Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Nelle scorse settimane Alessandra Massa è stata premiata durante l’Athora Game On. La calciatrice del Genoa ha ricevuto il “Game On Values Award” per l’attività di volontariato che ha svolta con l’associazione genovese Free Sport.
La centrocampista rossoblù è stata intervistata dal Corriere della Sera sulla sua attività nel sociale ha dichiarato: “A coinvolgermi furono le mie compagne di squadra Lucrezia Parolo e Anna, una ragazza che conosco da quando ero piccola. Loro facevano già parte dell’associazione e secondo loro sarei stata giusta pure io. All’inizio ho titubato, poi mi sono fatta coraggio. Onestamente, non avendo mai intrapreso un’esperienza del genere, temevo di non esserne all’altezza”.
L’ex Roma ha quindi continuato parlando del suo ruolo nel concreto affermando: “Lo scopo dei nostri corsi è far divertire i ragazzi, quindi la disciplina in sé passa in secondo piano. Avendo loro bisogni diversi, il focus è rendere ogni esercizio adatto a ciascuno. Nell’ora che passo settimanalmente con i miei allievi sento di aver trovato un po’ il mio mondo, ed è un privilegio. Alla fine di ogni incontro riescono infatti a lasciarmi emozioni nuove: è una grande fortuna. E anche se magari a volte non riescono a fare tutto ciò che proponiamo, quando escono dal campo sorridenti io non posso che essere felice e soddisfatta”.
La classe 2002 ha anche ricordato: “Addirittura può capitare che qualcuno chieda all’improvviso di fare dell’altro, e allora lo si lascia esprimere secondo le sue esigenze del giorno, chiaramente sotto la necessaria supervisione. Anche per questo tendiamo ad avere un numero di educatori il più vicino possibile a quello degli allievi: sette quest’anno, nel gruppo del calcio. Uno di 7 anni, due di 14-15, altri due sui 20 e gli altri di 30. Siamo aperti davvero a tutti, anche dal punto di vista anagrafico”.
Sull’importanza di questo aspetto Alessandra Massa ha anche ammesso: “Dopotutto non c’è scritto da nessuna parte che una persona non disabile non possa imparare qualcosa da una con disabilità, anzi. Provo un orgoglio tutte le volte che svolgono un esercizio, anche sbagliandolo, ma in ogni caso rialzandosi e riprovandoci sempre. Nei momenti più duri guardarli mi fa venire voglia di non mollare mai e mi ricorda l’importanza di sapersi adattare alle situazioni”.