Per celebrare l’8 marzo non basta limitarsi a mimose e cene per l’occasione. Questa ricorrenza dovrebbe infatti spingerci a riflettere sulle condizioni e sulle possibilità che le donne hanno al giorno d’oggi. Per quanto la situazione sia decisamente migliorata rispetto al passato, esistono ancora fin troppe limitazioni, disparità e problematiche a cui il genere femminile è esposto. Basti pensare, ad esempio, ai tanti pregiudizi che colpiscono costantemente le calciatrici, in Italia e non solo.

Spesso, infatti, sembra che alcune persone (talvolta anche all’interno delle stesse federazioni) siano rimaste ancorate alla concezione, retrograda e datata, di una donna casalinga o adatta solo ad attività, sportive e non, prettamente femminili. Quante atlete devono difatti affrontare veti e preconcetti umilianti pur di inseguire la loro passione? E quante altre ragazze non hanno avuto la possibilità di iniziare a giocare a causa di ciò? Se volessimo raccontare la storia di ciascuna di loro, purtroppo, avremmo bisogno di uno spazio ben maggiore di questo articolo.

Come se ciò non bastasse, la rivoluzione social ha contribuito a peggiorare ulteriormente la situazione. Non sempre, infatti, networks come Instagram e Facebook vengono utilizzati in maniera corretta e la possibilità di diretta interazione tra utenti, squadre e atlete è spesso degenerata, trasferendo pregiudizi ed insulti dalle diverse e circoscritte realtà locali all’immenso web.

Ma secondo voi a qualcuna piace il c***o? O sono tutte dell’altra sponda?“, “Dovrebbero davvero abolire questo sport al femminile, è un insulto. Magari dovrebbero essere chiamate PARAOLIMPIADI, così sarebbe già più equo” e perfino “Non so se a giocare sono capaci, ma sicuramente sono f***e“, sono solo alcuni dei commenti ignobili postati sotto le pubblicazioni della Sampdoria Women. Comportamenti inaccettabili che molti continuano purtroppo a giustificare, considerandoli “semplici atti goliardici”.

Ma come fare per abbattere tutti i pregiudizi? A lungo termine, bisognerebbe innanzitutto estirpare definitivamente questa tendenza minimizzante, punendo severamente ogni comportamento sessista e discriminatorio senza alcuna attenuante. A breve termine, invece, la risposta migliore è stata quella della stessa Sampdoria. Attraverso un originale video di sensibilizzazione realizzato in occasione della festa della donna, alcune giocatrici blucerchiate hanno infatti letto e risposto ironicamente ai commenti più offensivi che accompagnano i post social della loro squadra.

Cimentarsi nel racconto del video rischierebbe di sminuirne potenza ed efficacia, motivo per cui vi invitiamo vivamente a vederlo e condividerlo. La sensibilizzazione passa attraverso ciascuno di noi e non chiudere gli occhi dinnanzi a certe problematiche è già il primo passo per contribuire a risolverle!

FONTEYoutube
Anacaprese atipico, ho lasciato l’isola alla volta di Udine per seguire i corsi di laurea triennale in Mediazione Culturale. Durante gli anni in Friuli ho avuto modo di conoscere ed amare la cultura slovena inizando a seguire la Prva Liga. Iscritto attualmente al primo anno di Informazione ed Editoria presso l'Università di Genova, coltivo la passione per il giornalismo sportivo ed il calcio, sia femminile sia maschile. Responsabile della rubrica sportiva preso LiguriaToday, ho la fortuna di assistere dal vivo e raccontare gli incontri di alcune squadre della provincia di Genova. Nutro un forte interesse anche per gli eSports ed ho avuto modo di seguirne i match più importanti, intervistando alcuni dei suoi principali protagonisti.