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Vero Boquete, Como 1907: “Il nostro obiettivo è vincere il campionato il prima possibile e continueremo a lavorare duro”.

credit photo: Giuseppe Fierro - photo agency calcio femminile italiano

Il Como ha giocato la 22° giornata di campionato di serie B in casa, nella splendida cornice che è il Sinigaglia, contro il Cesena secondo in classifica e ha vinto con il risultato di 2-1. A sbloccare il tabellino al 35′ è stata Valentina Giacinti su assist di Pittaccio. L’attaccante ex Milan e Roma, certezza di qualità e rappresentante del bel gioco, del calcio fatto bene e che fa appassionare, si è mostrata ancora una volta padrona della situazione aprendo le marcature. Pochi minuti dopo il rigore di Giusy Moraca ha raddoppiato il vantaggio lariano (39′).
Le ospiti hanno segnato il gol della bandiera all’80’ con il rigore trasformato in gol da Di Luzio che però non è servito a recuperare del tutto il risultato. La squadra di Selena Mazzantini con questa vittoria ha visto, dunque, il traguardo avvicinarsi ulteriormente consolidando un primo posto che è, ormai, sempre più una certezza.

La capitana Veronica ‘Vero’ Boquete, alla fine della gara contro la squadra emiliana, si è espressa in questo senso dicendosi innanzitutto felice di vedere come i tifosi abbiano sostenuto lei e le sue compagne di squadra rendendo la giornata e la vittoria contro il Cesena ancora più importante. L’obiettivo che il club si è prefissato al momento della promozione in serie B, cioè la vittoria in campionato e il conseguente approdo lariano in massima serie, si avvicina ed è volontà di tutti coloro che sono coinvolti nel progetto raggiungerlo il prima possibile.
Per questo motivo nonostante i risultati già ottimi la squadra continuerà per la sua strada dando il meglio di sé.

“Siamo davvero contente di aver vinto e di aver condiviso questa giornata con così tanti tifosi. Giocare al Sinigaglia ci dà una motivazione e un’energia in più. Speriamo che tornino numerosi anche nelle prossime partite, perché con loro tutto diventa ancora più speciale. Sappiamo di essere vicine all’obiettivo, ma non possiamo dare nulla per scontato. Il nostro obiettivo è vincere il campionato il prima possibile e continueremo a lavorare duro, a migliorarci ogni giorno e a dare tutto in ogni partita. Speriamo di chiudere la stagione nel migliore dei modi.”

Il Como tornerà in campo nel week-end di fine aprile per disputare la partita valida per la 23° giornata di campionato di serie B in trasferta contro il Trastevere.

Manuela Giugliano -Calciatrice del mese AIC marzo 2026

Credit Photo: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Manuela Giugliano –Calciatrice del mese AIC marzo 2026

Nel mese più delicato della stagione Manuela Giugliano ha di nuovo confermato di essere leader e trascinatrice nel suo club. Ha giocato ogni minuto di ogni gara del mese, ha segnato 2 gol importantissimi per la corsa scudetto e per raggiungere l’ennesima finale di Coppa Italia. I numeri di questa stagione sono anche meglio di quella passata che già era stata impressionante: va per la seconda stagione consecutiva in doppia cifra, quest’anno ci riesce già nel mese di marzo dove i gol messi a segno sono 15, assieme ad 8 assist. Qui non è solo questione di classe ma l’ulteriore prova, sebbene non ce ne fosse stata la minima necessità, che la Roma ha tra le sue fila una vera top player che continua a confermarsi stagione dopo stagione. Non possiamo far altro che congratularci con lei ed attendere di vedere cos’altro saprà inventarsi per questo finale di campionato.


Con la tappa di Brescia è iniziato il terzo ed ultimo ciclo di incontri di “Facciamo la Formazione” rivolto alle calciatrici della Serie B femminile. L’incontro si è svolto a Brescia, in presenza per le calciatrici di casa e in collegamento da remoto le calciatrici di FrosinoneBologna e Cesena. Per l’Associazione, erano presenti Chiara Marchitelli,  responsabile settore calcio femminile per AIC e l’avvocato Priscilla Palombi, area legale AIC.  Temi dell’incontro: contratti e adempimenti fiscali.

