Nella sala ricevimenti de “La mille e una notte” di Sternatia, si è tenuta ieri la presentazione ufficiale della rosa e dello staff del Lecce Women 2020-21. Contestualmente è stato presentato anche il nuovo sponsor del club giallorosso, la Global Thinking Foundation, associazione no profit impegnata nell’alfabetizzazione finanziaria in favore dei soggetti indigenti e delle fasce deboli, operante in Italia, Francia, Spagna e Usa, che l’obiettivo di porre le donne in condizione di «partecipare alla società e questa responsabilità di dare la possibilità di sentirsi libere e indipendenti economicamente è una responsabilità nostra».

Il campionato delle ragazze allenate da mister Vera Indino comincerà domani, sul campo della Ternana; la prima in casa è prevista per domenica 18 contro il Palermo, poi un turno di riposo, causa ritiro dalla competizione del Benevento; la regular season finirà il 16 maggio, contro l’Apulia Trani; il Lecce Women sarà impegnato anche in otto campionati giovanili.

La rosa si è rinforzata ed è composta da 27 elementi; tra le ultime arrivate: Aurora Rizzon, portiere classe 2004 giunta dalla Torres; le canadesi Katerine Delev, centrocampista ventenne, e Margot Shore, portiere del ’97; e ancora, Asia Anna Marsano, che ha rinunciato al tesserino di arbitro per cimentarsi nel calcio a 11 dopo aver praticato quello a cinque. I punti fermi: il jolly Chiara Guido, la centrocampista Roberta Costadura, la ventenne laterale Sharon Cazzato, la centrocampista Benny Cucurachi e la bomber Serena D’Amico, alle prese con il recupero dall’infortunio di marzo e in procinto di tornare sui campi nel mese di dicembre. Sono in arrivo una punta e la centrocampista Emily Tirabassi, come italiana e non più come canadese; mancherà Valentina Coluccia, penalizzata da un grave infortunio, che la terrà lontana dai campi per tutta la stagione. Di seguito alcuni interventi dei protagonisti della conferenza.

STICCHI DAMIANI: «Noi cerchiamo nel nostro piccolo, come Unione sportiva Lecce, di essere più che mai vicini a queste ragazze. Ho visto un gruppo organizzato, volenteroso, composto da ragazze che già hanno capito perfettamente che indossano una maglia importante. Nel momento in cui si vestono questi colori e lo stemma del Lecce, si chiedono dei comportamenti da parte di tutti che siano in linea con l’educazione e l’impegno che guidano il club. Forse è molto più facile far passare certi e valori nel calcio femminile perché c’è già un’impostazione naturale verso principi che sono già insiti in questo gruppo di persone».

SILVIA CAROFALO (Socia del club, insieme al fratello Dario): «Non posso che esprimere soddisfazione di avere una squadra femminile nell’ambito dell’Unione sportiva Lecce. Da donna innanzitutto, perché ovviamente anche il calcio femminile è bello da vedere: ci sono certe partite che appassionano quasi più del calcio maschile. E per una organizzazione come la vostra che ha superato i vent’anni, tanta lode, perché qui da noi superare tante difficoltà significa essere ben strutturata. Complimenti a tutti, perché se non c’è un gioco di squadra non si va avanti».

CLAUDIA SEGRE (presidente Global Thinking Foundation): «Sappiamo che al Sud lo sport assume una valenza cruciale per un discorso di inclusione sociale, per un discorso di comunità, di valori che vengono attraverso lo sport trasmessi e radicati nei ragazzi che partecipano per passione. E proprio da questa passione noi partiamo perché il terzo settore, come una fondazione, la comunità, il Governo, devono essere a fianco, con investimenti, nei confronti dello sport al femminile, di sport che non hanno genere, ma solo un punto fondamentale, quello dell’inclusione, della lotta alle disuguaglianze, alle discriminazioni, in un momento così difficile per il nostro Paese. Siamo al vostro fianco perché per noi questo aspetto del rafforzamento del ruolo femminile è fondamentale per la società, per un Paese che non deve dimenticare che noi giochiamo alla pari, che non esiste solo metà Paese ma un intero Paese che dev’essere coinvolto nello sport, nel mondo del lavoro, e questo è un mondo delle donne ed è quello che può cambiare veramente il volto di questo Paese».