Credit Photo: Profilo fb di Carolina Morace

Un bilancio molto positivo, afferma Carolina Morace a Tuttosport, per quanto riguarda il livello internazionale, mi pare invece un po’ meno positivo guardando al campionato, dove sembra un po’ troppo netta la linea che divide la fascia della poule scudetto da quella salvezza. In generale, però, credo che la priorità resti quella di far crescere l’interesse intorno al calcio femminile”.

Per la ex calciatrice, adesso opinionista e commentatrice di calcio : “La scelta di cedere i diritti televisivi a tv private può essere un limite per la crescita in termini di pubblico. In realtà io credo che non sia ancora il momento di vendere diritti: meglio puntare sulla gratuità, portando il calcio femminile al maggior numero di persone possibile. Anche perché abbiamo già avuto prova di come il “prodotto” sia apprezzato. Solo in questo modo si possono attirare nuovi sponsor e , quindi, il sistema può autosostenersi”.

Carolina si è poi soffermata a sottolineare il cammino positivo della Roma e della Juventus in Champions League: “Non è mai né facile, né tanto meno scontato vincere, anche con un girone accessibile. Per questo la Roma merita solo grandi complimenti”.

“In Europa servono fisicità ed esperienza, lo abbiamo visto. E allora ecco che poter contare su profili come Wenninger, Linari, Bartoli, Andressa, Haavi, Giacinti e Giuliano è fondamentale, così come puntare su una giocatrice come Greggi, che garantisce imprevedibilità e geometrie. Certo senza dimenticare la capacità del club di rinforzarsi, ogni anno”.

La Juventus ha pagato, forse, più del dovuto nel girone di ferro contro Arsenal e Lione, e dove può arrivare la squadra di Alessandro Spugna adesso? “La Roma adesso può giocare con la tranquillità di chi ha già fatto la storia, per cui non ha niente da perdere”. “Nonostante i risultati ottenuti, a mio avviso alla Juve manca ancora un qualcosa per giocare alla pari con le squadre che ha affrontato, anche se il gap sta diminuendo. Le sconfitte di misura devono essere un punto di partenza e non un punto d’arrivo”.

L’esperienza di Carolina Morace, da calciatrice ed allenatrice, porta la sua visione per rendere al meglio: “Innanzi tutto bisogna stabilire la filosofia di gioco: oggi il calcio moderno parla di spazi da occupare in relazione alla palla e agli avversari. Si può utilizzare la riaggresione o la difesa della porta, dipende da cosa vuole l’allenatore. In base a questo si scelgono i giocatori. Il compito di noi tecnici è far rendere al meglio le giocatrici, capendone qualità e difetti e mettendole nelle condizioni migliori per rendere al massimo”.

“Da osservatrice esterna potrei dire più che qualcosa, qualcuno. Mi riferisco a Valentina Cernoia, che per me è una delle centrocampiste interne più forti d’Italia. L’aver cambiato molte volte posizione in campo, penso a quando è stata utilizzata come attaccante esterna, non ha giovato. Chiara Beccari ha grandi prospettive”.

Quindi la corsa allo scudetto resterà un affare a due? “Sono sicuramente le più quotate. Mi pare che fino a questo momento la Juve abbia avuto più problemi con le più piccole. In generale, si fa più fatica a fare gioco quando l’avversario tende a chiudersi, mentre con le squadre più organizzate ci si adatta al loro gioco e diventa più difficile trovare le distanze giuste tra reparti e tra giocatrici dello stesso reparto. La qualità della Juventus permette, quindi, alle bianconere di primeggiare negli scontri diretti, vedi la gara contro la Roma”.

L’anno 2023 sarà l’anno del Mondiale in Australia e Nuova Zelanda, come vede Carolina la corsa dell’Italia? Innanzitutto mi è dispiaciuto molto vedere gli stadi vuoti, con una scarsa media di 1500 ed i 5000 spettatori, nelle ultime uscite azzurre, non possiamo essere soddisfatti di 5000 tifosi. Questo è il numero di tifosi che seguiva la nostra nazionale in cui giocavo più di 30 anni fa. Queste partite devono servire al ct Bertolini per plasmare la squadra che ha in testa, ma dovrebbero anche servire per fare conoscere il calcio femminile. Difficile portare 80.000 persone allo stadio come succede in Inghilterra, Spagna o Francia, ma almeno 20.000 sugli spalti bisogna provare a portarle!”.

Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all' ordine di Torino, ho conseguito il tesserino da Giornalista collaborando da prima con quotidiani on line ( settore calcistico giovanile : “11 giovani.it” e “gioca a calcio.it", in Piemonte) per entrare, successivamente, in redazione a Torino del settimanale cartaceo di “ Sprint&Sport" e Terzo Tempo (settore calcistico dilettantistico Regione e Nazionale - Professionistico – Serie D). Collaboro dal 2018 con RCS Sport per il Giro d' Italia (seguendolo in tutte le tappe) e nel Giro 103 ho collaborato come addetto stampa per quotidiani on line di ciclismo ( bikenews ). Appassionato di Sci alpino e nordico segue gare Mondiali e Coppa del Mondo dal 2000. Credo che il CALCIO FEMMINILE ITALIANO sia un movimento in grande crescita e debba avere le stessa visibilità del mondo “ maschile", pertanto, contribuisco a questo grande obbiettivo.