NWSL, per Assia Gazzoli-Venier è il calcio femminile a dare impulso a quello maschile

Mentre il calcio italiano vive un polverone mediatico e dissotterra problemi nascosti sotto un metaforico tappeto ormai logorato dai tarli, negli Stati Uniti si parla di questo sport accentuandone il versante femminile, quello che in Italia è, per ancora troppe calciatrici coinvolte in questo settore, “dilettantistico” e di nicchia rispetto a quello maschile (malgrado, va sottolineato, i numerosi interventi anche in termini economici volti a migliorarne il valore, senza successo).

Si parla di Washington Spirit, dove l’Italia c’è e si esprime settimana dopo settimana in NWSL nelle giocate difensive di Lucia Di Guglielmo e negli strappi e inserimenti di Sofia Cantore; questa squadra ha però un altro po’ d’Italia che non si vede, poiché agisce all’esterno, e la protagonista è l’investitrice Assia Grazioli-Venier, nata a Roma e cresciuta a New York, la quale (famosa anche per le sue conferenze riguardanti l’emancipazione femminile) è stata intervistata dal media statunitense Front Office Sport, e ha appunto analizzato quelli che sono gli sviluppi del calcio femminile nel Paese a stelle e strisce soprattutto grazie a questo movimento.

«Qui, negli Stati Uniti, il calcio femminile ha reso possibile la crescita nella visibilità di quello maschile», queste parole sembrano, per tutte le appassionate e gli appassionati di calcio in Italia, una specie di ribaltamento di quanto avviene nello Stato in cui ci si ricorda ancora troppo bene dei mitici Mondiali del 1982 e si riguarda con nostalgia a quelli del 2006, l’ultima vera partecipazione di spicco degli Azzurri, ma non delle epopee e delle Notti Magiche portate avanti dalle ragazze di Mister Soncin appena lo scorso anno.

«Quel che è certo negli Stati Uniti è che la MLS non può competere, almeno dal punto di vista maschile, con quello che è il calcio europeo, che in un certo senso non “rispetta” questo campionato. D’altro canto, invece, il calcio femminile qui negli States gode di grande rispetto a livello europeo, perché abbiamo talenti cristallini. Di fatto, c’è sempre una specie di tira e molla tra i Club quando una calciatrice può spostarsi da una parte all’altra della costa, e questo non succede in MLS», l’analisi di Grazioli-Venier non vuole paragonare le due facce dello stesso sport per sminuire l’uno o l’altro, in quanto punta a dimostrare come, con la giusta collaborazione, l’influenza dell’una nei confronti dell’altra possa portare a una crescita migliorativa e costante.

«Credo che stia avvenendo qualcosa che va oltre la semplice crescita del calcio in questo Paese, ma penso che ciò sia dovuto a un’evoluzione naturale di un qualcosa che sta già accadendo attorno alla costola femminile di questo sport. Dico sempre che gli eroi che non vengono mai menzionati sono i padri delle ragazze, perché sono loro coloro che hanno le figlie e che le portano a vedere queste partite, perché pensano che possano creare un legame con questo sport, uno sport che, una volta conosciuto, si scopre essere un’autentica meraviglia, e queste ragazze sono molto, molto talentuose», l’investitrice ha dunque affermato che l’evoluzione di questo fenomeno e di questo interesse attorno al calcio femminile nasce, quasi in una sorta di contrappasso, dalla passione dei padri, che cercano sempre di creare un legame tra le ragazze e questo sport e che diventano gli artefici e i motori che muovono questa passione. In altre parole, solo grazie alla collaborazione tra la passione che si trova nei padri, uomini, e quella che nasce pian piano nelle ragazze, donne, spesso sottovalutate e ritenute ancora “inferiori” in questo sport, si ottiene un movimento che funziona, che forgia talenti, che ne fa sprigionare, che dà forza e fiducia alle calciatrici e le aiuta a crescere dentro e fuori dal campo. Un’ottica romantica del calcio che, osservando quanto accaduto alla sponda maschile in Italia, si è persa e viene data per scontata.

