a divertirmi in campo, di tornare in Serie A; il mio sogno sarebbe farlo con questa maglia. Spero presto di avere una famiglia con mio fidanzato e di vedere il titolo di atleta sulla mia carta d’identità; sarebbe per me e per tutte noi la vittoria più grande!».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Ravenna Women FC e Miriam Picchi per la disponibilità.

Photo Credit: Marco Montrone per Ravenna Women FC

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.