Trame di gioco fluide in mezzo al campo. Un collante che all’unisono risponde ai dettami del gioco pratico della Bertolini. Un filtro in grafo di tenere le redini del gioco in grado di cercare perfettamente attaccanti ed esterni per la spinta ostinata in avanti.
Una pinta azzurra che marca la sesta vittoria consecutiva con un 6-0 roboante e senza storia. Le reti di Sabatino (doppietta), Linari, Guagni, Girelli e Rosucci consegnano alla ct può la soddisfazione di un approccio alla gara impeccabile e di un’ottima prestazione delle sue ragazze, determinate a condurre il gioco per 90′ con piglio e grande aggressività. Con questa vittoria, le azzurre continuano a guidare a punteggio pieno il gruppo B con 15 punti, mentre la Georgia resta ultima a 0.

Spazi larghi,tanta qualità in campo e squadre lunghe hanno dato vita ad una partita vivace e divertente! E’ stata una prova di grande carattere per le ragazze Mondiali,testimonianza di come le parole della coach all’indomani di pesanti assenze come quelle di Guagni e Gama, abbiano fatto da eco nelle menti delle azzurre, caricando di responsabilità alle cosidette seconde linee per sopperire alle assenze delle compagne, ma al contempo di spregiudicata consapevolezza di essere un gruppo di pari livello e opportunità nel momento del vero bisogno.
Ciak, si gira dunque! In uno dei momenti più importanti del calcio italiano femminile e davanti alla platea delle grandi occasioni, va in scena il copione ormai conosciuto e da tutti amato e scoperto al mondiale in Francia (per i nuovi), dalle forti tinte emotive.
L’amore vive per antonomasia di eccessi e slanci: nel calcio, ancora di più. Ci si invaghisce di una squadra, di un popolo, di un gruppo, di uno spogliatoio, di una giocata e, principalmente, di una maglia. Poi, per un mistero indecifrabile, non si riesce mai veramente a slegarsi da tutto ciò. O quanto meno, accettarne una sorte inversa. Le dediche ai gol di Sabatino e Linari, così come la grande affluenza del tifo al cospetto delle azzurre, hanno caratterizzato il match a Castel Di Sangro, e dimostra il sentimento più bello che possa celarsi dietro ad una sfera di un campo di calcio.

Fatto sta, che la dominanza  e il padroneggiamento disinvolto della squadra di mister Milena ha avuto la meglio su una Georgia che si è prestata a fare un gioco più di contenimento, vestendosi per lunghi tratti da semplice spettatrice in campo.
In terra campana infatti è andato  in onda l’ennesimo atto ad effetto azzurro: gol ed entusiasmo grazie agli acuti delle soliste dell’attacco, ad un duo ex Brescia Sabatino-Girelli di tutto rispetto, ma anche grazie alla sicurezza di un centrocampo ormai collaudato, e di una difesa particolarmente attenta e ordinata.
In realtà, le ragazze non son parse quasi mai in difficoltà, pur sentendo inevitabilmente un po’ la stanchezza e le fatiche, soprattutto nelle gambe, del campionato. Le undici in maglia verde nazionale hanno dunque saputo dare una risposta importante, con protagoniste giuste al momento giusto, sia per segnare e portare a casa il bottino pieno, che per annullare le avversarie con giocate importanti degne di nota. Così a Benevento la Nazionale diventa padrona grazie al ritorno di una Valentina Cernoia sempre più decisiva nelle fasce, e che sta dimostrando di essere una delle sterne più influenti in circolazione, capace di coniugare sempre al meglio le due fasi di gioco: spinta in attacco a supporto delle attaccanti e la copertura dietro a fermare le iniziative delle avversarie.
E’ stata una prova da gruppo vero che ne ha scandito la solidità e l’unità d’intenti, con tante leader che hanno saputo interpretare a dovere la lettura della sfida: una retroguardia che attesta l’unico muro impassibile di garanzia che si può accettare, collante e filtro a centrocampo ben assortiti, e vere pedalatrici esterne pronte a sfornare assist di precisione chirurgica. In mezzo, c’è stata la conferma della maturità di un centrocampo ormai capace di dettare i tempi di manovra e capace di creare ottime trame di passaggio per tutto il match con impeccabile gestione della palla di Giugliano, mai banale nell’impostare la movra, e poi, la solita Rosucci: onnipresente nell’ampliare gli orizzonti in mezzo al campo e a mordere le caviglie all’avversario al fine di estirpare il pallone e ricreare subito superiorità numerica. 

