Il Venezia FC Femminile si prepara ai nastri di partenza della Serie C con tante ambizioni e progetti importanti: a spiegarcelo è il direttore generale della società arancioneroverde Peter Camilli.

Peter ci racconti il percorso calcistico di questa società.
«La società è nata vent’anni fa col nome di Mestre, poi ci siamo trasferiti a Marcon utilizzando il nome del paese che ci ha ospitato, ma in entrambi i casi i colori sociali sono stati arancioni. Poi tre anni fa ci siamo accordati col proprietario del Venezia FC Joe Tacopina, e ci siamo allineati alla società maschile, ovvero col marchio e con la maglia arancioverde. Ovviamente la prima squadra e la Juniores sono sotto la gestione che è iniziata dal 1999, ma per noi è un onore indossare questa maglia: faccio un esempio, tre anni fa siamo stati ad un torneo di Allieve, e quando abbiamo detto di chiamarci Marcon ci hanno risposto dove fosse, ora che ci chiamiamo Venezia assume un impatto diverso».

Lo scorso anno avete chiuso all’ottavo posto del girone B di Serie C: come valuti l’andamento stagionale delle ragazze?
«Noi abbiamo avuto una squadra competitiva, e anche se il Brescia e il Vicenza hanno dimostrato costanza, non credo ci siano state differenze tra noi e le altre, non a caso siamo state una di quelle che hanno subito meno in questo campionato».

Come si sta muovendo il Venezia il prossimo anno?
«Il Venezia vuole arrivare il più in alto possibile: la rosa è confermata al 95% con più maturità puntellandola con due-tre innesti di qualità, malizia, cattiverà e mentalità vincente. Lo staff tecnico è stato confermato con l’allenatore Alessandro De Bortoli, il suo secondo Vincenzo De Rienzo, il preparatore Giancarlo Nascimbeni».

Il rapporto col Venezia FC sarà rafforzato?
«Noi col Venezia maschile abbiamo ottimi rapporti, cercando di rafforzarlo ancora di più: lo scorso anno il Venezia FC ci ha dato sempre più spazio anche sui social. Noi facciamo una collaborazione intelligente, sana, costruttiva, ma lo facciamo un passo alla volta».

Cosa ne pensi del calcio femminile italiano?
«Io spero che il calcio femminile in Italia cresca, grazie ai risultati della nostra Nazionale e delle regole poste dalla Federazione, ma quello che vorrei chiedere alle società maschili che creano una squadra femminile lo fanno perché amano questo movimento o lo fanno solo per evitare una multa, perché vedo alcune società sparire dopo aver fatto anni di gestione, oppure quando le cose fanno male la prima cosa che fa una squadra maschile è quella di tagliare il femminile, invece di ridurre qualcosa ai maschi: io sono preoccupato di questo».

Il professionismo sarà realtà dal 2022: come commenti questa decisione?
«Le ragazze hanno i diritti dei dilettanti, ma hanno i doveri dei professionisti: questo è un altro mondo per quanto riguarda i sacrifici che stanno facendo le nostre calciatrici, perché è incredibile vederle allenarsi alle otto di sera, perché di giorno lavorano, tornare a casa dopo aver fatto tati chilometri e alzarsi il giorno dopo per andare a lavorare o a studiare. Le giocatrici meritano assolutamente il passaggio al professionismo».

La redazione Calcio Femminile Italiano ringrazia il Venezia FC Femminile e il direttore generale Peter Camilli per la disponibilità.

Photo Credit: Venezia FC Femminile

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.