E’ ormai ben tracciata la strada che porta al professionismo vero, concreto, della disciplina femminile nel panorama calcistico italiano e sono sempre più numerosi i tecnici che scelgono una specializzazione in rosa, nonostante esista ancora un profondo divario dal punto di vista economico rispetto al calcio maschile.

Tra i tanti allenatori che hanno scelto di investire la propria ambizione nel calcio femminile, non può non essere citato Antonio Cincotta, tecnico della Fiorentina che ha ben chiaro il motivo per cui portare avanti la carriera in questa disciplina: “sono ormai tanti anni che alleno squadre femminili e credo che tutta questa esperienza maturata nel tempo meriti di non essere sprecata. Ogni anno che passa, con le difficoltà che propone e l’andare oltre tali difficoltà, siano esse tecniche o a maggior ragione gestionali, permette di diventare un tecnico migliore”.

Ci si chiede spesso quali differenze esistano, anche in termini di programmazione tecnica, tra il maschile e il femminile; Mister Cincotta ormai incarna alla perfezione il ruolo di modello da seguire per chi vuole intraprendere una carriera in rosa: “L’obiettivo è sempre e soltanto uno: cercare di mettere le ragazze a proprio agio, scegliendo soluzioni che consentano ai vari talenti che si ha la possibilità di allenare di esprimere loro stesse. E questo lo si può fare lavorando molto sugli equilibri, rispettando la necessità di esaltare le qualità della singola atleta, sia pur mantenendola sempre ancorata all’armonia del gruppo”.

Dietro la valorizzazione di una rosa, soprattutto nelle squadre di alto profilo, c’è sempre la scelta di un sistema di gioco adeguato alle caratteristiche delle giocatrici a disposizione; nonostante ciò, esistono tecnici che preferiscono il procedimento inverso, ovvero adattare le giocatrici alle caratteristiche di un sistema di gioco che tengono particolarmente a cuore. A proposito di questo argomento, Mister Cincotta si veste da “stilista”: “In realtà, nessun sistema di gioco mi rappresenta completamente, perché ho sempre cercato di cucire addosso all’organico a mia disposizione l’abito che lo vestisse nel modo migliore”.

Da alcuni anni ormai si parla tanto degli aspetti psicologici e motivazionali che spesso vengono meno, in particolar modo nel calcio femminile; proprio per questo, come avviene già in altri Paesi, anche in Italia si sta facendo spazio la figura dello psicologo dello sport quale collaboratore interno allo staff tecnico: “Sicuramente ogni singola figura professionale qualificata – spiega Antonio Cincotta – , nel proprio ambito, può fornire un contributo fondamentale all’arricchimento della squadra, sotto ogni aspetto e punto di vista. L’importante è che vi siano spazi e obiettivi chiari e condivisi”.

Per concludere, il tecnico della Fiorentina si sofferma sull’attuale momento delicato che il mondo dello sport sta vivendo a causa della pandemia: “non ci era mai successo di avere il 50% della rosa fuori per così tanto tempo, ma sapevamo che con il Covid-19 la stagione avrebbe potuto essere potenzialmente ricca di imprevedibilità. Adesso siamo molto concentrati sulle ragazze disponibili, di cui siamo estremamente orgogliosi. Nonostante le difficoltà oggettive, stiamo comunque lavorando anche con le calciatrici assenti, che costantemente fanno sentire la loro importante presenza emotiva nel miglior modo possibile”.

Credit Photo: Fabio Vanzi

Sono nato a Napoli e da alcuni anni vivo a Perugia. Tecnico qualificato Uefa B, attivo nel calcio femminile dal 2011. Ho guidato alcune squadre nei campionati regionali e sono stato nello staff tecnico di società anche nei campionati nazionali. Ho deciso di dedicarmi esclusivamente al calcio femminile perché sono convinto che in Italia ci sia un grande margine di crescita e che sia arrivato il momento di valorizzare le nostre ragazze. Attualmente alleno una squadra femminile nel campionato regionale umbro.