Ma questo match, in attesa del prossimo rientro in azzurro, ci racconta ancora una volta come ormai il calcio non sia solo “appunti e numeri”, ma soprattutto passione. L’episodio del mondiale, il gran seguito di tifosi, ci riguarda tutti da vicino.
Questa Nazionale, ha assunto tratti unici, risvegliando quel pathos di cui l’intero sport si nutre e che purtroppo si sta dando per disperso negli anni. E questa atmosfera pura e limpida nella sua totalità, va pesata guardandosi bene dall’affrontarla dalla parte sbagliata delle due lame. Più si dà valore alla partita  e meno all’episodio emotivo? Oppure: più si rende oggettivo il gap reale contro l’avversario e meno sarà sottolineato o ricordato l’atteggiamento delle ragazze e delle loro sensazioni? Cosa converrebbe? Al triplice fischio la risposta è stata netta e chiara. Sì, i tre punti. Sì, i sei gol. Sì, il gap delle due formazioni. Ma Italia-Georgia di questo 11 novembre 2019, verrà ricordato per l’abbraccio sempre più coinvolgente tra tifosi, appassionati e calcio femminile: perché questo calcio, che diviene più facile raccontarlo postumo, si plasma emozione allo stato viscerale. I pochi appunti di storia a disposizione sul match, suggeriscono che si tratta di appunti di vita, in cui le dediche di Sabatino e Linari  risultano essere lo specchio in cui tutti ci siamo riflessi anche solo per un istante, così come l’esultanza per uno spirito mai domo e sempre più crescente di un gruppo nato ed esploso ai mondiale di Francia.
Lo sport popolare per eccellenza, che ancora una volta è stato capace di sovvertire ogni logica ed unire in un comune sentimento di entusiasmo e partecipazione tutte le fasce sociali e di tifo, accomunati da un unico sentimento di affetto, questa volta, tutto al femminile. Che sia il mezzo televisivo o la visione diretta a comunicare le immagini di questo gruppo azzurro, tutti noi ci siamo ritrovati sotto un’unica bandiera, quella del pathos che vince l’emozione ed è capace di andare la di là di una partita, ma che ha avuto modo di scaricarsi nelle strade cittadine, nei salotti di casa, nella sedie di un ufficio, o nel bancone di un bar, coinvolgendo anche chi l’incontro agonistico non l’ha seguito.  
Il calcio, fortunatamente, ancora si nutre di questa bellissima magia al femminile.
E’ la luce che riflette su di noi, il credo di chi non molla mai, chi esce di scena strappando stupore senza lasciarsi dettare dai giudizi scontati della massa, stavolgendone gli schemi e seminando sorprese. Le nostre #Azzurre sanno di tutto questo.
E’ soltanto l’inizio.

Nata il 23 maggio del 1994 a Fermo, Caterina ha sempre avuto una fortissima passione per il mondo del calcio e del giornalismo sportivo. Ha conseguito infatti, varie esperienze in questo settore, a partire dalla prima nella stagione 2012/2013 come addetta stampa per la squadra della sua città (Fermana FC), per poi collaborare con varie testate giornalistiche del web come TuttoJuve.com, Juventibus, TuttoMercatoWeb etc. E' stata ospite opinionista alla TV ufficiale della Juventus (Jtv) e tutt'ora collabora con Radiobianconera spaziando a 360 gradi sul mondo calcistico, sia maschile che femminile. Si avvicina a quest'ultimo, grazie alla passione che l'ha sempre animata dato che anch'essa ha potuto giocare a calcio si da ragazzina, oltre ad undici anni di pallanuoto. Oltre allo sport, ama viaggiare e nutre grande sentimento per il mare.