Lo scorso 17 ottobre durante la gara tra Lecce e Res Women, valevole per il secondo turno del girone C di Serie C, Serena D’Amico, capitano delle salentine, era stata allontanata dal terreno di gioco dal direttore di gara Marra di Agropoli. A seguito di quel rosso, giunto a pochi minuti dal triplice fischio, alla punta pugliese erano state inflitte ben sei giornate di squalifica. Nelle ore scorse la stessa società giallorossa ha reso noto, con il seguente comunicato, che la squalifica è stata ridotta a tre turni, due dei quali già scontati.
La Corte Sportiva d’Appello Nazionale, sezione III, nella seduta del 4 novembre, tenutasi in videoconferenza, ha parzialmente accolto il reclamo proposto dalla Ssd Women Lecce avverso la sanzione della squalifica per 6 giornate effettive di gara inflitta dal giudice sportivo del Dipartimento Calcio Femminile al capitano Serena D’Amico. Di conseguenza, la squalifica è stata ridotta a 3 giornate.
La Corte Sportiva d’Appello Nazionale, composta da Patrizio Leozappa (Presidente), Fabio Di Cagno (Vice Presidente), Andrea Galli (Componente e relatore) e da Carlo Bravi (rappresentante Aia), ha accolto di fatto la tesi proposta dal legale della Ssd Women Lecce, l’avvocato Domenico Zinnari, secondo cui la sanzione inflitta non era da ritenersi congrua rispetto ai reali fatti accaduti sul terreno di gioco. La stessa Serena D’Amico, presente all’udienza, ha raccontato – con dovizia di particolari – l’episodio contestato.
La Ssd Women Lecce ringrazia l’avvocato Zinnari per l’ottimo lavoro svolto.