Ha appena compiuto diciassette anni (lo scorso 17 febbraio) Giorgia Marin, talentuosa centrocampista del Venezia under 19, che disputa il campionato di Primavera 2 nel girone A. Nella sua ‘storia’ calcistica, ci sono però già svariate convocazioni in rappresentative, sia regionali che nazionali. Ma com’è arrivata al calcio, la giovanissima Giorgia? “Mi sono avvicinata al calcio da piccolissima, intorno ai quattro anni. All’inizio giocavo con mio fratello e con i miei amici: mi divertiva semplicemente correre dietro al pallone, senza pensieri. Con il tempo, però, ho capito che non era solo un passatempo: il momento preferito della giornata era il pomeriggio, quando andavo ad allenarmi e a divertirmi con gli altri bambini”

Come tante coetanee, anche la promessa veneziana ha scoperto il calcio ‘per caso’, ma evidentemente il destino, per lei, è stato più incidente che in altre situazioni, visto che “la mis prima partita l’ho giocata quasi per caso. Era una domenica mattina: io, mia mamma e mio papà eravamo andati a tifare la squadra di mio fratello, impegnata in un triangolare. Poco prima dell’ingresso in campo, però, mancava un giocatore all’appello. Il mister di mio fratello mi chiese se volessi unirmi a loro e giocare questa partita. Accettai senza esitazione…” ricorda direttamente la nostra protagonista “Da quel momento tutto cambiò. Dopo quella partita iniziai a partecipare regolarmente agli allenamenti e, poco alla volta, entrai a far parte della squadra come una vera componente del gruppo. Non ero più solo la sorella di uno dei giocatori: ero una calciatrice anch’io, con la mia maglia, i miei compagni e un sogno che cominciava a prendere forma”

Ed è stato in quel momento che Giorgia ha capito che il calcio sarebbe stato il suo sport? “Credo di aver capito che sarebbe stato il ‘mio’ sport, quando ho iniziato a fare sacrifici senza che mi pesassero, perché la passione era più forte di tutto”

Una passione, dunque, che ha letteralmente fatto sbiadire le altre: “Mi è sempre piaciuto fare sport e mettermi alla prova in discipline diverse. Da piccola ho praticato anche atletica e nuoto” ammette la centrocampista “Nonostante questo, però, sentivo che il calcio era diverso. Era l’unico sport capace di darmi quell’adrenalina in più, quella sensazione di energia e felicità che non provavo negli altri. Ogni allenamento, ogni partita, ogni pallone toccato mi faceva sentire davvero nel posto giusto. Per questo motivo ho deciso di dedicarmi completamente al calcio”

Quasi uno spot pubblicitario da utilizzare per invogliare le giovanissime a fare calcio, quello della Marin: ma, come tutti gli sport, anche nel calcio esistono le delusioni. Ed in proposito, questa stagione il Venezia under 19 è approdato in Primavera 2: che tipo di esperienza è stata? “L’approdo in Primavera 2 è stata un’esperienza molto importante. È stato un salto di livello che ci ha fatto crescere tanto, sia dal punto di vista tecnico che mentale. Abbiamo affrontato squadre molto preparate e ogni partita è stata una sfida stimolante” sottolinea la nostra, sempre appassionata, interlocutrice “Questa nuova esperienza in un campionato diverso può essere solo uno stimolo per la squadra: ci dà la possibilità di confrontarci con realtà differenti, con modi di giocare e mentalità nuove. Allo stesso tempo, per noi giocatrici rappresenta un’opportunità di crescita sotto ogni punto di vista, non solo calcistico ma anche personale. Confrontarsi con un livello più alto ci spinge a dare sempre qualcosa in più, a lavorare con maggiore determinazione e maturare sia individualmente, sia come gruppo”

In effetti, dopo un avvio non troppo promettente, il Venezia ha iniziato a migliorare ed ora, ormai a meno di un terzo dalla fine del campionato, appare avviato ad una meritata salvezza: ma quali sono, gli obiettivi veneziani per il 2025-2026? “In questa stagione vogliamo soprattutto crescere come gruppo. Siamo convinte che sia proprio l’unione e la forza della squadra a fare la differenza. Il nostro obiettivo è dimostrare il nostro valore, facendo emergere la nostra identità e la nostra determinazione in ogni partita. Vogliamo migliorarci sempre di più, giorno dopo giorno, per riuscire a competere ad alti livelli ed affrontare ogni sfida con maggiore consapevolezza e preparazione”

Giorgia Marin può essere definita una centrocampista d’attacco, come dimostrano le reti e gli assist che è stata sinora in grado di realizzare: ma quali sono i modelli a cui si ispira? “A livello femminile mi ispiro molto al calcio di Alexia Putellas: ammiro la sua visione di gioco, la qualità tecnica e la capacità di essere decisiva nei momenti importanti. È una giocatrice completa, capace di unire leadership e talento. A livello maschile, invece, il mio punto di riferimento è Kevin De Bruyne. Mi piace il suo modo d’interpretare il ruolo, la precisione nei passaggi e la capacità di leggere le situazioni in anticipo. Entrambi rappresentano per me un esempio di come un centrocampista possa fare la differenza in ogni zona del campo”

Ovviamente, la nostra giovane calciatrice è chiamata anche a confrontarsi con la scuola: ritiene che il calcio sottragga tempo ed energie allo studio o, magari, viceversa? “Sicuramente non è sempre semplice conciliare scuola e calcio, perché richiedono entrambe impegno e concentrazione. Però credo che lo sport mi abbia insegnato a organizzare meglio il tempo e a essere più disciplinata. Alla fine, con la giusta organizzazione, si può fare bene in entrambi gli ambiti”

Dopo le superiori, avrebbe intenzione di frequentare l’università? Ed in cosa le piacerebbe laurearsi? “Si, dopo le superiori ho intenzione di frequentare l’università, perché credo sia fondamentale continuare a studiare per completare ed arricchire le mie conoscenze, soprattutto nell’ambito sportivo. Lo sport fa parte della mia vita da sempre e mi piacerebbe che continuasse a farne parte anche in futuro, non solo come atleta ma anche a livello professionale” afferma convinta, per poi ampliare i concetti “Mi piacerebbe rimanere nel mondo dello sport diventando, ad esempio, fisioterapista, professoressa di educazione fisica oppure preparatrice atletica”

Ruoli diversi fra loro, che la stessa Giorgia ne illustra però il relativo appeal: “La fisioterapia mi affascina perché permette di aiutare concretamente le persone nel recupero dagli infortuni; l’insegnamento mi darebbe la possibilità di trasmettere ai più giovani la mia passione per lo sport e i suoi valori; mentre il ruolo di preparatrice atletica mi permetterebbe di lavorare a stretto contatto con una squadra, contribuendo alla performance e alla preparazione fisica”

In attesa che la nostra giovanissima protagonista riesca a sciogliere i suoi dubbi, le rivolgiamo la domanda più ‘antipatica’ che può ricevere una sportiva: se malauguratamente il destino la costringesse a rinunciare al calcio giocato (solo per ipotesi, perché ovviamente le auguriamo di no), cosa sognerebbe di fare la ‘grande’ Giorgia Marin? “Spero davvero di poter continuare a giocare il più a lungo possibile. Però se dovessi smettere, mi piacerebbe rimanere nel mondo dello sport. In alternativa, mi vedrei in un lavoro che mi permetta di lavorare con i giovani e trasmettere loro valori positivi, proprio come lo sport ha fatto con me” in altre parole, altruista, concisa e diretta, proprio come si addice ad una centrocampista offensiva, nel momento di fornire un passaggio smarcante o di segnare un gol…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here