Sempremilan.com ha intervistato la numero 10 rossonera, Natasha Dowie. In una lunga chiacchierata la calciatrice ha parlato della sua esperienza al Milan, ma non solo. Il rapporto con la città di Milano e la sua esperienza nel calcio, gli idoli e le ambizioni future. La stagione di Dowie è coronata da 6 gol, per ora, nel corso del campionato, con una doppietta nel derby milanese. Al momento le rossonere tallonano la Juventus Women in cima alla classifica, con tre punti di differenza.

La giocatrice ha parlato del campionato italiano, paragonandolo ad altre realtà internazionali: “Il campionato è competitivo, divertente ed emozionante. Il ritmo della partita non è tanto veloce quanto negli USA o in Inghilterra, ma probabilmente è dovuto al fatto che in quei campionati il professionismo è presente da più tempo. Credo però che la Serie A sia sulla strada giusta per entrare tra i campionati migliori al mondo.

Riguardo al rapporto con il capitano Valentina Giacinti, sottolinea come la barriera linguistica non sia un ostacolo da poco. “Non parlo molto bene l’italiano e lei non parla molto l’inglese, dunque fuori dal campo di gioco la comunicazione è difficile. Sul campo però no, l’impegno è massimo per aiutare la squadra. Il mio momento preferito è stato segnare una doppietta nel derby.” Chiude con una nota sull’allenatore, portatore di uno stile differente rispetto a quello a cui era abituata: “Maurizio Ganz ha uno stile molto diverso dagli altri allenatori che ho avuto nel corso della mia carriera, ma sono sempre disponibile a migliorare.

Una domanda invece fa riferimento agli idoli che ha avuto, sportivi ma non solo: “Non ho avuto idoli sportivi durante la crescita, ho guardato a mio padre e mia madre come modelli d’ispirazione. Una volta cresciuta però mi divertivo a guardare Abby Wambach nella nazionale statunitense e Thierry Henry, dell’Arsenal.

Credit Photo: Andrea Amato

Avatar
Nasce a Fiorenzuola d’Arda il 1 marzo del 1995. Appassionata del mondo Juve dalla nascita, solo recentemente si è avvicinata all’universo del calcio femminile ma ne è rimasta folgorata. Crede fermamente che sia una realtà ancora poco conosciuta in Italia, ma in rapidissima espansione, ed è entusiasta di far parte del progetto che sta permettendo questa crescita. È laureata in Storia ed è ora impegnata in una magistrale in Scienze Storiche.