Il Calcio Padova Femminile è una società nata nel luglio 2015, quando il consiglio direttivo dello Zensky Padova Femminile decise di variare la propria denominazione sociale in virtù dell’accordo di collaborazione siglato con il Padova, intento a sviluppare un comune progetto sul calcio femminile.
Quest’anno parteciperà al terzo campionato di Serie C, partendo come sempre dal girone B. Ma quali saranno le aspettative delle biancoscudate? A risponderci è Valentina Dal Pozzolo, che da quindici anni è elemento importante della difesa biancorossa.

Valentina che significato ha per te vestire la maglia del Padova?
«Essendo nata nella città di Padova è importante per me indossare questo “scudo”, sono quindici anni che gioco per questa società, per cui è un onore per me».

A che giocatore o giocatrice ti sei ispirata per diventare difensore?
«Quando c’erano i Mondiale del 2006 Fabio Grosso era il mio giocatore d’ispirazione per quel ruolo, anche perché il calcio femminile in quel periodo non era seguito, negli ultimi anni il mio modello di riferimento è cambiato verso Sara Gama».

Nel 2019/20 avete chiuso al sesto posto: te lo aspettavi?
«Sapevo che avevamo delle giocatrici di valore, anche se le rime uscite erano di assestamento, poi abbiamo creato un gruppo molto importante e abbiamo raggiunto una posizione inaspettata».

Secondo te dove può arrivare quest’anno il Padova?
«Se sappiamo giocare di testa credo che il Padova possa puntare a posizioni di livello, vorrei dire qualcos’altro ma per scaramanzia non lo dico».

Che cosa ti aspetti dalle tue compagne?
«Dalle mie compagne mi aspetto impegno, perché tutte abbiamo una vita, ma se si prende una cosa da inizio anno bisogna portarlo fino alla fine, ma sono sicura che tutta sono dello stesso pensiero, giocare, dare il massimo e fare gruppo».

Che girone B di Serie C ci aspetteremo?
«Ci sono molte squadre che possono fare bene, come Venezia, Unterland Damen, poi ci formazioni venute dall’Eccellenza che avranno molta voglia di dimostrare il proprio valore».

Come sta andando il calcio femminile italiano?
«Il calcio femminile si è evoluto di più, ma va rilento: potrebbe e dovrebbe essere un prodotto più conosciuto e visto da tutti».

Cosa ne pensi del passaggio al professionismo dal 2022?
«Penso che il calcio femminile deve essere riconosciuto come un vero sport, cosa che la maggior parte degli italiani non lo considera reale: spero che l’approdo al professionismo dia una svolta a questo movimento».

Chi è Valentina Dal Pozzolo fuori dal campo?
«Mi sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione, lavoro in un Istituto per l’Infanzia, mi sono riscritta in quella della Formazione Primaria per diventare insegnante sia per l’Infanzia e per le Primarie».

Quali sono le giocatrici a cui sei legata di più?
«Sono legate con tutte le mie compagne, ho un bellissimo rapporto sia con le “anziane” del gruppo che con le giovani che hanno tanta voglia di fare».

Sei contenta degli obiettivi raggiunti in questi anni?
«Sono molto contenta dei miei risultati che ho centrato durante il mio percorso, anche se mi sarebbe piaciuto giocare in Serie A…».

Quali possono essere i tuoi progetti futuri?
«A livello calcistico spero di ritornare in Serie B con la maglia del Padova, a livello personale tutto quello che si può sognare: trovare un lavoro fisso e avere una famiglia».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Calcio Padova Femminile e Valentina Dal Pozzolo per la disponibilità.

Photo Credit: Calcio Padova Femminile

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.