In Italia bisognerebbe ribaltare quanto affermato dall’investitrice italo-americana e riconoscere che, se il calcio maschile e quello femminile lavorassero all’unisono con l’unico obiettivo di avere visibilità, riscontro e rispetto, forse non ci si ricorderebbe soltanto del gol di Alessandro Del Piero alla Germania dopo la ripartenza di Cannavaro e ci si ricorderebbe anche del gol a giro di Cristiana Girelli al Portogallo nell’ultimo Europeo, dove le ragazze, “non più dilettanti” da pochi anni, hanno fatto una vera impresa.

Marika Massimino, l’esordiente del gruppo azzurro: “Essere qui è un motivo di grande orgoglio”

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Martina Piemonte è la nuova ospite di ‘Casa Tarqui’: “Ravenna e Siviglia sono casa. La Lazio mi ha formata come donna e calciatrice”

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Roma – città in cui Piemonte aveva già vissuto un’esperienza con la maglia giallorossa – rappresenta una tappa importante di una carriera non banale: Martina, infatti, ha già giocato in Spagna (con Siviglia e Betis) e in Inghilterra (Everton). E proprio l’Andalusia è il suo posto del cuore: “Ravenna è casa, perché sono cresciuta lì, ma Siviglia è la mia seconda casa. Mi ha cresciuta: ogni volta che ho dei momenti un po’ così, prendo un aereo, vado lì e mi riprendo”. Si sente persino l’accento: “Me encanta – scherza –. Quando parlo spagnolo mi sento più ‘confident”.

Piemonte, che ha una parola tatuata per ogni esperienza calcistica vissuta, si definisce anche ‘ribelle’: “Ho iniziato a giocare per strada, portavo io la palla. Comandavo io in mezzo ai maschi, questo è sempre stato il mio carattere. Energia, voglia di arrivare, volere di più: un carattere che molte volte mi aveva compromessa”. Poi però sono passati gli anni: “Dopo tutto quello che ho passato, sono forte soprattutto di testa. Il mio punto di forza? A livello mentale, perché sto lavorando tanto, come nell’attacco alla profondità e negli spazi. Ma non sono una che si accontenta. I limiti ce li mettiamo noi”.

Fortunati decide il pari amaranto – Benedetti e D’Elia post Venezia: “Si poteva vincere”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Esito in parità tra Arezzo e Venezia. La giocata di un unico punto ciascuno ha visto Fortunati rispondere ad una squadra locale pronta ad incidere, fino ad un onesto 1-1; si ferma, intanto, al nono posto la rosa accompagnata da mister Andrea Benedetti, fortemente inseguita statisticamente da San Marino Academy (a -1) e Frosinone (-2). Ecco, appunto, quanto analizzato da quest’ultimo a proposito della gara archiviata: eravamo partiti molto bene e abbiamo avuto anche l’opportunità per andare in vantaggio conquistando un rigore, ma purtroppo l’abbiamo sbagliato – ha detto ai microfoni della sala stampa -. Abbiamo, poi, subito un goal in una situazione dove probabilmente ci siamo fatti trovare impreparati, anche perché era una palla abbastanza innocua dentro l’area di rigore.

Purtroppo anche stavolta nella finalizzazione non siamo stati precisi e nel secondo tempo siamo stati confusionari nella reazione, commettendo molti errori tecnici. Va comunque dato merito alla squadra che ci ha sempre creduto fino in fondo; questo pareggio è meritato”.

Felice, invece, della sua prima partita da titolare Rebecca D’Elia che, sul match disputato, ha detto: “si poteva vincere. Se avessimo fatto goal da rigore all’inizio, il risultato sarebbe stato diverso, ma, nonostante tutto, non abbiamo mai mollato riuscendo a pareggiarla. Sono contenta della prestazione e della partita fatta”.

