Illuminata dai primi palpitanti raggi di sole alle pendici dei nuovi – freschi e ruggenti – Anni ’20, l’armada rossoblù si riaffaccia tra la luminarie del campionato cadetto con la dannata voglia di sciogliere i nodi di una matassa sportiva fattasi sempre più inopinatamente intricata, tra psichedelici chiaroscuri nel rendimento sul campo e meccanismi psicologici inevitabilmente turbati dall’astenia di risultati accumulata nell’ultima ambata di mesi. Il derby, coal or sweets, in terra scaligera sul campo del Chievo Fortitudo Women rappresenta il perfetto incrocio tra due compagini non dissimili nei rispettivi momenti di difficoltà interiore e pragmatica: parola d’ordine vietato sbagliare, per godere almeno di una tepida folata di Bengodi prima di dismettere, anche per quest’inverno, le decorazioni natalizie.

Arricchito, nei preziosi dardi a disposizione nella propria faretra tecnico-tattica, dal triplete di innesti offerto dal mercato invernale, Mister Diego Bortoluzzi lucida l’argenteria delle feste varando dal 1′ un 4-3-3 inedito sotto il profilo dei contenuti soprattutto in quota offensiva. Nel quartetto difensivo orchestrato ancora una volta dai sapidi guantoni friulani di Alice Bonassi, Giulia Mancuso – già brillante protagonista nell’esordio assoluto di fine 2019 contro il Cesena – si conferma riferimento nelle scottanti mattonelle centrali accanto a Giada Tomasi, con Gloria Frizza e Monica Furlan baldanzosi esterni chiamate agli straordinari nella doppia fase di competenza. Il centrocampo si contraddistingue per l’abbondanza di piedi educati, tra capitan Laura Tommasella, Greis Domi e la solita vivacità da “tuttocampista” pura di Valentina Foltran. Davanti, spicca il primo gettone tout court per Maria Zuliani in posizione da ala sinistra, con Adriana De Martin consueto riferimento da prima punta imperiosa e Karin Mantoani back to roots riportata quasi dopo tempo immemore all’antico e originario ruolo da esterno alto senza troppe pretese in fase di copertura.

Il mood collettivo sin dai primissimi minuti di gara sul campo è quello, ben atteso, di due squadre vogliose di arpionare sin dall’ouverture le redini della manovra, anche per imprimere il proprio marchio distintivo sulle lastre della celluloide domenicale. La prima occasione assoluta è di marca clivense al vibrante scoccare del primo quarto d’ora di contesa: Martani difende palla su Furlan all’altezza del vertice basso mancino dell’area di rigore rossoblù, per poi confezionare un delizioso assist a mezz’altezza spizzato da Carraro ma prontamente respinta a mano aperta da un’attenta Bonassi ben posizionata sul primo palo. Un paio di giri di orologio più tardi, è ancora Martani a conquistare la sfera al limite dei 16 metri vittoriese e a scaricare per l’accorrente Boni in penetrazione da destra, ma il diagonale insidioso confezionato dall’esperta numero 10 in maglia gialloblù si spegne a distanza non siderale dal montante più distante dai guantoni di Bonassi. Il Permac, dal canto suo, prova ad innescare una certa mole di ripartenze sollecitando con continuità la new entry Zuliani in contropiede, senza però mai creare concreti brividi dalle parti dell’estremo difensore di casa Salvi. Di fatto, la prima (e unica) occasione di tutto il primo tempo rossoblù si materializza in modo quasi casuale al minuto 22: sulla punizione di Domi da lunga distanza Salvi buca l’uscita in presa alta e Frizza sfiora l’impatto con la sfera, disinnescata dal centrale clivense Caliari in seconda e decisiva battuta. Sul fronte opposto, al 24′, Boni lavora un bel pallone in mezzo ad una selva di gambe vittoriese per poi servirlo all’indietro per la battuta imperiosa ma imprecisa Dallagiacoma, con palla qualche metro al di sopra del montante di Bonassi. Le occasioni per le padroni di casa cominciano a farsi consistenti, anche per (de)merito dell’impreciso centrocampo rossoblù: al 35′ Domi perde un pallone sanguinoso a centrocampo favorendo, di fatto, un pericolosissimo 4 contro 3 non sfruttato dalle padroni di casa per la clamorosa imprecisione di Martani nel controllare il pallone in area, dopo il perfetto filtrante di Boni ad eludere la disperata opposizione difensiva di Tomasi e Furlan. Cinque minuti più tardi però il Chievo non perdona e questa volta trasforma in platino una palla persa in ripartenza da Zuliani sulla trequarti difensiva rossoblù: Pecchini, in penetrazione da destra, conclude trovando la respinta sulla linea di Tomasi, in seconda battuta l’ex Unterland Damen Dallagiacoma – già a segno lo scorso anno in Serie C  contro le rossoblù – trova la deviazione vincente per la meritata rete del vantaggiodelle padrone di casa. La numero 29 scaligera non si accontenta e decide di spostare con ancora maggior decisione l’inerzia della disfida cogliendo, proprio allo scoccare del 45’, il secondo sigillo personale – quarto complessivo in campionatoinfilando sotto misura il bell’assist mancino di Caneo, a conclusione di un’ottima azione corale imbastita dalla compagine del neo mister Moreno Dalla Pozza.

