Il calcio femminile è in costante crescita in Portogallo e nel mondo, ma per quanto riguarda il caso portoghese c’è ancora molta strada da fare.

Secondo il documento recentemente diffuso dal Dipartimento di calcio femminile dell’Unione dei calciatori, oltre il 70% dei giocatori iscritti alla Federcalcio portoghese sono dilettanti , con il 66,7% incapace di ricavare alcun reddito dal calcio.

Nell’economia le donne guadagnano meno facendo esattamente lo stesso lavoro, e ovviamente non è perché producono meno degli uomini.

Il problema non è il ritorno economico, le società non hanno investito troppo nell’ ambito femminile, ma come sappiamo hanno messo grandi milioni nell’ambito maschile questo perché hanno sempre apprezzato lo sport, praticato dagli uomini, escludendo le donne.

Negli ultimi dieci anni, il numero di praticanti federati è più che raddoppiatoda 3437 a 9662 -. Anche così, secondo il documento « La battaglia dell’affermazione del calcio femminile », solo il 7,3 per cento delle atlete sono professioniste , e in quel lotto solo 5,1 guadagnano uno stipendio superiore ai mille euro. Al centro, c’è ancora il 23,4 per cento che ha lo status di semiprofessionista.

L’ Unione del “Sindicato dos Jogadores” del Portogallo ha pubblicato una illustrazione che vuole: Promuove, Protegge e Sviluppare il calcio femminile della sua nazione. Tutto questo è molto importante nello sviluppo di tutto il movimento calcistico in rosa, non soltanto per il Portogallo, ma anche per l’intera Europa.

La guida, di ottantasei pagine, vuole promuovere a livello scolastico lo Sport come forma di integrazione, vuole proteggere le sue atlete (anche principianti) in tutto e per tutto ciò che è Sport a livello nazionale; ed infine sviluppa la capacità di paragonare l’uomo e la donna sullo steso piano agonistico.

Tutto questo, farà un giorno, sviluppare l’economia. Questo il Dipartimento di calcio femminile lo sa bene: le donne ed il pallone saranno la nuova scommessa del prossimo futuro calcistico.

Pertanto, mentre in Italia la Figc ha intrapreso l’introduzione del professionismo calcistico a livello femminile, aimè in molte nazioni Europee questa scelta pare ancora molto lontana.

Certo è che il vento sta per cambiare, o meglio l’aria tira nel verso giusto, e forse è solo l’inizio di una vera e propria rivoluzione calcistica femminile a livello mondiale.

Staremo a vedere!

Paolo Comba
Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all' ordine di Torino, ho conseguito il tesserino da Giornalista collaborando da prima con quotidiani on line ( settore calcistico giovanile : “11 giovani.it” e “gioca a calcio.it", in Piemonte) per entrare, successivamente, in redazione a Torino del settimanale cartaceo di “ Sprint&Sport" e Terzo Tempo (settore calcistico dilettantistico Regione e Nazionale - Professionistico – Serie D). Collaboro dal 2018 con RCS Sport per il Giro d' Italia (seguendolo in tutte le tappe) e nel Giro 103 ho collaborato come addetto stampa per quotidiani on line di ciclismo ( bikenews ). Appassionato di Sci alpino e nordico segue gare Mondiali e Coppa del Mondo dal 2000. Credo che il CALCIO FEMMINILE ITALIANO sia un movimento in grande crescita e debba avere le stessa visibilità del mondo “ maschile", pertanto, contribuisco a questo grande obbiettivo.