Si tornerà ad indossare gli scarpini il 26 aprile; da calendario, un’altra difficile occasione da rush finale di fronte al Lumezzane (reduce da un finale in difetto nella giocata contro il Vicenza). Cosa riserverà alle amaranto il futuro più imminente? Ma, sopratutto, si riuscirà a trovare un posto ancor più sicuro?

Giada Greggi: “Il ritorno in Champions premia il nostro lavoro, ma la stagione non è ancora finita!”

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Anche lei si è definita “leader silenziosa” nel post-partita della gara casalinga contro il Como Women, ma attraverso i suoi profili social, in particolare Instagram, la sua voce, i suoi pensieri e la sua gioia vengono sprigionati forti e chiari: Giada Greggi ha scritto un messaggio breve, ma molto significativo, per commentare la vittoria al cardiopalma e la conseguente qualificazione aritmetica alla prossima Women’s Champions League con ben quattro giornate d’anticipo.

Sul suo profilo Instagram, nel carosello di foto che raccontano la difficile e mai scontata gara frapposta alle lariane, ha dichiarato che la compagine giallorossa ha dovuto gestire, soprattutto dopo lo svantaggio appena prima dell’intervallo, una «Gara dura, di quelle che ti mettono davvero alla prova, ma noi non molliamo mai!», ed è vero, prendendo in esame il campionato e l’avvio di stagione con la Serie A Women’s Cup, che la Roma ha spesso e volentieri riacciuffato punti pesanti o ribaltato gare partendo da una situazione di svantaggio, grandissime prove di carattere che continuano a caratterizzare il loro percorso verso il termine della stagione e lo Scudetto, il terzo nella loro storia.

Greggi non parla di Scudetto, parla invece di qualcosa che è ormai certo e che nessuno può sradicare dal cuore, dalla mente e dai piedi delle Capitoline, ovvero la qualificazione all’Europa che conta, per cui hanno già staccato il pass e che vedono come un premio e una rivincita verso l’unica competizione che, dati alla mano, in questa stagione ha lasciato più di un rimpianto: «Il ritorno in Champions è il premio per il lavoro fatto fin qui, ma la stagione non è ancora finita e c’è ancora tanto da dare.»

Come sempre, quando si gioca in casa, il tifo è dalla parte delle padrone di casa. Quando si parla di “Roma”, invece, è come se le Lupe giocassero sempre fra le mura del “Tre Fontane” e mai in trasferta, poiché il calore e l’affetto della tifoseria si vedono e si sentono in ogni loro uscita. Stavolta, contro il Como Women, i tifosi erano oltre 1000 e la centrocampista ha scelto di ringraziarli per il supporto costante che danno alla squadra: «Un grazie speciale a tutti voi al Tre Fontane per aver riempito la tribuna con i colori più belli. Avanti Roma!»

Coppa Italia Women, la finale tra Juventus e Roma si giocherà a Vicenza: appuntamento domenica 24 maggio alle 18

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Sarà lo stadio ‘Romeo Menti’ di Vicenza a ospitare, domenica 24 maggio alle ore 18, la finale di Coppa Italia Women. Sarà l’evento conclusivo di una stagione appassionante, che vedrà di fronte – come accaduto a Como lo scorso anno – Juventus e Roma, con le bianconere prima squadra nominata dopo il sorteggio che si è svolto nella sede della FIGC. Le formazioni di Max Canzi e Luca Rossettini si giocheranno un trofeo per la terza volta in questa stagione, con la Juventus che ha già vinto la Serie A Women’s Cup a settembre a Castellammare di Stabia e la Supercoppa Women a Pescara lo scorso 11 gennaio.