Il 2-0 subito negli ultimi scampoli di prima frazione, abbinato all’inconsistenza della produttività rossoblù soprattutto in fase offensiva, costringe Mister Bortoluzzi a variare sin dai primi vagiti di ripresa interpreti e mood tattico complessivo: dentro Natasha Piai e Silvia Cimarosti, rispettivamente per Zuliani e Domi, con corrispondente passaggio ad un più organico ed equilibrato 4-4-2. Gli effetti del lifting strategico sembrano materializzarsi con profitto già dopo pochi minuti, con le Tose a segno al 50′, alla prima azione dei secondi 45′ e al primo vero tiro in porta di tutta la domenica scaligera: il lancio filtrante di Foltran è una delizia che buca completamente la retroguardia clivense nel miocardio della zona rossagialloblù, Nata Piai – collaudata cacciatrice dalle narici da gol educatissime – è perfetta nell’insinuarsi nel cuore dell’area di rigore e trafiggere Salvi con un preciso tocco di mezzo esterno mancino in scivolata. La partita si riapre e le Tose accarezzano il voluttuoso proposito di ristabilire la parità nel punteggio affidandosi ad un gioco più arioso e votato all’attacco, in particolare sull’asse qualità e leadership Tommasella-Piai. A spezzare il mutato evolvere dell’equilibri si materializza però il contestatissimo episodio al minuto 61 a favore del Chievo: Boni – in una combo tra mestiere e furbizia, amplificata da una certa insipienza arbitrale – si procura un penalty per presunto fallo di Furlan, dopo aver oltretutto controllato per prima la sfera con la mano all’altezza del dischetto del rigore. Suggellata dal fischio arbitrale, l’esecuzione della veterana scaligera è implacabile e riporta le padrone di casa sul doppio vantaggio. Tramortite ma non domate, le Tose si ributtano in avanti a testa bassa e al 65′ Mantoani, servita in corsa da De Martin, confeziona un diagonale sporco ma insidioso deviato in angolo non senza difficoltà da Salvi. Sul corner seguente da sinistra di Tommasella, lo stacco imperioso di Gloria Frizza in mezzo all’area – fotocopia della rete del pari alla Novese – fredda la retroguardia gialloblù e proietta nuovamente il Permac in partita a oltre 25 minuti più recupero dal calar del sipario. La fatica però comincia a farsi sentire su entrambi i fronti e le azioni si fanno più confuse da una parte e dall’altra: le Tose ci provano con Tommasella e Piai senza suscitare particolare disequilibri emozionali nelle rivali difensive di casa, mentre sul fronte opposto Mancuso e Tomasi hanno il loro bel da fare per disinnescare i contropiedi, quasi sempre in superiorità numerica, imbastiti da Boni e dalla neo-entrata Mascanzoni. Gli ingressi di Ilaria Mella e, negli ultimi scampoli di partita, di Gaia Sovilla non imprimono l’auspicata svolta complessiva nel raggiungere almeno il punto del pari. Il canto del cigno rossoblù, dopo 6′ di recupero, lo dà all’ultima opportunità disponibile l’incornata della solitaFrizza su angolo da destra di Piai, con palla peraltro non eccessivamente distante dal palo destro di Salvi.

Finisce dunque con una sconfitta, e con un’altra prestazione da Dottor Jekyll & Mister Hyde a cavallo tra due decenni, l’Atto I delle Tose dopo la lunga sosta natalizia. Agli sgoccioli del girone d’andata, e contro due avversarie toste e organizzate come Riozzese e Napoli, sarà necessario ritrovare la migliore forma mentis, oltre alla necessaria lucidità fisica, per ritrovare quella voglia di dare nuove sfumature rossoblù ad un’avventura cadetta ancora molto lunga e promettente.

Photo Credit: Permac Vittorio Veneto

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