“Quest’ultima ha avuto un grande esempio da chi l’ha preceduta, quindi credo sia una generazione molto forte proprio perché, anche se non si è esposta in determinate battaglie in prima persona, ha la fortuna di avere dei riferimenti importanti. Quello che mi auguro e che ritengo fondamentale è che questa generazione non disperda il percorso fatto e sia in grado di trasferirne il significato anche a quella successiva e così via”.
Su Sara Gama, vicepresidente dell’AIC, invece Umberto Calcagno ha rimarcato: “Sara si è fatta carico di questa evoluzione, non è semplice mettersi sempre in prima linea in certi tipi di battaglie e posso assicurare che non tutti riescono a farlo bene come lei. Lei è stata e sarà la persona giusta al momento giusto nel contesto giusto. È una condottiera che ha avuto la forza di trascinare dietro di sé tutto il movimento”.
Sulla crescita del movimento ha poi continuato: “Il professionismo ha svoltato il segmento apicale del movimento, ora serve l’allargamento della base: è vero che abbiamo già più che raddoppiato le tesserate, ma 40.000 in un Paese che vive di calcio sono poche, anche rispetto ad altri Paesi europei. Quindi oggi lo sforzo nostro e di tutte le componenti federali deve essere concentrato su questo”.