Mauro Ardizzone, Ternana Women: “Parma? Non ci venivano le giocate solite, è mancata la prestazione”

credit photo: Francesco Passaretta - photo agency calcio femminile italiano

La Ternana Women frena la sua striscia positiva, in Serie A, cedendo al Parma: al Noce, infatti, le umbre escono sconfitte per 2-0 nel delicato match salvezza contro le gialloblù. Nel post gara a parlare è stato il tecnico rossoverde Mauro Ardizzone che non ha nascosto la sua delusione, ai microfoni del club, ai quali ha dichiarato: “Non abbiamo fatto la miglior partita da quando sono qui a Terni, anzi è stata la peggior partita da quando sono allenatore di questa squadra”. 

L’allenatore, subentrato a gennaio ad Antonio Cincotta, ha poi aggiunto sulla gara, sottolineando l’importanza della rete subita in avvio: “Il gol a freddo ci ha penalizzato perché loro difendono bene ed è stato difficile fare gol. Non ci venivano le giocate solite, il primo tempo abbiamo provato metterla apposto mentre nel secondo non siamo entrate forti come facciamo di solito”.

Sullo scontro salvezza, e sulle prossime uscite, Mauro Ardizzone ha quindi continuato affermando: “Era importante fare punti. come lo sarà nelle prossime gare. Pesa di più la prestazione perchè venivamo da un buon momento di forma. Ora ci aspettano quattro partite fondamentali e dobbiamo rimboccarci le maniche. Le ragazze lavorano sempre bene, cercheremo di fare meglio nelle prossime gare”. 

Davide Domeniconi, Mister Original Celtic: “Quanto fatto dalla squadra finora è stato incredibile, puntiamo a migliorarci sempre!”

Photo Credit: Original Celtic Bhoys Calcio Femminile

Il Girone C di Serie C femminile, in questo momento in pausa prima delle ultime gare in vista dei verdetti di promozione verso la Serie B e permanenza in categoria, ha di sicuro ritrovato nelle neopromosse un grande valore aggiunto che ha dato ossigeno e qualità al campionato. Una di queste squadre è l’Original Celtic Bhoys, una delle formazioni meglio attrezzate per puntate alla vittoria. Il tecnico Davide Domeniconi ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano e ha tirato le somme per quella che è una stagione ormai agli sgoccioli che alla compagine biancoverde ha certamente donato momenti speciali.

Mancano tre battaglie decisive prima della fine della stagione ed è ancora tutto molto aperto per il primo posto del girone e i playout per aggiudicarsi il salto di categoria. Come detto poc’anzi e a più riprese nel corso della stagione, vedere una squadra neopromossa fare tanto bene e combattere dall’inizio alla fine del campionato per la vetta della classifica è un dato incredibile. Il tecnico ha affermato che, in tal senso, «Le premesse c’erano perché una delle valenze più radicate in questa squadra è il gruppo, che è solido, propositivo ma anche molto inclusivo, e questo ha permesso alle nuove arrivate di integrarsi subito e capire i valori societari intrinsechi nello spogliatoio. Questo ha permesso di superare con la corretta maturità tutte le difficoltà fino ad ora incontrate ed ha rafforzato il senso di appartenenza di ogni componente.»

L’Original Celtic crea moltissime occasioni da gol, è una delle squadre più prolifiche del campionato e riesce a trovare il gol affidandosi a molte marcatrici diverse, dando però spicco in particolare alla sua bomber Kiwa Fukunaga, tra le calciatrici più determinanti del torneo per quel che riguarda il fattore-gol. Domeniconi ha dichiarato che questo metodo di gioco e questi frutti vengono raccolti grazie alla disponibilità e alla coesione all’interno del gruppo: «L’allenamento e la disponibilità di giocare per la compagna. Infatti, la Kiwa (Fukunaga) è estremamente efficace in finalizzazione perché le compagne la servono adeguatamente e, usando la propria forza e tecnica, è lei che apre gli spazi oppure fa l’ultimo passaggio per le compagne. Non dimentichiamo che il gol è la parte evidente del lavoro di tutta la squadra, a partire dalla corretta ripartenza da parte del portiere.»

