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La stagione 2025-2026 di Campionato di una serie B sempre più competitiva e ricca di talento è ormai al giro di boa e la San Marino Academy di mister Giacomo Piva (al suo primo anno da allenatore della prima squadra femminile) si trova ottava in classifica con 25 punti totali in 22 partite giocate. Con l’obiettivo della metà classifica che pare centrato, le Titane dovranno impegnarsi in queste ultime gare per conquistare più punti possibile per concludere l’annata in maniera positiva.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Elena Casadei, difensore classe ’96, al suo primo anno con la maglia del San Marino dopo aver trascorso ben 7 stagioni con la maglia del Cesena di cui è stata anche Capitano. Attraverso le sue parole abbiamo avuto modo di conoscere Elena nel suo percorso da calciatrice prima in Romagna e poi tra le Titane.
Ha esordito da piccola giocando nelle squadre miste, per poi prendere coscienza di come la disciplina potesse effettivamente diventare qualcosa di picche un passatempo disputando il campionato di serie B affianco a ragazze che hanno avuto modo di fare esperienza nella massima serie.

“Il mio percorso è iniziato fin da piccolina, inizialmente giocando con i maschi. Ho capito che questa passione poteva trasformarsi in qualcosa di serio quando ho iniziato a misurarmi nel campionato di serie B. Ho avuto l’opportunità di allenarmi e giocare insieme a compagne con esperienza in Serie A, dalle quali ho potuto imparare molto e migliorare. Con il Cesena Casadei ha vissuto tanti bei momenti, tutti importanti e nel suo cuore. Dovendo scegliere, aver avuto l’opportunità di giocare all’Orogel Stadium è stata una grande emozione: “Non ho un solo momento che reputo più importante, perché ognuno è legato a un’emozione. Se però dovessi sceglierne uno, probabilmente direi l’esperienza di aver giocato all’Orogel Stadium di Cesena, la squadra della città in cui sono nata e cresciuta, anche dal punto di vista calcistico, indossando la fascia da capitano”.
Ogni allenatore che Elena ha avuto nel corso della sua carriera le ha lasciato in eredità un bagaglio di esperienza che la rendono ciò che è oggi, sempre pronta a migliorarsi: “Ho sempre avuto un ottimo rapporto con ogni allenatore, ho appreso da ognuno di loro qualcosa che mi ha permesso di essere quella che sono. Sono inoltre convinta di poter continuare a migliorare sempre di più. La mia famiglia è sempre stata molto importante, mi hanno sempre spinta a dare il meglio in tutto quello che facevo”.

Come difensore, ha tra le sue peculiarità la velocità in ripartenza dopo aver recuperato palla, con una predilezione per la fase offensiva, mentre sta lavorando per migliorare nel difendere la porta, specie in area di rigore. Non a caso, quando alla classe 96 è stato chiesto se avesse un calciatore da pre dare come esempio a parità di ruolo, non ha esitato a fare il nome di Theo Hernandez.

“Mi piace molto recuperare palla e ripartire in velocità, diciamo che è una delle mie caratteristiche. Vorrei migliorare però nella difesa della porta soprattutto dentro l’area di rigore…ma ci stiamo lavorando. In generale però mi considero un difensore più predisposto alla fase offensiva, anche perchè è quella che mi piace di più. Sulla fase difensiva e nel lasciare meno campo possibile all’avversario.
Il giocatore a cui mi ispiro è Theo Hernandez, guardo spesso i suoi video. In generale, mi piace molto guardare video che riguardano il mio ruolo e provare a replicarli poi sul campo”.

Essere una delle nuove arrivate, quando al Cesena era solita fare lei gli onori di casa, non è stato certamente semplice ma, man mano che le settimane passavano, ha conosciuto un gruppo affiatato, pieno di voglia di dimostrare e dare il massimo per raggiungere, assieme, i traguardi prefissati. Avere uno spogliatoio unito, infatti, è fondamentale: specie nelle difficoltà, sapere di avere un sostegno dalla squadra consente una migliore resa sul rettangolo verde.

“Inizialmente ho avuto un po’ di difficoltà perché arrivavo da tanti anni sempre nello stesso ambiente, dove solitamente ero io che dovevo accogliere le nuove compagne. Con il passare del tempo però mi sono lasciata andare ed ho scoperto un bellissimo gruppo, unito ed in grado di togliersi grandi soddisfazioni. Ho sempre pensato e continuo a pensare che lo spogliatoio, il gruppo, sia un fattore fondamentale per raggiungere gli obiettivi. Fa la differenza soprattutto nei momenti di difficoltà, avere il supporto delle compagne ti mette nelle condizioni di esprimerti al meglio”.

Pensando al calcio femminile in Italia, e riflettendo sulla sua attuale situazione, il difensore auspica che il movimento raggiunga un livello tale che tutte le squadre possano allenarsi nelle migliori condizioni possibile, con strutture adeguate e professionisti del settore che sappiano seguirle nel giusto modo. Soltanto in questo modo si potrà veramente affermare che il movimento sia una realtà solida.

“Mi piacerebbe che venisse data maggiore importanza al calcio femminile, offrendo a tutte le squadre la possibilità di allenarsi nelle migliori condizioni possibili. Sarebbe importante migliorare le strutture sanitarie e i campi di allenamento, per permettere a ogni giocatrice di vivere questa passione sempre più come un vero e proprio lavoro”.
Infine, ad una bambina che ha deciso di diventare una calciatrice direbbe: “Di inseguire sempre i suoi sogni, di non perdere mai la passione e di lottare per raggiungere ogni obiettivo”.

Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

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