Il Chievo Verona sta lottando con le unghie e con i denti per restare in Serie B, e con il nuovo mister gialloblù Michele Ardito le clivensi sembrano aver cambiato passo. Le ragazze hanno al loro interno numerose giocatrici che conoscono bene l’ambiente, in particolar modo Sara Tardini, centrocampista classe ’96 e da due anni indossa la maglia del Chievo.

Sara perché il calcio?
«Tutto è nato quando da piccola scendevo nel parco sotto casa e passavo i pomeriggi a giocare a pallone con gli amici, avremmo continuato per ore e ore senza mai fermarci. Quando loro si sono iscritti alla scuola calcio del quartiere, non ci ho pensato un secondo e sono andata con loro, da lì non ho più smesso».

Cos’è per te giocare nel centro del campo?
«Una bella responsabilità, qualche anno fa giocavo esterno di attacco, poi Federica D’Astolfo, la mia allenatrice di allora, mi ha spostato mezzala, all’inizio non è stato semplice ma la ringrazio ancora adesso. Giocare in mezzo al campo è una sfida continua, bisogna sempre mettersi in gioco e essere a disposizione delle compagne».

Chi è il tuo punto di riferimento?
«Non ho un punto di riferimento fisso per quanto riguarda il calcio giocato al momento, sono però cresciuta ammirando Alessandro Del Piero per la sua capacità di mettere sempre davanti agli interessi personali, quelli della squadra che amava».

I tuoi anni sono legati alla Reggiana e al Sassuolo: che periodi sono stati per te?
«Sicuramente sono stati gli anni più importanti e belli della mia vita. Siamo partite dalla Serie C, eravamo un gruppo di ragazze giovanissime che doveva ripartire da zero. Grazie alla società e all’allenatrice abbiamo sempre avuto la forza di lottare e dopo sei anni, anche grazie all’aiuto che ci ha portato l’ingresso del Sassuolo, siamo tornate in Serie A. Un’emozione indescrivibile, unica».

Sei al Chievo da due anni: perché questa decisione?
«Al Chievo ho trovato un bellissimo gruppo, per me stare bene giocando a calcio è la cosa più importante e ho ritrovato quella voglia forte di lottare per un obiettivo comune che sentivo a Reggio».

Parlando di questa stagione quali sono secondo te le cose da migliorare?
«Domanda difficile, sicuramente sono tante, come sempre. Noi ci stiamo impegnando al massimo, sono convinta che i risultati arriveranno al più presto, non possiamo e non vogliamo più sbagliare».

Nel Chievo c’è una giocatrice che è un punto di riferimento per te sia dentro che fuori dal campo?
«Tutte le mie compagne sono un punto di riferimento, ognuna a modo suo. Può sembrare una frase fatta ma è davvero così, sono certa di condividere lo spogliatoio con persone e giocatrici importanti, è una grande fortuna!».

Come stai vedendo questa Serie B dopo 15 giornate?
«È una Serie B strana, un po’ incerta, il campionato è molto equilibrato e ogni giornata può portare a cambiamenti importanti. Questo la rende bella e avvincente, non bisogna mai sentirsi al sicuro e al contrario, senza possibilità di risalire».

Il calcio femminile italiano sta crescendo correttamente?
«Avrei molto da dire su questo argomento, onestamente non credo. Penso ci si stia sempre di più concentrando su quello che c’è in alto, tralasciando tutto il resto del movimento. Così facendo si creerà un dislivello sempre più grande che non credo possa portare molto lontano. Per costruire qualcosa di solido a mio avviso si parte sempre dal basso, altrimenti prima o poi si cade».

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
«Dare il massimo per portare il Chievo dove merita di stare, personalmente invece penso solo a migliorare allenamento dopo allenamento, tutto quello che arriva è una conseguenza».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Chievo Verona Women F.M. e Sara Tardini per la disponibilità.

Photo Credit: Facebook Chievo Verona Women F.M.

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.

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