Il livello tecnico e qualitativo della Serie C si è alzato considerevolmente, e una delle dimostrazioni di quest’aspetto è il modo in cui ogni squadra ha dovuto combattere su ogni pallone e per ogni punto contro tutte le altre, persino le favorite e le più agguerrite hanno spesso faticato contro quelle che erano invece ritenute “minori”; Domeniconi e il suo gruppo di ragazze avevano però bene in mente fin dalla vigilia del torneo che non ci sarebbero state gare facili, perché il girone è molto ostico: «Nonostante nel girone ci fossero molte neopromosse, ci aspettavamo di affrontare ogni domenica una “battaglia” perché la serie C è sempre più difficile sia per tasso tecnico delle giocatrici e sia per intensità, perciò ogni squadra partecipante in estate si è attrezzata al meglio per raggiungere i propri obiettivi.»

Il calcio femminile in Romagna ha visto nell’Original Celtic la massima espressione lo scorso anno, quando è arrivata la vittoria del campionato di Eccellenza con la conseguente promozione in Serie C al termine di un’annata spettacolare. Domeniconi non ha vissuto in prima persona quei momenti meravigliosi, ma si è inserito in questo viaggio nel Girone C e ne sta diventando un grande protagonista al fianco delle ragazze: «Per avere una risposta che veramente racconti le emozioni più profonde vissute nel percorso dell’anno scorso, questa domanda andrebbe inoltrata ai tre quarti dell’attuale squadra, cioè a chi li ha vissute dentro allo spogliatoio, perché l’anno scorso il sottoscritto allenava la juniores e perciò potrei solo descrivere le emozioni del primo tifoso ma non di un coprotagonista.»

Le biancoverdi hanno portato avanti un filotto di match consecutivi importantissimi in campionato, ma in Coppa Italia hanno faticato maggiormente. Il salto di categoria è stato sentito parecchio e senza dubbio, con la maturità acquisita dal gruppo nel corso del tempo, vederle adesso all’opera in quel torneo darebbe risultati e consapevolezze del tutto differenti. La squadra n’è uscita traendovi insegnamenti importanti che riporta di giorno in giorno nei propri allenamenti e nell’intensità proposta durante i match: «Considerato che il nostro girone comprendeva Gatteo Mare, Reggiana e Riccione e, nonostante l’eliminazione, in tutte le partite giocate siamo stati adeguati sia come gioco e sia come intensità, abbiamo capito che tutta la rosa a disposizione era all’altezza del campionato che ci apprestavamo ad iniziare ma che avevamo da lavorare sulla continuità della prestazione in tutta la durata della gara e sull’importanza dei dettagli nelle varie fasi di gioco.»

Adesso che mancano a malapena tre passi verso la fine e l’Original Celtic è secondo a quattro lunghezze di distanza dalla capolista Nuova Alba (dopo la sconfitta nello scontro diretto), il tecnico ha tratto le sue conclusioni circa l’annata che sta per volgere al termine. Siano “playout”, sia “Promozione” oppure “permanenza di categoria”, la squadra biancoverde non ha niente da recriminarsi e deve invece osservare la stagione come un percorso incredibile, inaspettato ed esemplare da cui partire per gettare basi solide in ottica futura: «Innanzitutto vorrei sottolineare che quanto fatto dalla squadra fino ad ora è stato incredibile e non dovrà essere sminuito dal risultato finale di questo campionato. Premesso questo, pensiamo che parlare di aspettative per il proseguo non sia coerente con la filosofia con la quale abbiamo impostato l’annata. Possiamo affermare che continueremo ad affrontare tutti gli impegni pensando al miglioramento delle prestazioni dei singoli e di tutta la rosa, cioè sempre alla ricerca della giocata perfetta che ci soddisfi personalmente e che continui a dare a tutte le componenti (Società, Staff e giocatrici) le motivazioni per voler continuare a crescere. Poi, terminati gli impegni ufficiali, faremo le considerazioni su quanto avvenuto per organizzare al meglio delle nostre possibilità la prossima annata sportiva.»

Si ringraziano Mister Davide Domeniconi, il Responsabile Cristiano Pedriali e l’Original Celtic Bhoys per il tempo e la grandissima disponibilità.

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